BoE: le attese per la riunione di febbraio

Giovedì anche la BoE è chiamata a prendere la sua decisione sui tassi. Le previsioni, come per la BCE, sono per un costo del denaro fermo al 3,75%.

Le attese di ING

Per gli analisti di ING, la Bank of England manterrà invariati i tassi e non aprirà la porta ad altre riduzioni in quanto il costo del denaro si sta avvicinando alla neutralità. Oltre a questo, finchè l’inflazione resta sopra il 3%, i falchi dell’MPC restano preoccupati che ulteriori flessioni dei tassi possano portare ad un periodo più lungo di pressioni sui prezzi.

In generale, la situazione non è cambiata molto rispetto a quella del meeting precedente: i dati deboli sull’occupazione sono stati compensati da PMI migliori, mentre l’inflazione di dicembre è stata leggermente superiore alle attese. Le pressioni salariali restano sostanzialmente invariate.

Tutte le informazioni disponibili portano ad attendersi un voto 7-2 per tassi fermi. La Banca centrale potrebbe però non aver finito con i tagli dei tassi, con la prossima mossa prevista a marzo.

Le attese di Bank of America

Anche Bank of America si aspetta tassi fermi nel meeting di giovedì, in quanto l’orientamento graduale della Banca centrale, l’aumento dell’inflazione, le misurazioni sul sentiment migliori e le aspettative elevate su prezzi e salari escludono un taglio consecutivo.

All’interno dell’MPC, la decisione dovrebbe essere presa con un voto 7-2, con rischi orientati al 6-3.

I dati economici offrono segnali misti: l’inflazione è aumentata a dicembre, ma meno delle aspettative della BoE, la disoccupazione è più elevata delle attese e la crescita salariale è leggermente inferiore. Sul fronte hawkish, i dati di sentiment sono migliorati ed il PIL è leggermente migliore delle attese.

Le indicazioni di gradualità e di meeting-by-meeting dovrebbero rimanere invariate. Oltre a ciò, la BoE potrebbe sottolineare che le decisioni relative ad ulteriori tagli stanno diventando più difficili.

L’orientamento accomodante dovrebbe però restare e aumenterebbe se la Bank of England esplicitasse che se la disinflazione dovesse confermarsi nei prossimi dati si procederebbe con un taglio dei tassi.

Un’alternativa per un dovish tilt riguarda l’osservazione in merito al fatto che i rischi al rialzo per l’inflazione sono meno pronunciati, mentre ci sono pericoli derivanti dalla debolezza del mercato del lavoro. La terza opzione è una revisione al ribasso delle previsioni di inflazione a breve e medio termine.

La BoE potrebbe rivedere l’inflazione del primo trimestre 2026 dal 2,3% al 2,9% e quella dell’intero anno dal 2,8% al 2,4%. Il CPI del 1° trimestre 2028 e del 1° trimestre 2029 dovrebbero essere attesi al 2%. La crescita economica a breve termine potrebbe invece essere spinta di 10-20 punti base.

Fonti: ricerche ING e Bank of America

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