Yen: area 155 mette alla prova l’intervento congiunto
Dopo l'intervento coordinato USA-Giappone, l'attenzione si sposta ora sulla soglia di 155 yen per dollaro, considerata dagli strategist il vero banco di prova per la tenuta del rally della valuta nipponica.
Gli interventi di aprile e maggio avevano già spinto brevemente il cambio verso quel livello prima che riprendesse a salire, alimentando l'idea che l'azione ufficiale serva solo a guadagnare tempo. La prima operazione coordinata di acquisto dello yen dal 1998 ha comunque innescato un rally del 5% dai minimi degli ultimi 4 decenni, vicini a quota 164.
Secondo Shusuke Yamada, Chief Japan FX and Rates Strategist di BofA Securities, questa volta le autorità sarebbero determinate a rompere davvero quota 155, e un fallimento nel farlo segnalerebbe al mercato l'esaurimento delle opzioni di policy a disposizione.
Una discesa stabile sotto quella soglia potrebbe cambiare le dinamiche di mercato: la domanda di dollari potrebbe affievolirsi, mentre gli esportatori giapponesi e altri investitori potrebbero aumentare le vendite di biglietto verde, spostando il comportamento degli operatori dall’acquisto sui ribassi alla vendita sui rimbalzi.
Il posizionamento potrebbe amplificare il movimento: le posizioni corte nette sullo yen di gestori patrimoniali e fondi a leva hanno toccato il massimo dal 2024, secondo i dati della Commodity Futures Trading Commission.
Resta però ampio lo scetticismo tra gli operatori USA sulla tenuta del rally, legato all'idea che il vantaggio sui rendimenti del dollaro tornerà a rafforzarsi con eventuali rialzi dei tassi della Fed nei prossimi mesi.
Sul fronte coreano, gli scambi sugli ETF a leva legati a SK Hynix e Samsung si sono ridotti nettamente dopo le misure introdotte dalle autorità. L'ETF Kodex su SK Hynix, il maggiore del suo genere nel Paese, ha visto i volumi scendere a 59 milioni di quote lunedì, il livello più basso dal 4 giugno, mentre il prodotto su Samsung ha registrato gli scambi più contenuti dal debutto di fine maggio.
Dal 31 luglio le autorità hanno alzato il deposito minimo richiesto a 30 milioni di won, pari a 21.065 dollari, dai precedenti 10 milioni. In precedenza avevano inoltre sospeso temporaneamente le nuove quotazioni di ETF a leva su singoli titoli, in attesa di una stabilizzazione del mercato.
Il saldo dei prestiti a margine usati per finanziare gli acquisti azionari è sceso a 28.900 miliardi di won al 31 luglio, minimo da gennaio. Sullo sfondo, Wall Street resta trainata dai titoli tecnologici.
Sul fronte mediorientale, Trump ha definito la sua ultima offerta di colloqui l'ultima possibilità per l'Iran. Teheran ha negato di essere in trattativa con Washington, ma ha fatto sapere che i negoziati con l’Oman per il ripristino del traffico marittimo nello Stretto di Hormuz stanno facendo progressi.
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