Bitcoin: il ribasso potrebbe non essere finito

Dopo essere affondate fino ai 60.000 dollari, le quotazioni del bitcoin hanno recuperato terreno fino a raggiungere l’area dei 70.000 dollari. Tuttavia, Bloomberg segnala come sia troppo presto per aspettarsi un recupero, in quanto i tassi di finanziamento sui perpetual dei bitcoin (i pagamenti scambiati tra chi detiene posizioni long e short) restano sotto lo 0.

Questo segnale indica che i trader stanno ancora posizionandosi al ribasso o stanno chiedendo un compenso per mantenere l’esposizione lunga.

A ciò si aggiunge il fatto che l’Open Interest sui contratti futures perpetui non è riuscito a recuperare la flessione iniziata ad ottobre: ciò indica una mancanza di convinzione dietro l’ultima ripresa.

Le opzioni evidenziano come la volatilità implicita p scesa dall’83% di giovedì scorso al 60% ieri, evidenziando meno attese di forti scostamenti dei prezzi. I segnali indicano comunque come il posizionamento resta difensivo.

Griffin Arden di BloFin ha sottolineato che il 25-delta call-put skew, che misura l’avidità o la paura che guida il prezzo, è sbilanciato verso le put, indicando la domanda di protezione dal ribasso.

Ma cosa ha creato questa fase ribassista? A differenza dei crolli precedenti, non c’è una spiegazione unanime.

Un possibile motivo riguarda il fatto che gli investitori hanno svariate alternative per fare scommesse audaci, come oro, argento, IA, meme stock o i mercati predittivi.

Un altro fattore potrebbe riguardare l’ampia gamma di ETF e derivati sulle criptovalute, che potrebbero aver intaccato l’attrattiva del bitcoin come bene scarso senza aver toccato l’offerta.

Dal punto di vista normativo fino a che il Clarity Act non verrà approvato, mancherà un quadro legale chiaro per il settore. Se ci dovesse essere il via libera, molte società finanziare potrebbero integrare risorse criptovalutarie nella loro offerta.

Infine, ci potrebbero essere state delle prese di beneficio dopo il rally dei mesi passati.

Molti osservatori ritengono comunque che l’attuale crypto winter possa sciogliersi più in fretta dei precedenti, in quanto non si sono verificate crisi di fiducia vere e proprie. In generale, l’infrastruttura è più solida e l’interesse istituzionale è stato messo solo da parte, per ora.

Fonti: Bloomberg e Wall Street Journal

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