Conferenza stampa Jerome Powell

Nella conferenza stampa, Powell ha detto che l’economia sta entrando nel 2026 su basi solide. La spesa dei consumatori è rimasta solida (anche se in modo disomogeneo tra i diversi gruppi di reddito), mentre l’attività del settore immobiliare è debole.  In questo quadro, i tassi sono ad un livello adeguato per raggiungere entrambi i lati del mandato della Banca centrale.

Il costo del denaro è in un range plausibile di neutralità e all’interno del board c’è stato ampio sostegno a mantenerlo fermo, anche da parte dei componenti senza diritto di voto. Il mercato del lavoro si è chiaramente ammorbidito, le assunzioni si sono mantenute basse, mentre l’offerta è rallentata.

Per le prossime mosse, saranno i dati a guidare il percorso. Tuttavia, un aumento del costo del denaro non è l’ipotesi base di nessuno come prossima decisione.

Il Presidente della Fed ritiene che gli aumenti dei prezzi dovuti ai dazi saranno una tantum. Il fatto che questi siano causati principalmente dall’aumento delle tariffe è una buona notizia, in quanto sarebbe più difficile gestire una situazione in cui l’inflazione è guidata dalla domanda. L’impatto dei dazi sull’inflazione dovrebbe attenuarsi intorno alla metà dell’anno.

Powell ha ribadito che gli effetti economici negativi dello shutdown possono essere invertiti dalla spinta dovuta alla riapertura.

Nel frattempo, la tensione tra occupazione e inflazione resta, ma in misura minore rispetto al passato.

In ogni caso, al momento è difficile interpretare il mercato del lavoro, in quanto domanda e offerta di lavoratori sono diminuite a causa del congelamento dell’immigrazione.

Secondo il Fed Sentiment Model sugli Opening Remarks di Bloomberg Intelligence, i commenti di apertura di Powell sono stati dovish, ma non come quelli della riunione precedente.

Il riassunto della conferenza stampa

  • L’economia USA entra nel 2026 su basi solide: consumi resilienti ma immobiliare debole.
  • I tassi sono in un range plausibile di neutralità e il board ha sostenuto ampiamente lo status quo.
  • Il mercato del lavoro si è raffreddato: assunzioni basse e offerta in calo per il blocco dell’immigrazione.
  • Le prossime decisioni dipenderanno dai dati; un rialzo dei tassi non è lo scenario base.
  • L’inflazione da dazi è vista come temporanea e dovrebbe attenuarsi a metà anno.
  • La tensione tra occupazione e inflazione resta, ma è meno intensa rispetto al passato.
  • Gli effetti negativi dello shutdown possono essere compensati dalla riapertura.
  • I commenti iniziali sono stati accomodanti, ma meno rispetto alla riunione precedente.

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