Hormuz, salta l’accordo: petrolio in rialzo, mercati cauti
Il crollo dei negoziati di Islamabad e l'annuncio del blocco navale statunitense attorno allo Stretto di Hormuz hanno riacceso le tensioni geopolitiche nella notte tra domenica e lunedì, con le quotazioni del petrolio in netto rialzo e azioni e obbligazioni sotto pressione.
Trump ha dichiarato domenica sera che la Marina statunitense avrebbe imposto un blocco totale contro qualsiasi imbarcazione che tenti di entrare o uscire dai porti iraniani e dalle acque costiere del Paese, con effetto dalle 10 di mattina ora di New York. L'annuncio è arrivato dopo il fallimento dei colloqui diretti con Teheran, svolti in Pakistan sotto la guida del vicepresidente JD Vance: le trattative si sono arenate sul nodo nucleare, con l'Iran che si è rifiutato di impegnarsi formalmente a non sviluppare l'arma atomica.
Vance, rientrato a Washington senza accordo dopo oltre 21 ore di trattative, ha definito quella consegnata a Islamabad la proposta “finale e migliore” degli Stati Uniti. Stando a quanto riferisce Bloomberg, un funzionario USA ha precisato che la delegazione iraniana non avrebbe compreso l'obiettivo primario di Washington, ossia garantire che Teheran non ottenga mai una testata nucleare. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano Esmail Baghaei ha riconosciuto che le trattative si sono scontrate su “due o tre punti chiave”. Il Governo pakistano ha comunicato che continuerà a facilitare i contatti tra le due parti nei prossimi giorni.
La rottura mette in bilico il cessate il fuoco raggiunto la settimana scorsa, con effetti immediati sui mercati. I futures del greggio hanno chiuso la settimana precedente con un rialzo di circa il 30% rispetto ai livelli precedenti lo scoppio del conflitto, mentre alcune partite fisiche venivano scambiate a oltre 140 dollari al barile.
Secondo Nick Twidale di AT Global Markets, “la speranza era cresciuta con cautela la settimana scorsa”, ma la rottura dei negoziati potrebbe riportare le quotazioni ai livelli precedenti all'annuncio del cessate il fuoco.
Lunedì mattina, due navi cisterna hanno tentato di attraversare lo Stretto: The New Future, priva di legami diretti con Teheran, e l'Auroura, colpita da sanzioni americane per i suoi rapporti con il commercio petrolifero iraniano. Le Guardie della Rivoluzione hanno avvertito che qualsiasi natante militare che si avvicinasse allo Stretto “con qualsiasi pretesto” sarà considerato una violazione dell'armistizio.
Il conflitto continua ad allargarsi sul fronte libanese. Israele ha condotto oltre 200 attacchi contro le infrastrutture di Hezbollah nel fine settimana, fornendo al contempo copertura aerea alle proprie truppe di terra nel sud del Libano. Il premier Benjamin Netanyahu, estraneo ai negoziati di Islamabad, ha dichiarato che il materiale nucleare arricchito dovrà essere rimosso dall'Iran con o senza un accordo.
Sul fronte internazionale, il governo britannico ha comunicato che il Regno Unito non parteciperà al blocco, mentre i premier di Australia e Nuova Zelanda hanno dichiarato di non aver ricevuto alcuna richiesta in tal senso da Washington. Trump ha tuttavia insistito sul fatto che altri Paesi aderiranno all'operazione, senza fornire ulteriori dettagli.
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