Hormuz, escalation e spiragli di dialogo: cosa stanno prezzando i mercati
Nonostante il blocco navale imposto dagli Stati Uniti sia entrato in vigore lunedì mattina come annunciato, l'escalation attorno allo Stretto di Hormuz convive con tentativi di riattivare il canale diplomatico.
Washington e Teheran starebbero discutendo un nuovo round di trattative dirette prima della scadenza del cessate il fuoco, fissata al 22 aprile. Trump ha alimentato le aspettative dichiarando alla stampa che l'Iran “aveva chiamato questa mattina le persone giuste” e che Teheran vuole trovare un accordo. Anche Vance ha adottato toni più concilianti rispetto al weekend, riconoscendo che i negoziati di Islamabad hanno comunque contribuito a chiarire le rispettive linee rosse.
Il greggio ha invertito la rotta rispetto al rally dei giorni scorsi: il WTI è sceso verso i 96 dollari al barile e il Brent si è assestato vicino ai 99, in risposta alla prospettiva di nuove trattative. Intanto però le forze armate iraniane hanno avvertito che la sicurezza dei porti del Golfo Persico “per tutti o per nessuno”, minacciando di colpire gli scali della regione qualora i propri vengano messi sotto pressione.
La Cina, principale acquirente del petrolio iraniano, ha sollecitato un immediato cessate il fuoco, avvertendo che il blocco mette a rischio i flussi commerciali globali. Trump ha dichiarato di non aver ancora sentito il presidente Xi Jinping, aggiungendo però che quest'ultimo vorrebbe vedere la fine del conflitto.
Sul versante della politica monetaria, la Federal Reserve ha annunciato che ridurrà il ritmo degli acquisti mensili di titoli di Stato a breve scadenza a 25 miliardi di dollari, un ritmo meno sostenuto del previsto rispetto al programma avviato a dicembre, quando la Banca centrale acquistava circa 40 miliardi al mese per allentare le pressioni sul mercato monetario.
Il taglio supera le attese di Wall Street, che si aspettava un approccio più graduale. “È certamente più rapido di quanto il mercato si aspettasse”, ha commentato Gennadiy Goldberg di TD Securities, aggiungendo che la Fed “deve sentirsi sicura che il mercato abbia superato il momento peggiore”. Da dicembre, gli acquisti complessivi hanno raggiunto circa 217 miliardi di dollari, contribuendo a mantenere stabili i mercati della liquidità in vista dei pagamenti fiscali di aprile.
Nel mercato del credito privato, Blue Owl Capital ha collocato 400 milioni di dollari di obbligazioni tramite il suo veicolo quotato OBDC, prima operazione di questo tipo in oltre un mese. I bond, con scadenza 2028 e rendimento del 6,5%, sono stati emessi con uno spread di circa 2,7 punti percentuali rispetto ai Treasury di pari durata, in un contesto in cui gli spread dei BDC americani si sono allargati a circa 2,25 punti da 1,7 di gennaio.
L'operazione potrebbe segnalare una ripresa della fiducia degli investitori in un settore sotto pressione: il titolo Blue Owl ha perso il 43% da inizio anno e OBDC tratta con uno sconto di circa il 25% rispetto al valore patrimoniale netto, penalizzato dai timori sull'esposizione a società nel mirino dell'intelligenza artificiale e dalle ingenti richieste di rimborso dai fondi non quotati.
Secondo Bloomberg, Amazon è in trattative avanzate per acquisire l'operatore satellitare Globalstar, in una mossa che accelererebbe la costruzione di Amazon Leo, la propria rete di satelliti in orbita bassa. Le azioni di Globalstar sono quasi quadruplicate nell'ultimo anno, portando la capitalizzazione di mercato della società a circa 9,4 miliardi di dollari.
L'operazione segnala l'intensificarsi della competizione con Starlink di SpaceX. Globalstar porterebbe in dote una rete già operativa e diritti sullo spettro potenzialmente utili alla rete Leo, oltre al rapporto con Apple: il colosso di Cupertino ha investito circa 1,5 miliardi di dollari nella società nel 2024, rilevando una quota del 20%, e detiene verosimilmente un diritto di voce sul futuro dell'operatore.
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