Yen ai massimi da 6 mesi, Brent si avvicina a $100

Lo yen ha raggiunto i massimi da febbraio. Le attese di una stretta più aggressiva della Bank of Japan restano il supporto fondamentale, mentre la rottura di quota 155 aggiunge ora slancio tecnico. La mossa ha innescato ampi ordini stop-loss e costretto i i trader in opzioni a vendere dollari.

Katayama ha dichiarato che la posizione del Giappone sul cambio non è variata dall'intervento congiunto condotto con la controparte statunitense, e che le autorità punteranno a mantenere un mercato valutario ordinato.

La volatilità implicita a 2 settimane su USD/JPY è salita al massimo da maggio 2025, segno di quanto il rally abbia ribaltato le attese di mercato. La velocità del movimento alimenta le ipotesi di uno smontaggio più ampio dei carry trade finanziati in yen, con cui gli investitori si indebitano a basso costo nella valuta giapponese per investire in asset a rendimento più elevato altrove.

Il test più atteso resta la riunione di politica monetaria della Bank of Japan della prossima settimana. Gli overnight index swap scontano una probabilità del 97% di un rialzo di 25 punti base. L'economia giapponese è cresciuta più delle stime iniziali nel secondo trimestre, rafforzando le ragioni per una stretta. Secondo Bloomberg Economics una mossa consecutiva già a ottobre resta improbabile.

Intanto, il Brent si è avvicinato a 100 dollari al barile, mentre si attendono i dettagli di un accordo tra Iran e Oman sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Teheran ha definito imminente l'intesa, che includerebbe un corridoio sicuro temporaneo, sollevando interrogativi su come risponderanno gli Stati Uniti.

Iran e Oman puntano a formalizzare il controllo dello Stretto, con la possibilità di introdurre in futuro tariffe di transito. Gli Stati Uniti, che mantengono un blocco sui porti iraniani per limitare le esportazioni della Repubblica islamica, vorrebbero che lo Stretto torni allo status pre-bellico di via navigabile liberamente percorribile.

Tra le notizie societarie, Anthropic avrebbe rinunciato all'acquisizione della startup di intelligenza artificiale Decart AI, un'operazione che era stata valutata circa 6 miliardi di dollari. Le due società potrebbero comunque proseguire altre forme di collaborazione.

Poste Italiane ha alzato del 5% l'offerta di acquisizione su Telecom Italia, portandola a circa 11,35 miliardi di euro. La società ha aggiunto 0,30 euro in contanti per ogni azione Telecom Italia, lasciando invariata la componente azionaria a 0,218 nuove azioni Poste.

Poste ha inoltre eliminato la soglia minima di adesione del 66,67%. Secondo Bloomberg, questa scelta privilegia l’esecuzione dell’operazione rispetto ai termini originari. Alla chiusura di lunedì, le adesioni riguardavano soltanto il 6,16% delle azioni oggetto dell’offerta, quando mancavano 4 giorni alla fine del periodo iniziale. Poste ha precisato che i nuovi termini sono definitivi e non saranno ulteriormente rivisti.

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