Il Brent supera i 100 dollari, oggi riflettori sulla BCE

Continuano le tensioni in Medio Oriente, con l'Iran che si è detto pronto a una guerra più intensa. Secondo un alto funzionario della Repubblica islamica citato da Bloomberg, Teheran intensificherà i contrattacchi se gli Stati Uniti continueranno a colpire il territorio e le infrastrutture.

Il Paese non avrebbe alcuna intenzione di arretrare di fronte al blocco navale e agli attacchi alle proprie petroliere, anche se la situazione economica interna sta peggiorando. I vertici iraniani considererebbero però il conflitto una minaccia esistenziale e riterrebbero di non avere altra scelta che continuare a combattere, finché non saranno certi che Washington non attaccherà in futuro.

Il Brent ha superato i 100 dollari al barile questa settimana e porta a circa il 65% il guadagno da inizio anno, mentre il costo del diesel negli Stati Uniti ha toccato un record.

Ieri Trump ha ridimensionato le preoccupazioni sul caro petrolio e ha sostenuto che la guerra finirà presto, ribadendo che l'Iran è ormai neutralizzato. Ha dichiarato ai giornalisti che il conflitto si chiuderà immediatamente dopo il voto, perché Teheran non potrà resistere più a lungo.

Il Wall Street Journal ha però riportato che alti esponenti dell'amministrazione, tra cui il Vicepresidente JD Vance e il Segretario di Stato Marco Rubio, hanno prospettato la possibilità che l'Iran non ceda alle pressioni e che lo scontro si prolunghi per il resto del mandato presidenziale, in scadenza a gennaio 2029.

Guardando alla politica interna USA, Trump ha promesso un dividendo da 5.000 dollari a ogni cittadino statunitense adulto se i repubblicani manterranno il controllo del Congresso. L'annuncio è arrivato mercoledì durante il discorso alla convention repubblicana di metà mandato a Dallas, senza dettagli sull'attuazione, e lo stesso Presidente ha battezzato la misura dividendo Trump.

Il costo potrebbe raggiungere 1.300 miliardi di dollari e l'iniziativa richiederebbe il via libera dei parlamentari.

La proposta ha poche probabilità di diventare legge. I repubblicani avevano respinto una precedente richiesta di distribuire dividendi finanziati con i proventi dei dazi. Il debito pubblico USA, che nelle scorse settimane ha superato per la prima volta i 40.000 miliardi di dollari, pesa ormai sui costi di finanziamento.

I futures obbligazionari sono rimasti stabili dopo le parole del Presidente, segnale che gli operatori attribuiscono poche possibilità di realizzazione all'iniziativa.

Il senatore repubblicano del Texas Ted Cruz ha suggerito di modificare il piano. Ha dichiarato di attendersi che i parlamentari discutano l'impatto sul deficit e ha suggerito che sarebbe meglio strutturare l'intervento come un rimborso fiscale legato a requisiti di lavoro.

Per Cruz l'iniziativa sottolinea comunque la posta in gioco nelle elezioni.

Per il partito l’attuale fase è delicata. Le recenti mosse sui dazi hanno inoltre alimentato tensioni interne: il piano di allentare le quote tariffarie sulla carne bovina importata ha irritato gli esponenti degli stati rurali, mentre l'inasprimento dello scontro commerciale con il Canada ha scontentato quelli degli stati di confine settentrionali.

Trump ha detto di ritenere che Ottawa voglia raggiungere un accordo, senza fornire elementi a supporto.

Il Presidente ha inoltre ammesso ai giornalisti che gli sforzi per far scendere i prezzi della benzina potrebbero non dare frutti prima delle elezioni di midterm del 3 novembre.

Oggi il focus sarà sul meeting della BCE, che dovrebbe alzare i tassi di 25 punti base, portando la misura sui depositi al 2,5%. La mossa appare scontata, quindi le attese saranno principalmente sul discorso del Presidente Christine Lagarde e sull’aggiornamento delle proiezioni economiche (qui le attese degli analisti).

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