Iran-USA: restano alte le tensioni su Hormuz

Le ultime ore hanno portato una nuova escalation nel conflitto in Medio Oriente: l'Iran ha attaccato con missili, droni e imbarcazioni leggere tre navi della Marina statunitense in transito nello Stretto di Hormuz. Le forze USA hanno risposto colpendo postazioni di lancio missilistico e droni, siti di comando e strutture di intelligence iraniane.

Nessuna delle unità navali è stata danneggiata e Washington ha dichiarato il cessate il fuoco ancora in vigore. Trump ha descritto l'incidente come un avvertimento, minacciando una risposta significativamente più intensa se Teheran non firmerà rapidamente l'accordo di pace. L'Iran non ha ancora risposto formalmente alla proposta statunitense di riaprire lo Stretto né ha mostrato aperture sulle questioni nucleari.

I mercati hanno reagito con una correzione contenuta ma visibile: le Borse asiatiche hanno arretrato dai massimi, gli indici europei sono partiti in territorio negativo e il petrolio è tornato a salire, con il Brent in area 101 dollari al barile. 

Sul fronte dei dazi, Trump ha prolungato al 4 luglio la scadenza per la ratifica dell'accordo commerciale UE-USA, dopo una telefonata con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. In parallelo, il Tribunale del Commercio Internazionale di Manhattan ha dichiarato illegittimi i dazi globali al 10% introdotti da Trump a febbraio, accogliendo i ricorsi di un gruppo di piccole imprese e di diversi stati a guida democratica.

Il tribunale non ha emesso un'ingiunzione universale, limitandosi a bloccare l'applicazione dei dazi nei confronti delle due società ricorrenti e dello Stato di Washington. Il Dipartimento di Giustizia potrebbe presentare appello.

Toyota ha pubblicato i risultati del quarto trimestre fiscale con un utile operativo in calo del 49% su base annua, a 569,5 miliardi di yen, e ricavi di 12.600 miliardi di yen. Per l'esercizio in corso, il gruppo prevede un utile operativo di 3.000 miliardi di yen e ricavi netti di 51.000 miliardi di yen.

La società ha stimato un impatto negativo da 670 miliardi di yen riconducibile alle conseguenze del conflitto in Iran su catene di approvvigionamento e costi delle materie prime, avvertendo che sarà difficile recuperare tale deficit nel corso dell'anno.

Intanto, i ricavi di aprile di Taiwan Semiconductor Manufacturing si sono attestati a 410,7 miliardi di dollari taiwanesi, con una crescita del 17,5% su base annua: il ritmo di espansione più lento da ottobre. Gli analisti stimano per il secondo trimestre una crescita dei ricavi di circa il 35%, quasi il doppio del dato mensile. La società resta esposta al rallentamento del mercato consumer, dove l'aumento dei costi della memoria comprime la domanda. Ad aprile TSMC aveva alzato la guidance sui ricavi per l'intero anno e confermato la volontà di portare gli investimenti verso il limite superiore del range previsto, fino a 56 miliardi di dollari.

 

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