La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi
Il focus di oggi riguarda le azioni asiatiche, che hanno registrato il peggior crollo in oltre 1 anno. In particolare il listino sudcoreano, il Kospi, ha registrato un -12% dopo il -7,2% di ieri. Si tratta del calo a 2 giorni più ampio dal 2008. Il conflitto in Iran continua a preoccupare, anche se ieri gli indici USA sono riusciti a ridurre le perdite.
Il motivo del recupero risiede anche nella speranza della solita “Trump Put”. Tuttavia, diversi analisti avvertono di non fare troppo affidamento su questa tendenza quando si tratta della guerra contro Teheran.
Questo perché servirebbero ripercussioni più profonde sul mercato del credito e delle azioni per esercitare pressioni significative al Presidente USA. Oltre a questo, nei conflitti commerciali Trump aveva il pieno controllo delle leve politiche e poteva fare marcia indietro in modo unilaterale. In questo scenario invece ci sono diversi attori indipendenti coinvolti.
In un tentativo di scongiurare una crisi energetica, Trump ha dichiarato che gli Stati Uniti forniranno garanzie assicurative e scorte navali alle petroliere e alle imbarcazioni che attraversano lo Stretto di Hormuz. L’aumento dei prezzi del petrolio infatti mette a rischio il percorso discendente dell’inflazione, mettendo la Fed in una posizione molto più complicata per tagliare i tassi.
Sempre sul fronte geopolitico, Trump ha deciso di tagliare tutti i rapporti commerciali con la Spagna, in quanto il Paese ha negato l’accesso alle basi militari per la sua campagna contro l’Iran. Per Madrid, gli Stati Uniti dovrebbero rispettare la legge internazionale.
Lato corporate, un focus va fatto sul caso Blackstone. Bloomberg riporta che più di 25 figure senior della società hanno contribuito con circa 150 milioni di dollari di capitale personale al fondo BCRED, a cui si sono aggiunti 250 milioni di dollari di capitale proprio dell’azienda per far fornte ad una richiesta di rimborso record di 3,8 miliardi di dollari (7,9% del NAV). Questa mossa ha permesso al fondo di pagare gli investitori senza modificare i termini del tender offer.
Il rischio sistemico è sempre presente: un problema di liquidità prolungato può infatti infettare il settore del credito.
Passiamo poi a Moderna, che nel pre-market di Wall Street sta registrando il +4,7%. La società ha raggiunto un accordo globale da 950 milioni di dollari con Arbutus Biopharma e Genevant Sciences, in modo tale da chiudere tutte le controversie legali legate alla tecnologia di consegna del suo vaccino Covid. Il deal rimuove un rischio finanziario rilevante per l’azienda, le cui vendite del vaccino Covid sono crollate e i cui nuovi prodotti faticano a prendere slancio.
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