USA-Iran, tregua sotto pressione nello Stretto di Hormuz
Il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran ieri ha subito la sua scossa più violenta. Durante la prima attuazione del piano che prevedeva di scortare le imbarcazioni neutrali nello Stretto di Hormuz, l'Iran ha attaccato due navi da guerra americane in transito.
US Central Command ha riferito di aver abbattuto 7 piccole imbarcazioni iraniane nel corso delle operazioni. In parallelo, gli Emirati Arabi Uniti hanno intercettato missili iraniani e subito un attacco di droni al porto di Fujairah: le autorità locali hanno emesso allarmi ai residenti per la prima volta dall'inizio del cessate il fuoco.
Una petroliera di proprietà di ADNOC è stata colpita da droni in un episodio separato. Trump ha descritto gli eventi come una piccola guerra laterale e non ha dichiarato la violazione formale della tregua, rinviando al briefing del Pentagono previsto oggi con il Segretario alla Difesa Hegseth e il capo di stato maggiore congiunto Caine.
Stando al Wall Street Journal, alcuni funzionari statunitensi si attendono comunque una risposta militare di Trump nei prossimi giorni. Il ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha dichiarato che i colloqui stanno facendo progressi, ma ha avvertito gli Stati Uniti e gli Emirati di non farsi trascinare in una trappola da chi non vuole la pace. Trump ha detto che la guerra potrebbe durare altre due o tre settimane.
La nuova ondata di tensioni ha spinto il rendimento del Treasury trentennale fino al 5,03%, il livello più alto da luglio, mentre il titolo a 2 anni ha toccato il 3,99%. I movimenti riflettono un repricing complessivo delle aspettative sulla Fed: i mercati attribuiscono ormai circa il 70% di probabilità a un rialzo dei tassi entro aprile 2027, un ribaltamento netto rispetto alle aspettative di tagli in serie che prevalevano prima del conflitto.
Il Tesoro USA ha inoltre rivisto al rialzo la stima di indebitamento netto per il secondo trimestre a 189 miliardi di dollari, dai 109 miliardi stimati a febbraio.
In Europa i rendimenti tedeschi a due anni sono saliti di nove punti base a 2,73%, con il mercato che prezza oltre 80 punti base di rialzi della BCE entro fine anno. Nelle Filippine, Paese che importa quasi tutto il petrolio dal Medio Oriente, l'inflazione di aprile è balzata al 7,2% su base annua, il ritmo più rapido degli ultimi tre anni.
Sul fronte diplomatico, la Cina ha ordinato alle proprie aziende di ignorare le sanzioni americane sui raffinatori privati legati al commercio di petrolio iraniano, un atto di sfida che rischia di mettere il sistema bancario cinese nel mirino delle misure punitive statunitensi. La mossa complica il summit Trump-Xi previsto a metà maggio, che il Segretario al Tesoro Bessent ha già sfruttato come leva pubblica chiedendo a Pechino di usare la propria influenza su Teheran per sbloccare lo Stretto.
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