Verbali dell'ultima riunione della BCE
Dai verbali della riunione della BCE del 22 e 23 luglio, emerge come i funzionari abbiano discusso se una politica monetaria moderatamente restrittiva possa rendersi necessaria per riportare l'inflazione al 2%.
Alcuni componenti del board si sarebbero detti favorevoli a un rialzo dei tassi già in quel meeting, ma vista l'elevata incertezza sulla persistenza delle pressioni sui prezzi il Consiglio ha finito per allinearsi alla decisione di lasciare fermo il costo del denaro.
Dalle minutes si legge che la questione centrale per la politica monetaria è relativa alla possibilità che il rialzo dell'inflazione rifletta un disturbo transitorio dal lato dell'offerta oppure pressioni sottostanti più ampie.
Il dato di giugno più basso delle attese, il lieve allentamento dell'inflazione sottostante nello stesso mese e la dinamica salariale rimasta coerente con il target sono stati tutti elementi a sostegno della pausa. La maggior parte delle misure delle aspettative di inflazione a lungo termine resta ben ancorata attorno al 2%.
Sull'economia, il documento indica che le prospettive di breve termine sono migliorate leggermente rispetto alle proiezioni di giugno, con la crescita dell'area euro giudicata più forte del previsto, in un contesto in cui non sembrano esserci le condizioni per una domanda aggregata eccessiva.
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