Borse record tra Iran, dazi e trimestrali

La principale fonte di ottimismo sui mercati globali è stata la progressione del negoziato tra Washington e Teheran. Gli Stati Uniti hanno presentato all'Iran un memorandum di una pagina che prevede la riapertura graduale dello Stretto di Hormuz e la revoca del blocco statunitense ai porti iraniani, rimandando a una fase successiva le trattative sul programma nucleare. Teheran dovrebbe rispondere entro 48 ore, ma i media di Stato iraniani hanno già segnalato che alcune clausole restano giudicate irrealistiche dalla leadership.

Sul fronte commerciale, l'Unione Europea non è giunta a un'intesa per la ratifica del deal commerciale con gli Stati Uniti. L'accordo originale, siglato nel luglio scorso, prevedeva l'eliminazione europea dei dazi sui beni industriali statunitensi in cambio di un tetto del 15% sui prodotti UE, incluse le automobili.

L'ambasciatore statunitense presso l'UE Andrew Puzder ha avvertito che i dazi sulle auto potrebbero salire al 25% in tempi relativamente brevi in assenza di progressi concreti. Bruxelles sostiene che Washington non abbia ancora adempiuto pienamente ai propri impegni. I colloqui proseguiranno nelle prossime settimane. 

Sul fronte trimestrali, ARM ha chiuso il 4° trimestre fiscale con ricavi a 1,49 miliardi di dollari, in crescita del 20% su base annua e oltre le stime, con un EPS adjusted di 0,60 dollari. Il dato più debole è stata la voce royalties, ferma a 671 milioni di dollari (stime a 693 milioni), a riflesso del rallentamento del mercato degli smartphone dove la crescita dei volumi unitari si è invertita.

Per il 1° trimestre fiscale, la guidance indica ricavi attesi intorno a 1,26 miliardi di dollari (stime a 1,25 miliardi) e un EPS di 0,40 dollari (stime a 0,36 dollari). La crescita nel segmento data center, trainata dalla domanda di infrastrutture per l'intelligenza artificiale, è attesa compensare la debolezza nel mobile. La società ha inoltre comunicato che la nuova AGI CPU, già con un miliardo di dollari di ordini a marzo, genererà oltre 2 miliardi di dollari di ricavi tra il 2027 e il 2028.

Ad aver pubblicato i conti è stata anche Disney: il 2° trimestre fiscale ha battuto le attese su tutta la linea: ricavi a 24,9 miliardi di dollari, +7% su base annua e superiori alle stime ed EPS adjusted a 1,57 dollari (stime a 1,51 dollari). Per la prima volta, il segmento direct-to-consumer, che include Disney+, ha raggiunto un margine di profitto a doppia cifra.

Tutti e tre i segmenti operativi (intrattenimento, esperienze e sport) hanno superato le aspettative degli analisti. Il film studio ha beneficiato del successo al botteghino di Avatar: Fire and Ash, Zootopia 2 e Hoppers, con un incasso complessivo superiore ai 3,7 miliardi di dollari. Per l'intero anno fiscale, la società prevede una crescita dell'EPS del 12%.

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