La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi
Il prezzo del petrolio continua a guidare il sentiment di mercato. Il Brent è tornato in area 100 dollari dopo l’indiscrezione secondo cui l’Oman avrebbe evacuato tutte le navi dal suo principale terminal petrolifero come misura precauzionale. Si tratta di uno dei pochi porti rimasti da cui il greggio del Medio Oriente può essere spedito ai mercati globali.
Intanto due petroliere sarebbero state attaccate in acque irachene. Questo sottolinea il rischio anche al di fuori dello Stretto di Hormuz, che resta di fatto chiuso.
Continuano le dichiarazioni di Trump, il quale ha detto che il rilascio di 400 milioni di barili deciso dall’IEA alleggerirà la pressione sui prezzi dell’energia, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di portare a termine l’operazione in Iran.
Sempre stando ai rumors, Teheran avrebbe comunicato agli intermediari regionali che per un cessate il fuoco gli Stati Uniti dovranno garantire che il Paese non sarà attaccato in futuro né da loro e né da Israele.
Al fine di provare a calmare la crisi di fornitura di petrolio, il Presidente USA si starebbe preparano a invocare il Defense Production Act per far riprendere la produzione petrolifera al largo della costa meridionale della California.
L’IEA ritiene che la guerra in Iran ha ridotto i flussi per lo Stretto di Hormuz del 90%, oltre ad aver interrotto il 7,5% dell’output globale.
In Europa, il responsabile dell’economia UE, Valdis Dombrovskis, ha detto che se il Brent rimanesse intorno ai 100 dollari al barile e le quotazioni del gas restassero sui 75 euro al megawattora, la crescita sarebbe inferiore di 0,4 punti rispetto all’anno scorso, mentre l’inflazione potrebbe superare il 3%.
Portiamo infine il focus sul settore del private credit. Cliffwater ha limitato i rimborsi del suo veicolo di punta da 33 miliardi di dollari al 7% delle azioni nel 1° trimestre, dopo che gli investitori avevano cercato di ritirare il 14%. Il North Haven Private Income Fund di Morgan Stanley da 8 miliardi di dollari ha restituito meno della metà delle richieste degli investitori dopo aver limitato i rimborsi al 5% delle azioni.
Il comparto è alle prese con una serie di richieste di rimborso, in un contesto in cui crescono le preoccupazioni sulla qualità dei prestiti, specie a quelli concessi alle società di software.
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