Petrolio e Treasury sotto osservazione, le Borse arretrano

In breve

  • Il petrolio sale mentre gli operatori valutano l’aumento dei flussi attraverso Hormuz e degli attacchi iraniani alle navi. I combattimenti in Yemen aggiungono rischi per le spedizioni attraverso Bab al-Mandeb.
  • Secondo Bloomberg, Washington è riluttante ad ampliare il proprio coinvolgimento nell’offensiva saudita contro gli Houthi, pur fornendo già assistenza.
  • Le Borse asiatiche arretrano dopo i record di Wall Street. Bank of America richiama i rischi della concentrazione del rally sull’IA, Ray Dalio quelli dell’indebitamento e dei tassi in aumento.
  • Gli operatori tornano ad aumentare le scommesse ribassiste sui Treasury dopo il breve recupero seguito ai deboli dati sul lavoro USA.
  • Secondo Bloomberg, SpaceX tratta un finanziamento da 40 miliardi di dollari per acquistare chip Nvidia. I colloqui sono preliminari e potrebbero non portare a un accordo.

 

Il petrolio torna a salire, mentre le tensioni sulle rotte energetiche mediorientali restano elevate. Gli operatori valutano l’aumento dei flussi attraverso lo Stretto di Hormuz insieme all’intensificarsi degli attacchi iraniani contro le navi. I combattimenti in Yemen aggiungono un ulteriore fronte di rischio, con possibili conseguenze sulle spedizioni attraverso Bab al-Mandeb.

Secondo fonti citate da Bloomberg, l’amministrazione Trump è riluttante ad ampliare il coinvolgimento nell’offensiva saudita contro gli Houthi e ha cercato di dissuadere Riad dall’aprire un nuovo conflitto su larga scala. Gli USA forniscono già intelligence, assistenza nell’individuazione dei bersagli e supporto per i rifornimenti, ma non hanno affiancato questa attività con attacchi offensivi.

La campagna è iniziata domenica e il governo yemenita riconosciuto internazionalmente, sostenuto dall’Arabia Saudita, ha rivendicato la riconquista di territori controllati dagli Houthi. Secondo le fonti, Washington ha invitato Riad a non inviare proprie truppe in Yemen mentre proseguono la guerra con l’Iran e le interruzioni del traffico a Hormuz.

 

 

Sui mercati azionari, le Borse asiatiche arretrano dopo i nuovi massimi di Wall Street. L’ottimismo sugli utili tecnologici continua a sostenere S&P 500 e Nasdaq 100, nonostante l’aumento dei rendimenti obbligazionari e dei costi di finanziamento.

Il mercato dei Treasury resta infatti sotto pressione. Dopo le ricoperture delle posizioni ribassiste che avevano contribuito al breve recupero seguito ai deboli dati occupazionali di venerdì, gli operatori hanno ripreso a posizionarsi per ulteriori cali dei prezzi. I rendimenti decennali e trentennali sono diminuiti leggermente martedì, restando però vicini ai massimi di lunedì.

Il numero di contratti aperti sui futures del Treasury decennale è aumentato in 14 delle ultime 18 sedute. Associato alla risalita dei rendimenti, il movimento è compatibile con un incremento delle posizioni corte.

Secondo lo strategist di Citigroup David Bieber, il posizionamento resta estremamente ribassista, alimentato sia da nuove scommesse contro i titoli sia dalla chiusura di posizioni rialziste.

A pesare sono lo shock inflazionistico della guerra, i timori sui conti pubblici e gli investimenti nell’IA, che sostengono l’attività economica mentre la Fed cerca di contenerla. Anche fattori tecnici, tra cui le coperture degli investitori in obbligazioni ipotecarie, hanno amplificato i movimenti.

La concentrazione del rally su pochi titoli legati all’IA alimenta intanto i timori di una bolla. Per gli strategist di Bank of America, la scarsa partecipazione del resto del mercato è una caratteristica tipica delle fasi in cui si formano eccessi. Nel loro indicatore di rischio, la tecnologia statunitense occupa il primo posto tra le 32 categorie di attività e settori monitorate.

Ray Dalio ritiene che l’IA presenti le caratteristiche di una bolla e che il mercato si stia avvicinando al possibile punto di rottura. Il rischio deriva soprattutto dall’enorme ricorso al debito per finanziare gli investimenti mentre i tassi salgono, oltre che dall’eventuale necessità di vendere attività per trasformare i guadagni patrimoniali in liquidità.

 

 

Intanto, secondo fonti citate da Bloomberg, SpaceX è in trattativa con banche e investitori per raccogliere 40 miliardi di dollari destinati all’acquisto di chip Nvidia.

Secondo il Financial Times, la struttura prevederebbe circa 10 miliardi di dollari di prestiti bancari e 30 miliardi di debito investment grade, con Apollo alla guida del finanziamento e una chiusura attesa nel 2027.

 

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