La settimana finanziaria in pochi minuti

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News di politica monetaria: BCE

  • Gabriel Makhlouf, Presidente della Banca centrale irlandese, ha detto di essere disposto ad aspettare ulteriori prove prima di decidere se sia il caso di alzare ancora i tassi dopo l’incremento atteso per luglio. Per Makhlouf l’istituto è vicino al picco.
  • In un’intervista all’ABC Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha detto che l’istituto sta entrando nella fase finale del suo percorso di aumento dei tassi. De Guindos ha posto il focus sull’andamento dell’inflazione core come elemento molto importante per guidare le scelte, mentre saranno da osservare gli effetti di secondo impatto: se il relativo scenario si complica, l’Eurotower dovrà agire con più forza. Inoltre, un ruolo per abbassare i prezzi dovrà essere svolto dalla politica fiscale.
  • Martins Kazaks, Presidente della Banca centrale lettone, ha detto che la BCE potrebbe dover alzare i tassi anche dopo il meeting di luglio, anche se l’economia dell’Eurozona dovesse rallentare. Questo perché l’inflazione è ancora molto elevata e presenta forti rischi di persistenza. Per il “quando e quanto” agire ancora sul costo del denaro, Kazaks ha ribadito la dipendenza dai dati. Infine, l’esponente del board dell’Eurotower ha allontanato l’ipotesi di un taglio rapido dei tassi, il quale potrebbe arrivare “molto più tardi” rispetto a quanto si attende il mercato e quando si sarà certi “che l’inflazione inizi a scendere in modo significativo e persistente sotto l’obiettivo del 2%”. Il Governatore dell’istituto centrale della Lettonia ritiene che sia ancora presto per discutere della vendita dei bond acquistati con l’APP.
  • Andrea Enria, Capo della Vigilanza bancaria della BCE, ha detto che l’Eurotower vorrebbe un’uscita più rapida dalla Russia da parte delle banche dell’Eurozona per via dei maggiori rischi reputazionali, legali e finanziari.
  • Christine Lagarde, Presidente della BCE, ha detto che è improbabile che nel prossimo futuro si possa dichiarare con fiducia che il plateau sui tassi è stato raggiunto. Inoltre, il costo del denaro andrà mantenuto elevato per tutto il tempo necessario in modo tale che gli aumenti dei tassi “non suscitino aspettative di un’inversione di politica troppo rapida, consentendo alle precedenti mosse di concretizzarsi a pieno”. Per Lagarde, la tenuta del mercato del lavoro e la composizione della crescita dell’occupazione sono fattori che potrebbero persistere, prolungando le pressioni sui prezzi. Successivamente, ha dichiarato che non ci sono abbastanza prove in merito al fatto che l’inflazione core abbia effettivamente invertito la sua direzione e sia in un percorso discendente. Per Lagarde, l’Eurotower ha ancora del terreno da coprire e se la baseline rimane la stessa è probabile un aumento dei tassi a luglio. La Governatrice ha affermato che il 2° trimestre non è stato molto positivo per il settore manifatturiero, che non fornisce grandi speranze di ripresa. Tuttavia, la forza dell’economia potrebbe essere stata sottostimata. Inoltre, la trasmissione della politica monetaria potrebbe essere meno veloce rispetto al passato a causa dei mutui a tasso fisso. Lagarde ha dichiarato che la BCE intende completare la revisione del framework operativo nei prossimi 6-9 mesi: ciò determinerà quanto sarà da ridurre il bilancio.
  • Secondo quanto riportato da Reuters, la BCE dovrebbe iniziare a lavorare su un nuovo framework per la gestione dei costi di finanziamento a breve termine. In particolare lo staff dovrà capire come l’istituto debba muoversi in un contesto di tassi e inflazione elevata, con una liquidità in eccesso nel sistema bancario per oltre 4.000 miliardi di euro. Le indiscrezioni evidenziano come il comitato si preparerà ad uno scenario di liquidità meno abbondante, elemento che implica per le banche dell’Eurozona prendere a prestito denaro dall’Eurotower per finanziare i prestiti. Sembra inoltre che il dibattito riguarderà anche la remunerazione al tasso di deposito delle riserve in eccesso e obbligatorie: alcuni vorrebbero azzerarla per le riserve obbligatorie e mantenerla per quelle in eccesso. Alcune discussioni verteranno sulla riduzione del corridoio tra i tre tassi della BCE, anche se alcuni esponenti del board ritengono questa decisione prematura. L’eventuale aggiustamento durerebbe fino alla conclusione del ciclo di inasprimento. Un’altra questione che verrà affrontata riguarda il funzionamento del bilancio dell’Eurotower in un contesto di minore liquidità, anche se è giudicato meno urgente.
  • Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale belga, ha detto che la BCE deve accettare il fatto di avere una capacità limitata di fissare l’inflazione al 2%. Al quotidiano SZ ha detto che non sarebbe d’accordo ad alzare ancora i tassi se ad esempio l’indice dei prezzi al consumo si trovasse al 2,3% e l’economia fosse debole.
  • Luis de Guindos, Vicepresidente della BCE, ha ribadito il fatto che il rialzo dei tassi a luglio è praticamente certo, mentre quello di settembre dipenderà dai prossimi dati. In questo quadro, l’inflazione sottostante resta persistente e la crescita economica potrebbe rallentare anche nel 2° semestre.
  • Bostjan Vasle, Presidente della Banca centrale slovena, ha detto che l’inflazione in Eurozona è persistente e potrebbe dover essere necessario aumentare i tassi anche dopo luglio. Per Vasle, i prossimi dati dovranno essere convincenti in merito al fatto che a settembre un incremento del costo del denaro non è necessario. L’esponente del board della BCE ha anche dichiarato che il mercato del lavoro rimane forte e i consumi sono resistenti. In questo quadro, le imprese potrebbero ancora avere un potere di determinazione dei prezzi.
  • Mario Centeno, Presidente della Banca centrale del Portogallo, ha detto che l’eccessivo inasprimento della politica monetaria non è una posizione accettabile. Per Centeno l’inflazione sta scendendo altrettanto velocemente rispetto alla salita e reagirà al colpo che sta subendo l’economia. L’esponente del board della BCE ha anche affermato che ci si sta avvicinando al picco dei tassi.
  • Madis Muller, Presidente della Banca centrale estone, ha affermato che è troppo presto per dire quale sarà il picco dei tassi. Muller ritiene che i rischi per l’inflazione siano al rialzo e che comunque i rialzi dei tassi stanno gradualmente avendo un impatto sull’economia.
  • Philip Lane, Capoeconomista della BCE, ha allontanato l’ipotesi di tagli dei tassi nei prossimi due anni, con l’inflazione che potrebbe non tornare al target del 2% prima del 2025. Per Lane, le condizioni restrittive andranno mantenute per un po’ di tempo.
  • Andrea Enria, capo della Vigilanza bancaria della BCE, ha detto che le banche dell’Eurozona stanno riportando degli arretrati nei pagamenti dei prestiti in un contesto in cui i benefici dei tassi più alti su margini e profitti potrebbero svanire presto, in quanto il costo del denaro più elevato si trasferisce ai correntisti e si concretizzano rischi di credito, valutazione e liquidità.
  • Francois Villeroy de Galhau ha ribadito il concetto che il quanto verranno mantenuti i tassi elevati è più importante dell’effettivo livello, sottolineando che si sta raggiungendo il plateau.
  • Mario Centeno, Presidente della Banca centrale del Portogallo, ha affermato che la BCE è vicina a concludere il percorso di rialzo dei tassi al fine di non danneggiare l’economia stagnante dell’Eurozona. Centeno ha invitato la BCE alla prudenza, in quanto l’impatto economico dell’aumento del costo del denaro “non superi il minimo necessario per controllare i prezzi”.
  • Pablo Hernandez de Cos, Presidente della Banca centrale spagnola, ha sottolineato che la BCE dovrebbe essere “più dipendente dai dati che mai”, mentre per settembre la decisione è ancora aperta. Per de Cos la trasmissione della politica monetaria sta funzionando, ma vi sono rischi di effetti di secondo round e di rialzo dell’inflazione. L’esponente del board dell’Eurotower ha detto anche che l’istituto centrale può calibrare male gli effetti non lineari dei rialzi.
  • Gabriel Makhlouf, Presidente della Banca centrale irlandese, ha evidenziato che l’inflazione dell’Eurozona si sta dimostrando appiccicosa. Sul fronte dei tassi, l’esponente del board della BCE ha detto che le decisioni andranno prese meeting per meeting sulla base dei dati, anche se l’opinione è quella di essere vicini “alla cima della scala”.

News di politica monetaria: Fed

  • Jerome Powell, Presidente della Federal Reserve, ha detto che la maggior parte del board dell’istituto vede ancora due rialzi dei tassi nel 2023 e non ha escluso un incremento a luglio e la possibilità di due incrementi consecutivi. Per Powell la recessione in USA non è lo scenario più probabile, anche se è possibile. Lato inflazione, il numero uno della Fed non la vede tornare al target prima del 2025. Se tuttavia si dovesse verificare una flessione brusca, la Banca centrale potrebbe non dover mantenere una politica così restrittiva per lo stesso tempo. Powell ha anche affermato che la Fed sta monitorando i rischi del settore immobiliare commerciale. Successivamente, Presidente della Federal Reserve, ha ribadito che l’elevata inflazione e la rigidità del mercato del lavoro lasciano le porte aperte ad almeno altri due aumenti dei tassi entro fine 2023. Per Powell, servirà del tempo prima che l’economia senta in pieno l’impatto dei precedenti ritocchi al costo del denaro, anche se si è per ora osservato un rallentamento degli investimenti delle imprese nell’immobiliare. Infine, Powell ha affermato che le tensioni bancarie potrebbero portare a maggiori irrigidimenti delle condizioni di credito rispetto a quello che ci si aspetterebbe dal solo incremento dei tassi. Il Governatore della Fed ha anche affermato di aspettarsi una continuazione del ritmo moderato per le decisioni sui tassi.
  • Raphael Bostic, Presidente della Fed di Atlanta, ha detto che la Federal Reserve dovrà alzare i tassi nel caso in cui i prezzi si allontanassero dal target o se le aspettative di inflazione iniziassero a muoversi “in modo difficile”. L’esponente del board dell’istituto centrale statunitense ha sottolineato come nessuna delle due condizioni si sta verificando, corroborando il suo approccio attendista. Bostic ha affermato che ci si trova in territorio restrittivo da solo 8-10 mesi ed è quindi l’inizio di quello che dovrebbe essere una politica monetaria restrittiva. Inoltre, ha affermato di essere alla ricerca di maggiori segnali di rallentamento nei prossimi mesi.
 

Altre news finanziarie ed economiche

  • Andrew Bailey, Governatore della Bank of England, ha affermato che il recente rialzo dei tassi riflette la resistenza dell’economia e la persistenza dell’inflazione, sottolineando anche che la mossa da mezzo punto era preferibile a due consecutive da 25 punti base. Bailey ha ribadito che la BoE farà tutto il necessario per riportare l’indice dei prezzi al consumo al target, con quest’ultimo che non andrebbe cambiato.
  • Le principali banche statunitensi hanno superato gli stress test della Fed e presentano quindi il capitale sufficiente a far fronte ad un grave crollo dell’economia. Dai risultati dei 23 istituti di credito esaminati, ciascuno con più di 100 miliardi di dollari in asset, è emerso come la perdita nel caso di recessione profonda sarebbe nell’ordine dei 541 miliardi di dollari. In ogni caso, le banche presenterebbero comunque il doppio dei requisiti di capitale richiesti. Reuters riporta come il coefficiente patrimoniale medio delle otto banche di importanza sistemica a livello globale sia stato pari al 10,9%, in aumento rispetto al 2022. La Fed ha anche riportato come i portafogli immobiliari commerciali hanno fatto meglio delle attese: le perdite potenziali sarebbero dell’8,8% contro il 9,8% del 2022.
  • In Germania, l’inflazione di giugno (preliminare) armonizzata si è attestata al 6,8% a/a, leggermente sopra rispetto alle attese Reuters al 6,7% e al 6,3% di maggio. La variazione mensile si è invece attestata allo 0,4%, contro attese allo 0,3% e il precedente -0,2%.
  • La terza lettura del PIL statunitense relativo al 1° trimestre ha superato le attese attestandosi al 2%. Le stime Reuters prevedevano un +1,4%, mentre la rilevazione precedente si era attestata all’1,3%. Nel frattempo, le richieste di sussidi di disoccupazione sono state di 239mila unità, sotto il consensus a 265mila unità e alle precedenti 265mila (rivisto da 264mila).
  • L’inflazione dell’Eurozona (giugno, preliminare) si è attestata al 5,5% su base annuale, leggermente sotto le attese Reuters al 5,6% e al 6,1% di maggio. Il dato core è stato pari al 5,4%, anche in questo caso poco inferiore al consensus a 5,5%, ma poco sopra il 5,3% precedente. Mentre la rilevazione headline ha raggiunto i minimi a gennaio 2022, quella depurata dagli elementi più volatili resta appiccicosa, elemento che continua ad allontanare l’ipotesi di una pausa nel rialzo dei tassi da parte della BCE. A livello di singoli componenti, l’Eurostat riporta che il cibo, alcool e tabacco hanno avuto l’impatto più alto (11,7% su 12,5% di maggio), seguito da beni energetici non industriali (5,5%, 5,8% a maggio) e servizi (5,4%, 5% a maggio). I prezzi dell’energia hanno invece registrato un calo del 5,6%.
  • Il PCE core statunitense di maggio è sceso più delle attese attestandosi al 4,6% a/a. Le stime Reuters indicavano un dato in linea con il precedente 4,7%. La variazione mensile è stata dello 0,3%, in linea con le previsioni e sotto lo 0,4% precedente

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