Strategy perde il premio su bitcoin: mNAV sotto 1
Strategy ha perso il premio che il mercato attribuiva alla propria esposizione in bitcoin.

L'enterprise mNAV, che a differenza del tradizionale multiplo capitalizzazione/asset digitali tiene conto dell'intera struttura patrimoniale, inclusi debito, liquidità e azioni privilegiate, è sceso sotto 1 per la prima volta, segnalando che gli operatori valorizzano il gruppo al di sotto del valore dei bitcoin detenuti in tesoreria.
Dividendi, liquidità e leva complicano il modello
Nel corso del 2026 il gruppo ha emesso molte azioni privilegiate come le STRC, in modo tale da raccogliere miliardi con cui finanziare gli acquisti di bitcoin.

Questa mossa ha però un costo che CryptoQuant identifica in 1,2 miliardi di dollari di dividendi annuali a fronte di una liquidità aziendale arrivata a circa 1,4 miliardi.
La società detiene 847.363 BTC a un costo medio di circa 75.646 dollari per unità, con bitcoin intorno ai 60.000 dollari e una perdita non realizzata che The Block stima fino a 14 miliardi.
Saylor prepara nuovi acquisti nonostante le perdite
Nonostante il deterioramento, Michael Saylor ha pubblicato domenica mattina su X il consueto grafico tracker con la didascalia "We're gonna need more charts", che storicamente precede un filing 8-K il lunedì successivo con la conferma di nuovi acquisti.
L'ultimo collocamento, comunicato il 22 giugno, riguardava appena 520 BTC per circa 35 milioni di dollari, il più contenuto degli ultimi mesi. La struttura del debito residuo complica ulteriormente la posizione: secondo Block Research, l'azione ordinaria rappresenta una residual claim subordinata a circa 6,7 miliardi di debito convertibile e 15,5 miliardi di azioni privilegiate perpetue.
CryptoQuant ritiene che Strategy dovrebbe sospendere gli acquisti e ricostituire la liquidità, stimando un fabbisogno di circa 2,8 miliardi per ripristinare due anni di copertura sui dividendi privilegiati. Le critiche sono arrivate anche dall'esterno: il CEO di Ripple Brad Garlinghouse ha dichiarato a CNBC che l'approccio di Saylor "non era focalizzato sulle cose giuste" e aveva penalizzato il mercato più ampio, indicando nello sconto di STRC il segnale di un modello finanziariamente fragile.
Il rischio Strategy pesa sul mercato cripto
Il contesto di mercato in cui si inserisce la crisi di Strategy è quello di un'ampia correzione del segmento cripto. Il timore principale che circola tra gli operatori è quello di un effetto domino legato alla posizione di Strategy: Matt Hougan, chief investment officer di Bitwise, ha spiegato a Fortune che il mercato teme che il deterioramento delle STRC possa costringere il gruppo a liquidare bitcoin per raccogliere liquidità, "creando un ambiente psicologico negativo".
A pesare sul sentiment contribuisce anche l’atteggiamento della Federal Reserve: l'enfasi posta da Warsh sul controllo dell'inflazione ha alimentato i timori di un rialzo dei tassi, contesto storicamente sfavorevole per gli asset ad alto rischio. Hougan ha tuttavia interpretato la correzione come un segnale di pulizia dell'eccesso accumulato dall'ondata di imitatori del modello Strategy, sostenendo che il mercato si stabilizzerà nel secondo semestre, in particolare se il Congresso approverà la legislazione cripto attesa da tempo.
Intanto, continua il crollo del bitcoin (ne abbiamo parlato qui): da inizio anno la criptovaluta ha perso il 31,6%, mentre Strategy il 45,8% circa.
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