Inflazione USA: continuano le pressioni della componente supercore

In un recente post sul suo sito, la Fed di Kansas City nota che le pressioni inflazionistiche negli Stati Uniti hanno continuato a farsi sentire anche a gennaio. Uno dei principali motivi è l’inflazione “super-core”, ossia quella dei servizi core senza le spese per le abitazioni.

Questo aggregato ha contribuito al CPI core di gennaio per 0,24 punti percentuali, oltre il doppio rispetto agli 0,11 di dicembre. Delle tre componenti dell’inflazione core, questa è quella più labor intensive ed è quindi più sensibile agli aumenti dei salari nominali. Sebbene in moderazione, quest’ultimo elemento resta sopra i livelli precedenti la pandemia e continua quindi ad esercitare una pressione al rialzo.

Fonte: Fed di Kansas City

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