Borse in calo, torna il Sell America tra Fed, yen e dollaro
Le Borse globali sono scese dai record raggiunti nei giorni scorsi, appesantite dal nuovo indebolimento dei titoli dei semiconduttori.
Sui mercati obbligazionari e valutari torna a farsi strada il dibattito sul cosiddetto trade Sell America, rispolverato dopo una serie di decisioni di politica economica arrivate da Washington nelle ultime 2 settimane.
La preferenza per una comunicazione più scarna manifestata dal Presidente della Fed Kevin Warsh ha alimentato dubbi sull’impegno della Banca centrale nella lotta all’inflazione. Il Wall Street Journal ha inoltre riferito di contatti ripetuti tra Trump e Warsh da quando quest’ultimo ha assunto la guida dell’istituto, una linea di comunicazione che si discosta dalla prassi recente, sebbene non vi siano indicazioni che i colloqui abbiano riguardato i tassi.
Successivamente Scott Bessent, Segretario al Tesoro, ha dato il via libera per aiutare Tokyo a sostenere lo yen, il primo intervento coordinato di questo tipo in quasi 30 anni: l'operazione, condotta tramite l'euro proprio per non disturbare il mercato dei Treasury, rischia comunque di mettere pressione sul dollaro.
Con le preoccupazioni fiscali, la guerra commerciale e il conflitto in Medio Oriente che continuano a sostenere le pressioni sui prezzi, parte del mercato sta rivalutando l'appetito per bond e valuta USA in un contesto in cui la politica di Washington torna difficile da decifrare.
Sul fronte mediorientale, l’Iran ha dichiarato di aver raggiunto un’intesa con l’Oman su una rotta proposta per le spedizioni nello Stretto di Hormuz, anche se la formalizzazione dell’accordo non risulta ancora completata.
Una dichiarazione congiunta tra Teheran e Mascate è in fase di revisione e redazione finale, ha riferito il portavoce del Ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei, secondo cui i negoziati stanno procedendo e la formalizzazione dell’intesa dipenderà dal fatto che alcune parti terze non ostacolino il processo.
Il Vice Ministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi ha precisato all'agenzia statale IRNA che Iran e Oman stanno negoziando una rotta temporanea che resterebbe attiva per un periodo tra 2 e 4 mesi, con una parte significativa del traffico destinata a transitare nelle acque territoriali iraniane, sottolineando che l'intesa non equivale a una piena riapertura dello Stretto.
La televisione di stato iraniana ha peraltro ridimensionato la portata dell'accordo con l'Oman, citando una fonte secondo cui un'intesa tra Teheran e Mascate non comporterebbe necessariamente un'apertura immediata della via d'acqua, subordinata a un cambiamento nel comportamento USA.
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