Fed: le attese per la riunione di marzo

Questa settimana, le attenzioni saranno rivolte alle Banche centrali. In particolare, mercoledì la Federal Reserve prenderà la sua decisione sui tassi (qui il calendario completo). Le attese Bloomberg non vedono variazioni rispetto l’attuale intervallo 3,5%-3,75%, quindi il focus sarà da porre sulle proiezioni economiche e sulle dichiarazioni di Powell, specie alla luce del nuovo conflitto in Iran. Vediamo le attese degli analisti.

Morgan Stanley

  • La Fed manterrà i tassi fermi;
  • All’interno del board potrebbero esserci 3 voti a favore di un taglio da 25 punti base;
  • Non sono attese molte modifiche al comunicato stampa del meeting. In particolare, si potrebbe tornare alla precedente descrizione del tasso di disoccupazione, definendolo “in leggero aumento ma ancora basso”. La dichiarazione dovrebbe mantenere il suo orientamento espansivo;
  • Le previsioni mediane del PIL del 2026 dovrebbero passare dal 2,3% al 2,2%, mentre quelle del 2027 dal 2% al 2,1%. Il PCE per il 2026 dovrebbe essere alzato di 0,3 punti, al 2,7%, mentre le attese sul PCE core dovrebbero aumentare dal 2,5% al 2,6%. Le stime sui tassi e sulla disoccupazione non dovrebbero invece vedere variazioni rispetto a dicembre;
  • Nella conferenza stampa, Powell dovrebbe trasmettere il messaggio che il rischio per la politica monetaria è asimmetrico. È probabile che la Fed ritardi i tagli piuttosto che proceda ad aumentarli.

Wells Fargo

Fonte: ricerca Wells Fargo
  • I tassi dovrebbero rimanere fermi;
  • Il comunicato stampa non dovrebbe subire cambiamenti radicali. Potrebbe essere segnalata la maggiore incertezza sulle prospettive dovuta al conflitto in Iran. La formulazione sul tasso di disoccupazione dovrebbe essere modificata in senso più pessimistico;
  • Le proiezioni economiche dovrebbero assumere un andamento stagflazionistico, con proiezioni sull’inflazione riviste al rialzo. Le previsioni di crescita potrebbero essere riviste al ribasso e quelle sulla disoccupazione dovrebbero aumentare. Le stime sul PIL del 2026 dovrebbero passare dal 2,3% al 2,1%. Il tasso di disoccupazione del 2026 è visto in aumento dal 4,4% al 4,5%, mentre quello del 2027 dovrebbe passare dal 4,2% al 4,3%. Il PCE core del 2026 è stimato in aumento dal 2,6% al 2,7%, quello del 2027 dal 2,1% al 2,2%. Il PCE headline dovrebbe incrementare dal 2,4% al 2,9% nel 2026 e quello del 2027 dal 2,1% al 2,2%. Il resto non dovrebbe subire variazioni.

ANZ

  • I tassi dovrebbero rimanere invariati;
  • La previsione sul PIL del 2026 potrebbe essere rivista al ribasso, al 2,3%-2,4% rispetto al 2,5%. Sempre per quest’anno, è probabile che la previsione sull’inflazione 2026 potrebbero salire di 0,1-0,2 punti percentuali.

Fonti: ricerche Morgan Stanley, Wells Fargo e ANZ

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