Iran: pedaggi in criptovalute per attraversare lo Stretto
Durante le prime ore successive all'annuncio della tregua, l'attenzione si è concentrata sulle condizioni concrete poste da Teheran per il transito attraverso lo Stretto. Stando a quanto riporta il Financial Times, l'Iran intende imporre pedaggi in criptovaluta alle petroliere che vorranno attraversare il canale: Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di prodotti petroliferi, ha dichiarato al quotidiano britannico che ogni nave dovrà inviare via e-mail alle autorità iraniane i dettagli del carico, ricevere l'indicazione del pedaggio (1 dollaro per barile di petrolio trasportato, con esenzione per le navi in zavorra) e versare il corrispettivo in bitcoin nel giro di pochi secondi, “per evitare che i pagamenti possano essere tracciati o sequestrati a causa delle sanzioni”.
Hosseini ha aggiunto che Teheran “non è di fretta” nell'espletare le verifiche su ciascun vascello, sollevando dubbi concreti sulla fluidità del traffico: secondo Martin Kelly di EOS Risk, la capacità di transito sarebbe scesa a 10-15 navi al giorno, contro le 135 operative prima del conflitto, rendendo di fatto impossibile smaltire l'arretrato in due settimane.
Nelle ore successive, le navi nel Golfo hanno ricevuto una trasmissione radio che avvertiva: “se qualsiasi vascello tenterà il transito senza autorizzazione, sarà distrutto”. Maersk, seconda compagnia di navigazione al mondo, ha dichiarato di star lavorando con urgenza per chiarire i termini, pur confermando un approccio cauto e nessuna modifica ai servizi in corso.
La prospettiva di un controllo iraniano permanente sullo Stretto appare inaccettabile per i Paesi del Golfo. Secondo i dati di Kpler, circa 175 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati sono attualmente a bordo di 187 petroliere ancorate nel Golfo, in attesa di conoscere le sorti dello Stretto.
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