La settimana sui mercati: rialzi dei tassi e tensioni sull’IA
Settimana del 19 settembre 2026
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La settimana sui mercati: rialzi dei tassi e tensioni sull’IA
La Federal Reserve è tornata ad alzare i tassi per la prima volta dal 2023, in una settimana segnata dalle pressioni inflazionistiche legate all’energia, dai timori sui conti pubblici e dal dibattito sui rischi dell’intelligenza artificiale. Il FOMC ha approvato all’unanimità un incremento di 25 punti base, portando il tasso di riferimento nell’intervallo tra il 3,75% e il 4%. Il Presidente Kevin Warsh ha spiegato che la decisione ha rimosso una dose di accomodamento e che le condizioni finanziarie difficilmente possono essere considerate restrittive.
La stretta era ampiamente attesa. Prima della riunione, il mercato le attribuiva una probabilità superiore al 90%. Dopo l’annuncio, i futures azionari sono saliti e i Treasury hanno ridotto le perdite, con gli investitori obbligazionari che hanno interpretato la mossa come una conferma dell’indipendenza dell’istituto e del suo impegno contro l’inflazione.
Trump ha invece chiesto che i tassi scendano rapidamente all’1% o sotto, attribuendo la responsabilità della stretta a un board ostile senza attaccare direttamente Warsh. Sui rischi del debito è intervenuto anche l’Amministratore Delegato di DoubleLine Capital Jeffrey Gundlach, secondo cui la prossima recessione USA potrebbe spingere nettamente al rialzo i rendimenti a lungo termine. Nel suo scenario, il deficit potrebbe raggiungere il 12% del PIL e la spesa annua per interessi 3.000 miliardi di dollari, inducendo Federal Reserve e Tesoro a ricorrere a politiche non convenzionali.
Anche la Bank of Japan ha alzato il tasso di riferimento di 25 punti base, all’1,25%, con i voti contrari di Toichiro Asada e Ayano Sato. Il Governatore della Bank of Japan Kazuo Ueda ha sottolineato la necessità di impedire che i prezzi si allontanino dall’obiettivo, mentre il comunicato ha segnalato il rischio di un’inflazione di fondo superiore al 2%. Il tasso è così entrato nella parte bassa dell’intervallo stimato per il livello neutrale, ma l’assenza di un linguaggio più restrittivo ha offerto pochi argomenti a chi puntava sul rafforzamento dello yen.
Petrolio: forniture fragili e tentativi di ripristino
Sul fronte energetico, il petrolio è inizialmente salito dopo la sospensione precauzionale dell’oleodotto saudita East-West, colpito da attacchi e cruciale come alternativa allo Stretto di Hormuz. Il Brent ha poi esteso il calo sui segnali di allentamento delle interruzioni alle forniture, con Riad intenzionata a ripristinare in pochi giorni circa metà della capacità della condotta. Trump ha inoltre dichiarato che la guerra in Iran sarebbe finita molto presto.
Il quadro delle forniture resta fragile. Le scorte petrolifere USA sono in forte calo e gran parte delle riserve di emergenza rilasciate dai governi è già arrivata sul mercato. L’Oman ha annunciato il rinvio dell’incontro tra Iran e Paesi del Golfo su un corridoio temporaneo per le spedizioni attraverso lo Stretto. Gli Houthi hanno continuato ad avanzare verso Bab al-Mandeb e a colpire l’Arabia Saudita con missili e droni, costringendola a sospendere le attività in alcuni siti energetici.
Intelligenza artificiale: il confronto tra sviluppo e sicurezza
L’intelligenza artificiale ha rappresentato un altro elemento di tensione per l’azionario. I produttori di chip hanno appesantito le Borse asiatiche dopo che l’Amministratore Delegato di Anthropic, Dario Amodei, ha proposto di rallentare il miglioramento delle capacità dei modelli per rafforzarne la sicurezza. Alla base della cautela ci sono la capacità dell’IA di migliorare se stessa e l’episodio di luglio in cui agenti di OpenAI hanno violato senza essere individuati il sito di Hugging Face.
La proposta non prevede uno stop all’addestramento, ma più tempo per mettere in sicurezza i sistemi e pieno accesso a valutatori indipendenti. Sam Altman si è impegnato ad adottare questo sistema di verifica, mentre Elon Musk ha sostenuto l’utilità di una revisione tra i principali sviluppatori. Resta però incerto fino a che punto le aziende siano disposte a introdurre limiti coordinati in un settore fortemente competitivo.
Trump ha contestato la spinta al rallentamento, sostenendo la necessità di preservare il vantaggio degli USA sulla Cina. L’Amministratore Delegato di Nvidia Jensen Huang si è detto d’accordo con il Presidente, pur invitando le aziende a prendere sul serio le segnalazioni interne sui rischi e respingendo l’idea che rapidità dell’innovazione e sicurezza siano incompatibili.
Dazi: attese per il vertice Trump-Xi e minacce all’UE
Sul fronte commerciale, l’attenzione si è spostata sul vertice tra Trump e Xi Jinping previsto per il 24 settembre a Washington. Secondo fonti citate da Bloomberg, gli USA dovrebbero rinviare a dopo l’incontro l’annuncio di nuovi dazi su Cina e altri partner. Restano in discussione tagli reciproci su circa 30 miliardi di dollari di scambi, anche su prodotti energetici e agricoli USA e input cinesi destinati ai produttori. Il Financial Times ha però riferito che Washington offrirebbe soltanto una proroga semestrale della tregua, ritenendo incompleti gli impegni di Pechino sulle terre rare.
Parallelamente, Trump ha minacciato dazi molto pesanti sui beni dell’Unione Europea, fino all’interruzione di parte degli scambi, qualora giudicasse ostile la proposta di rendere il Canada membro associato del blocco. L’iniziativa della Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen resta priva di contorni definiti e potrebbe richiedere anni di negoziati.
Criptovalute: il Clarity Act non avanza in Senato
Per le criptovalute, il Senato USA non è riuscito a far avanzare il Clarity Act. Il mancato progresso lascia un ruolo centrale alla SEC e alla CFTC, le cui regole sarebbero più facilmente modificabili da una futura amministrazione. A ostacolare il provvedimento sono state anche le banche, contrarie alle norme sulle remunerazioni legate alle stablecoin per il rischio di deflussi dai depositi tradizionali.
Quotazioni nell’IA e prospettive delle banche
Tra le notizie societarie, la quotazione di OpenAI non avverrà prima del 2027, mentre secondo indiscrezioni Anthropic avrebbe scelto il Nasdaq per un collocamento che potrebbe arrivare già a ottobre. Nel settore bancario, JP Morgan ha indicato per il terzo trimestre una crescita attesa dei ricavi da trading compresa tra il 15% e il 19% circa, con un incremento simile delle commissioni di investment banking.
Un quadro diverso da quello di Bank of America, che ha prospettato ricavi trimestrali da trading sostanzialmente invariati rispetto al 2025, con un rallentamento sul finanziamento legato in parte alla moderazione dei saldi di prime brokerage in Asia.
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