Petrolio in calo e futures USA in rialzo con OpenAI
In breve
- Petrolio in calo dopo che Trump ha escluso attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di metà mandato di novembre. Resta in vigore il blocco navale USA sulle esportazioni iraniane.
- Futures USA e Borse asiatiche in rialzo, mentre i Treasury mantengono i guadagni. I nuovi dettagli sui ricavi di OpenAI contribuiscono ad attenuare i timori sul comparto tecnologico dopo le vendite di giovedì.
- Secondo Bloomberg, OpenAI prevede di raggiungere o superare 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine 2026, dai circa 50 miliardi di fine settembre.
- Firmus rinuncia all’IPO australiana e valuta alternative per raccogliere capitale. Intanto, i 4 maggiori fondi comuni di Guggenheim hanno registrato deflussi per 2,4 miliardi di dollari a settembre, secondo le stime Morningstar.
Trump ha affermato che gli USA non attaccheranno l’Iran prima delle elezioni di metà mandato di novembre, richiamando colloqui che ha definito produttivi, senza fornire dettagli.
L’apertura diplomatica resta accompagnata da tensioni sul terreno. Il Presidente statunitense ha confermato che il blocco navale sulle esportazioni iraniane rimarrà in vigore, mentre i negoziati restano bloccati su diversi punti, tra cui il controllo dello Stretto di Hormuz.
Le sue dichiarazioni seguono le indiscrezioni di The Atlantic sui preparativi per possibili attacchi prima del voto e quelle del New York Times su discussioni tra alti funzionari della Casa Bianca relative anche a un’intensa campagna di 3 giorni. In un’intervista a Time pubblicata all’inizio del mese, Trump aveva inoltre indicato come possibili attacchi più intensi dopo le elezioni.
Sul fronte tecnologico, l’attenzione si concentra sulla crescita di OpenAI e sulla lettura dei suoi dati. Secondo Bloomberg, la società prevede di raggiungere o superare 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine anno, soprattutto grazie all’espansione del segmento aziendale. A fine settembre il dato era pari a circa 50 miliardi.
La distinzione è rilevante anche per il confronto con le stime circolate in precedenza. Secondo il Financial Times, lo scarto rispetto alle indicazioni di quasi 70 miliardi già riportate da alcune testate derivava dal tentativo degli investitori di applicare a OpenAI la metodologia di Anthropic, che contabilizza diversamente le vendite tramite i fornitori cloud.
OpenAI avrebbe condiviso i dati con gli investitori nell’ambito dei colloqui per raccogliere almeno 30 miliardi di dollari, a una valutazione di 1.400 miliardi prima dell’apporto di nuovo capitale.
Il settore dei data center mostra intanto una maggiore selettività degli investitori. Firmus ha rinunciato alla quotazione australiana, con cui puntava a raccogliere circa 5,5 miliardi di dollari, dopo non aver ottenuto un sostegno sufficiente. La società esplorerà fonti alternative di capitale sui mercati privati e pubblici e, secondo Bloomberg, valuterà una quotazione negli USA nel più lungo periodo.
Anche Revolut guarda al mercato statunitense. L’Amministratore Delegato Nik Storonsky ha indicato gli USA come sede preferita per la quotazione principale, qualora la banca digitale decidesse di procedere con un’IPO. In precedenza aveva prospettato una doppia quotazione tra Regno Unito e USA non prima del 2028.
Dopo l’approvazione condizionata ricevuta a settembre per operare come banca nazionale negli Stati Uniti, il gruppo prevede di introdurre carte di credito e prestiti una volta ottenuta l’autorizzazione bancaria completa.
Nel risparmio gestito, secondo Morningstar, i 4 maggiori fondi comuni di Guggenheim hanno subito riscatti per 2,4 miliardi di dollari a settembre, dopo le notizie sulle indagini delle autorità federali relative agli affari dell’Amministratore Delegato, Mark Walter.
Il Total Return Bond Fund ha registrato deflussi per 1,8 miliardi, pari al 6,1% del patrimonio. Il dato si distingue da quello della categoria obbligazionaria di riferimento, che ha raccolto 4,6 miliardi nel mese. Guggenheim ha sottolineato che continuano ad arrivare investimenti nelle strategie istituzionali e retail e che i fondi interessati mantengono risultati competitivi.
I market mover di oggi
- Le attenzioni saranno rivolte al dato preliminare di ottobre relativo all’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan, che dovrebbe registrare una lieve flessione da 48,1 a 48 punti.
- Per le Banche centrali parleranno Wunsch, Schnabel e Cipollone per la BCE e Collins per la Fed.
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