Petrolio volatile e mercati in attesa dell'inflazione USA
I mercati azionari asiatici hanno chiuso in rialzo e i futures USA sono avanzati, con il dollaro in guadagno in attesa dei dati sull'inflazione statunitense. Il petrolio ha avuto una sessione volatile: il WTI è salito di quasi il 4% chiudendo vicino ai 98 dollari al barile, mentre il Brent si è attestato intorno ai 96 dollari, spinto dalla notizia che la capacità produttiva dell'Arabia Saudita è stata ridotta di oltre 500.000 barili al giorno a causa di una serie di attacchi alle infrastrutture energetiche.
Lo Stretto di Hormuz resta il nodo irrisolto della tregua. Trump ha alzato i toni sui social, avvertendo Teheran di smettere di imporre pedaggi alle petroliere in transito, sottolineando che l'Iran sta facendo un “pessimo lavoro” nel riaprire il canale.
Il nuovo Leader Supremo Mojtaba Khamenei ha ribadito le richieste di risarcimenti per i danni di guerra e dichiarato che Teheran “porterà la gestione dello Stretto a una nuova fase”, senza specificare ulteriormente.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha segnalato nuovi attacchi di droni iraniani e delle milizie proxy giovedì, nonostante la tregua. Solo tre navi hanno lasciato il Golfo Persico mercoledì, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati compilati da Bloomberg. Oltre 800 navi cargo restano bloccate in attesa.
Il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione USA a Islamabad sabato per i colloqui diretti con Teheran, affiancato da Kushner e Witkoff. Israele non avrà un posto al tavolo. Netanyahu ha aperto trattative dirette con il Libano, ma ha ribadito che gli attacchi a Hezbollah proseguiranno. Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi, avvertendo che l'offensiva "rappresenta una minaccia diretta alla sostenibilità del cessate il fuoco".
Bloomberg ricostruisce le fratture che si stanno aprendo nell'asse Trump-Netanyahu. Il premier israeliano si è opposto con fermezza a ogni ipotesi di diplomazia con Teheran, e le sue forze hanno lanciato il più grande attacco in Libano dall'inizio del conflitto poche ore dopo l'annuncio della tregua. Secondo persone informate dei fatti, Trump aveva avvisato Netanyahu solo poco prima dell'annuncio che il Libano sarebbe stato incluso nei termini originali dell'accordo.
Sul fronte tecnologico, TSMC ha riportato ricavi del primo trimestre in crescita del 35% a 35,34 miliardi di dollari, leggermente al di sopra delle attese degli analisti ferme a 34,53 miliardi, con le vendite di marzo al +45%. I dati rassicurano gli investitori preoccupati che la crisi mediorientale potesse frenare la domanda di chip per l'intelligenza artificiale. I risultati completi saranno comunicati il 16 aprile.
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