Cina: il minimo delle azioni potrebbe essere alle porte?

Mentre nelle scorse settimane e mesi si è iniziato a parlare di un rallentamento economico in Cina, con i dati che effettivamente potrebbero lasciar presupporre una certa difficoltà del Paese per raggiungere il target di crescita governativo (undefined/1024), un’analisi di 13D Research and Strategy offre un’interessante view contrarian. Gli analisti ritengono più attrattivo e sicuro l’investimento in titoli cinesi rispetto a quello USA: questo anche per via del ratio tra capitalizzazione di mercato e PIL, che per il Paese asiatico è del 58%, mentre quello statunitense si attesta al 177%. Gli esperti sottolineano che Pechino è più determinato che mai nello stimolare il suo mercato azionario domestico, inoltre il cumulo di articoli negativi sulla Cina è considerato un segnale di acquisto quando raggiunge picchi rilevanti. In una situazione in cui i consumi faticano ad essere rilanciati, un rialzo del mercato azionario potrebbe essere un modo per creare ricchezza: il preside dell’Institute of Capital and Finance della China University of Political Science and Law, ha detto che potrebbe essere creata una ricchezza di 25.000 miliardi di yuan in caso di rialzo dell’indice Shanghai Composite da 3.000 a 4.000 punti. 13D R&S nota che nel Paese i potenziali beneficiari di un aumento delle azioni domestiche potrebbero aggirarsi nell’ordine dei 500 milioni. Un altro fattore da monitorare è l’inflazione, che se dovesse accelerare potrebbe spingere le persone a investire in azioni per tentare di preservare il loro patrimonio. Inoltre, gli analisti mettono in evidenza come l’andamento delle materie prime sembra anticipare quello dello Shanghai Composite e se ciò continuasse potrebbe verificarsi il minimo dei titoli nei prossimi mesi, seguito da una nuova fase di rialzo. Fonte: ricerca 13D Research and Strategy

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La BCE alza i tassi di 25 punti base

La BCE ha alzato i tassi di 25 punti base: si tratta del decimo aumento consecutivo. Dal comunicato stampa pubblicato dall’istituto centrale, si legge come l’istituto preveda che l’inflazione resti troppo alta per troppo tempo. L’istituto centrale ha rivisto le stime sull’indice dei prezzi al consumo prevedendo un dato al 5,6% nel 2023 (precedente 5,4%), al 3,2% nel 2024 (precedente 3%) e al 2,1% nel 2025 (da 2,2%). La misurazione core è invece vista al 5,1% nel 2023, al 2,9% nel 2024 e al 2,2% nel 2025. La crescita economica dell’Eurozona è invece stimata allo 0,7% nel 2023, all’1% nel 2024 e all’1,5% nel 2025. L’Eurotower inoltre potrebbe aver concluso il percorso di rialzo dei tassi: il Consiglio Direttivo ritiene l’attuale livello del costo del denaro sia sufficiente, se mantenuto per un periodo abbastanza lungo, ad assicurare “un ritorno tempestivo dell’inflazione all’obiettivo”. In ogni caso, la Banca centrale ha ribadito la dipendenza dei dati e che le decisioni sui tassi si baseranno sulla dinamica dell’inflazione di fondo, sulle prospettive di inflazione e sull’intensità della trasmissione della politica monetaria. Nel comunicato si legge inoltre che il portafoglio APP si sta “riducendo ad un ritmo misurato e prevedibile”, mentre i reinvestimenti del PEPP continueranno fino a fine 2024. La riduzione di questo programma verrà inoltre gestita “in modo da evitare interferenze con l’adeguato orientamento di politica monetaria”.

BCE: ecco cosa ha detto la Presidente Christine Lagarde in conferenza stampa

Nella consueta conferenza stampa la Presidente della BCE, Christine Lagarde, ha detto che è probabile che l’economia resti debole nel 3° trimestre. I rischi per la crescita sono orientati al ribasso: il PIL potrebbe rallentare più delle attese se gli effetti della politica monetaria fossero più forti delle attese o se la crescita globale si indebolisse. Al contrario, l’economia potrebbe crescere oltre il consensus se le famiglie e le imprese spendessero di più per via della fiducia dovuta al forte mercato del lavoro, all’aumento dei redditi reali e alla diminuzione dell’incertezza. La Governatrice dell’Eurotower ha detto di vedere 5 trimestri di crescita lenta, nel corso del tempo comunque lo slancio economico dovrebbe aumentare. Sempre nei prossimi mesi l’inflazione dovrebbe scendere, in un contesto in cui il contributo dei profitti si riduce e le pressioni domestiche ai prezzi rimangono forti. Tuttavia, il dato è atteso restare troppo alto per troppo tempo. Nel lungo periodo, alcuni indicatori dell’indice dei prezzi al consumo rimangono elevati e vanno monitorati con attenzione. Nel breve invece ci sono rischi al rialzo dovuti principalmente all’aumento dei prezzi dell’energia e del cibo. Un altro elemento monitorato attentamente è quello degli aumenti salariali, che starebbero avendo un “serio impatto sull’inflazione”. Per quello che riguarda la decisione odierna, Lagarde ha detto che c’è stata una “solida maggioranza”, anche se alcuni esponenti avrebbero preferito una pausa. Gli argomenti relativi a PEPP a APP non sono stati discussi nel meeting di settembre. Lagarde ha sottolineato non è detto che si sia giunti al picco dei tassi, anche se si ritiene che con l’ultima decisione si sia dato un contributo sufficiente per riportare l’inflazione al target sulla base delle condizioni attuali. Intanto, la trasmissione della politica monetaria sulle condizioni di finanziamento è stata giudicata più veloce rispetto ai cicli precedenti.

Aggiornamento dati macro USA

Nell’ultima settimana, le richieste di sussidi di disoccupazione in USA si sono attestate a 220mila unità, sotto le 225mila attese da Reuters e oltre le 217mila precedenti (rivisto da 216mila). Le vendite al dettaglio di agosto hanno invece segnato lo 0,6% su base mensile, meglio del consensus allo 0,2% e allo 0,5% di luglio (rivisto da 0,7%). Intanto, l’indice dei prezzi alla produzione ha registrato un +0,7% su base mensile e un +1,6% a/a, al di sopra delle stime rispettivamente allo 0,4% e all’1,2%.

Le azioni sotto la lente

  • ENI ha comunicato che la sua divisione Sustainable Mobility sta valutando insieme a LG Chem le valutazioni di fattibilità per una possibile bioraffineria in Corea del Sud. La decisione dovrebbe essere presa entro il 2024, mentre nel 2026 l’impianto potrebbe già essere completato.
  • Redburn ha promosso le azioni Carnival a “buy”

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