Coinbase: i possibili rischi dall'ETF sul Bitcoin spot
15 gennaio 2024

Alcuni emittenti hanno segnalato che la società potrebbe dover ridurre o limitare alcuni servizi offerti secondo le loro disclosure sui rischi. Da Coinbase si dice che il gruppo sta lavorando diligentemente per evitare conflitti di interesse, mentre i servizi di custodia della compagnia non sono oggetto di discussione con la SEC. Per quanto riguarda l’attività secondo cui gli emittenti possono prendere a prestito Bitcoin o liquidità da Coinbase per operazioni di breve termine, ci potrebbero essere dei colli di bottiglia dovuti dalla capacità di finanziamento dell’azienda.
Sul tema dei ricavi c’è chi è piuttosto pessimista. Gli analisti di Mizuho ritengono che i nuovi ETF potrebbero aggiungere solamente un 5%/10% al fatturato aziendale: 25-30 milioni in commissioni di custodia e 210 milioni di ricavi incrementali da trading di Bitcoin nella piattaforma. Non solo: alcune problematiche potrebbero arrivare anche per il fatto che i clienti potrebbero optare per la negoziazione in ETF al posto di quella sull’exchange, provocando minori entrate da commissioni. A ciò si aggiunge il fatto che le commissioni basse degli ETF porteranno ad una compressione delle fee per tutto il settore. Si deve poi considerare la competizione all’interno del business della custodia, con i conseguenti impatti sulle commissioni.
Su questo tema Coinbase potrebbe avere una posizione di vantaggio, visto che è un’azienda pubblica e, di conseguenza, più controllata.
Fonte: Bloomberg
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