Wall Street guarda a Microsoft e Meta, ma il vero test arriva oggi con PIL e inflazione USA

La giornata si apre con un clima costruttivo sui mercati dopo una seduta dominata dalle trimestrali tecnologiche e dalla riunione della Federal Reserve. Microsoft ha convinto gli investitori grazie a una crescita ancora molto sostenuta del business cloud e dell'intelligenza artificiale, mentre Meta ha deluso sul fronte dei ricavi, alimentando ulteriormente la divergenza tra i vincitori e i perdenti del tema AI (leggi il nostro approfondimento).

Sul fronte macro, però, l'attenzione si sposta rapidamente sui dati economici. Oggi saranno pubblicati il PIL statunitense del secondo trimestre, il Core PCE di giugno e le richieste settimanali di sussidi di disoccupazione: un pacchetto di dati che potrebbe modificare nuovamente le aspettative sulla prossima riunione della Fed.

Fed, il mercato torna a scommettere su settembre

La conferenza stampa di Kevin Warsh non ha convinto pienamente gli investitori. Pur mantenendo invariati i tassi, il presidente della Fed ha ribadito che la banca centrale resta pronta ad intervenire qualora l'inflazione dovesse riaccelerare.

Il mercato obbligazionario ha reagito con un deciso aumento dei rendimenti, soprattutto sulla parte lunga della curva, mentre i future sui Fed Funds continuano ad attribuire una probabilità significativa ad un rialzo dei tassi nella riunione di settembre.

Proprio i dati macro odierni saranno determinanti per capire se questa aspettativa verrà confermata oppure ridimensionata.

Intelligenza artificiale: il mercato premia chi monetizza

La stagione delle trimestrali continua a mettere in evidenza una distinzione sempre più marcata all'interno del tema AI.

Microsoft ha registrato una delle crescite più robuste degli ultimi quattro anni, sostenuta dall'espansione di Azure e dalla domanda di servizi legati all'intelligenza artificiale.

Qualcomm, invece, pur beneficiando dell'espansione nei data center, ha pubblicato una trimestrale inferiore alle aspettative a causa della persistente debolezza del mercato smartphone.

Gli investitori sembrano quindi premiare sempre meno i grandi investimenti in AI e sempre di più le società capaci di trasformare rapidamente tali investimenti in crescita degli utili.

Medio Oriente ancora osservato speciale

Sul fronte geopolitico rimane elevata l'attenzione verso il Medio Oriente.

Gli Stati Uniti hanno condotto nuovi attacchi contro obiettivi iraniani, mentre il Qatar è riuscito a completare la prima spedizione di GNL attraverso lo Stretto di Hormuz dopo diverse settimane di interruzioni.

Secondo il Dipartimento dell'Energia americano, circa 13 milioni di barili di petrolio al giorno hanno continuato a transitare nel Golfo Persico, metà dei quali attraverso Hormuz e metà mediante oleodotti alternativi.

Per il momento il Brent rimane poco sotto i 90 dollari, segnale che il mercato continua a monitorare il rischio senza prezzare uno scenario di interruzione significativa delle forniture.

Europa tra crescita e BCE

In Europa la giornata sarà ricca di dati macroeconomici.

Saranno pubblicati il PIL del secondo trimestre di Francia, Spagna, Italia ed Eurozona insieme all'inflazione tedesca di luglio. Arriverà inoltre la decisione sui tassi della Bank of England.

Interessante anche il mercato valutario, dove l'euro continua a beneficiare dell'irripidimento della curva europea e della maggiore credibilità attribuita alla BCE nel controllo dell'inflazione rispetto alla Federal Reserve.

Market mover di oggi

Macroeconomia

  • Francia: PIL 2° trimestre (7:30)
  • Spagna: PIL 2° trimestre e CPI luglio (9:00)
  • Germania: PIL 2° trimestre (10:00)
  • Italia: PIL 2° trimestre (10:00)
  • Eurozona: PIL 2° trimestre (11:00)
  • Bank of England: decisione sui tassi (13:00)
  • Germania: CPI luglio (14:00)
  • Stati Uniti:
    • PIL 2° trimestre
    • Consumi personali
    • Core PCE
    • Richieste iniziali di sussidi di disoccupazione (14:30)

Da monitorare in apertura

Dopo il rally seguito alle trimestrali di Microsoft, la seduta di oggi sarà probabilmente guidata molto più dai dati macro che dalle notizie societarie. Un PIL statunitense più robusto del previsto o un Core PCE ancora elevato potrebbero rafforzare ulteriormente l'ipotesi di una Fed più restrittiva, mantenendo alta la volatilità sia sul mercato obbligazionario sia sull'azionario. Al contrario, dati più deboli riaprirebbero il dibattito su un allentamento delle pressioni inflazionistiche, offrendo nuovo sostegno ai listini.

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