Pronti per la Fed?

Come previsto dal calendario, mercoledì 31 gennaio si concluderà la due giorni del FOMC e si conosceranno le decisioni del board della Banca centrale USA in merito ai tassi di interesse. Come per la BCE, anche per la Fed quella di gennaio dovrebbe essere una riunione di transizione. Le attese sono per tassi fermi all’intervallo 5,25%-5,5% e sarà da capire se il Presidente Jerome Powell fornirà indizi in merito alle tempistiche del tanto atteso taglio dei tassi.


Fonte immagine: Refinitiv

Al momento della scrittura, le attese del mercato vedono un taglio dei tassi a maggio con il 92,3% di probabilità. Ricordiamo che è variata la composizione dei componenti votanti del FOMC. Ma cosa si attendono gli analisti per il meeting di questa settimana?

Bank of America



  • La Fed lascerà i tassi fermi.
  • Gli analisti vedono un taglio dei tassi a marzo, ma non ritengono che la Fed fornirà dei chiari segnali in merito alle tempistiche di riduzione. Questi potrebbero invece arrivare dalle dichiarazioni dei componenti del board nel periodo precedente alla riunione di marzo.
  • Nel suo comunicato, la Fed potrebbe passare ad un linguaggio completamente neutrale, in linea con il maggiore equilibrio delle prospettive.
  • Se la Fed non dovesse variare la guidance nel comunicato, mantenendo un bias rialzista sul percorso dei tassi, si avrebbe un segnale decisamente hawkish. Un altro modo per sottolineare l’atteggiamento da falco sarebbe quello di sottolineare la pazienza per le nuove decisioni. 
  • Nella conferenza stampa, Powell potrebbe voler mantenere un range di opzioni in merito alle tempistiche di taglio, senza escludere o eliminare la possibilità di una riduzione a marzo. Questo perché l’istituto centrale ha ribadito la dipendenza dai dati, i quali supportano l’ipotesi di disinflazione e di soft landing. Inoltre, il Governatore della Federal Reserve ha favorito il mantenimento di varie ipotesi sul tavolo in un ciclo economico caratterizzato da diverse sorprese. 
  • Ci si aspetta che il board discuta a fondo sulle modalità e le condizioni di riduzione dei cap di rimborso dei Treasury. Powell potrebbe fornire una sintesi delle discussioni. Per questo meeting però, non sono previsti annunci sul rallentamento della riduzione del bilancio.

Deutsche Bank



  • I tassi saranno mantenuti fermi.
  • Sono attese “sostanziali revisioni” al comunicato stampa, che rifletteranno il graduale passaggio alla fase successiva del ciclo di politica monetaria.
  • Nella conferenza stampa, Powell potrebbe concentrarsi sulle modalità di taglio dei tassi nel 2024, probabilmente riprendendo i commenti di Waller, sottolineando la dipendenza dai dati e mantenendo quindi la porta aperta ad una riduzione a marzo. Il Governatore dell’istituto centrale potrebbe esprimere la non urgenza di tagliare il costo del denaro, lasciando in piedi la questione sulle tempistiche. Powell potrebbe basarsi sull’idea che le riduzioni servano a normalizzare la politica monetaria in uno scenario di soft landing. Inoltre dovrebbe esprimere l’ottimismo sui progressi dell’inflazione, segnalando però i rischi geopolitici e che anche la componente abitativa debba moderarsi. In generale, continueranno a servire ulteriori prove per un ritorno sostenibile dei prezzi al 2%.
  • Powell potrebbe citare le revisioni dei fattori stagionali dell’indice dei prezzi al consumo che avverranno il prossimo 9 febbraio. Se queste non dovessero provocare un incremento dell’inflazione e se il PCE core continuasse a muoversi di 20 punti base o meno, un taglio a marzo diventerebbe probabile. Infine, il Governatore della Fe dovrebbe esprimere ottimismo anche per l’economia. 

Goldman Sachs



  • I tassi saranno mantenuti fermi.
  • Il FOMC dovrebbe eliminare dal comunicato l’orientamento rialzista, sostituendolo con un linguaggio che apra la porta ad un taglio a marzo. 
  • A Powell potrebbe essere chiesto se prevede che la soglia di inflazione che si muove in modo sostenibile verso il 2% possa essere raggiunta entro il meeting di marzo. Il Governatore della Fed potrebbe dunque ribadire la dipendenza delle decisioni dai dati e che è prematuro decidere ora cosa succede a marzo visto che verranno nel frattempo pubblicate diverse rilevazioni economiche.

Fonti: ricerche Bank of America, Deutsche Bank e Goldman Sachs 

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