Bond europei sotto pressione: Francia, BCE e rischio contagio

In breve

  • L’euro scende contro le principali valute e tocca sul dollaro i minimi da maggio 2025. Gli investitori monitorano il rischio che le tensioni sul debito francese si estendano ad altri Paesi.
  • Gli swap scontano 3 rialzi della BCE entro fine 2027, contro i 4 di inizio settimana scorsa.
  • In Spagna ci saranno le elezioni anticipate.
  • Delfin ha deciso di aderire con l’intera quota del 17,6% in Monte dei Paschi all’offerta migliorata di Intesa Sanpaolo, che valuta la banca circa 34,6 miliardi di euro.

Il rischio di contagio sul debito europeo torna al centro dell’attenzione dei mercati. L’euro è sceso contro tutte le principali valute e ha raggiunto i minimi da maggio 2025 nei confronti del dollaro, mentre gli investitori cercano di capire quanto le difficoltà francesi possano estendersi agli altri emittenti.

La seduta di giovedì ha segnato un cambiamento rispetto alle vendite relativamente uniformi che avevano interessato i titoli dell’area euro per gran parte dell’anno. Alla nuova flessione delle obbligazioni francesi si sono associate quelle di Italia, Belgio e Grecia, mentre i Bund hanno beneficiato della domanda di rifugio, insieme ai Treasury.

Venerdì il mercato si è in larga parte stabilizzato, con un recupero soprattutto sulle scadenze lunghe. Gli spread restano per lo più relativamente contenuti, ma la velocità e l’ampiezza dei movimenti hanno aumentato l’attenzione sul rischio di disordine. Secondo il Co-responsabile del Fixed Income di Morgan Stanley IM Jeff Mueller, stanno emergendo i primi segnali di contagio.

La Francia resta il punto più fragile. Ed Yardeni ritiene che il Paese possa essere vicino a una vera e propria crisi del debito. Parigi paga ormai più di Italia e Grecia per finanziarsi a 10 anni, con gli investitori che chiedono un premio per il rischio fiscale.

Un’ulteriore fonte di pressione potrebbe arrivare dal Giappone. Secondo le stime Bloomberg, a luglio gli investitori giapponesi detenevano circa 23.000 miliardi di yen di obbligazioni francesi. La quota rappresentava il 6,6% del loro portafoglio complessivo di debito estero, rendendo la Francia il maggiore sovrappeso nell’area euro rispetto all’indice di riferimento.

L’aumento dei rendimenti domestici rende però più interessante riportare i capitali in Giappone. L’ammontare di titoli francesi detenuto dagli investitori giapponesi è già diminuito del 2,5% dalla fine del 2025. Alcuni fondi di Sumitomo Mitsui DS Asset Management hanno venduto l’intera esposizione al debito francese, mentre i costi di copertura valutaria riducono l’attrattiva dei rendimenti offerti da Parigi.

Le tensioni stanno modificando anche le attese sulla BCE. Gli swap indicano 3 aumenti dei tassi entro fine 2027, contro i 4 scontati all’inizio della scorsa settimana.

Sul fronte politico, in Spagna sono state annunciate le elezioni anticipate.

Tra le società, Delfin ha deciso di conferire l’intera partecipazione del 17,6% in Monte dei Paschi all’offerta di Intesa Sanpaolo. Il corrispettivo è stato aumentato di 0,25 euro in contanti e prevede ora 1,6 azioni Intesa e 1,25 euro per ogni azione MPS. Ai prezzi di chiusura di venerdì, l’offerta valuta la banca circa 34,6 miliardi di euro, contro una capitalizzazione di 34,3 miliardi.

Il sostegno del maggiore azionista rafforza il progetto dell’AD di Intesa Sanpaolo Carlo Messina e complica i piani dell’Amministratore Delegato di MPS Luigi Lovaglio, che punta alle acquisizioni di Banco BPM e Banca Generali. L’assemblea del 29 ottobre sarà decisiva: Intesa ha dichiarato che ritirerà l’offerta se gli azionisti approveranno le 2 operazioni alternative.

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