Mercati tra nuove speranze sui negoziati e petrolio in calo

 

I mercati continuano la settimana con tono costruttivo: le Borse asiatiche sono salite, i futures europei si sono mossi in modo contrastato e l'S&P 500 si è avvicinato a nuovi massimi storici, mentre gli investitori hanno messo in secondo piano le tensioni nello Stretto di Hormuz concentrandosi sui segnali di riapertura diplomatica. Il Brent ha ceduto circa il 5%, assestandosi appena sotto i 95 dollari al barile.

Washington e Teheran starebbero lavorando a un secondo giro di trattative da tenersi prima della scadenza del cessate il fuoco, fissata al 22 aprile. L'ipotesi più accreditata è un ritorno in Pakistan, dove si erano svolti i colloqui del fine settimana scorso, ma si valutano altre sedi. Trump ha dichiarato al New York Post che le trattative potrebbero riprendere “nel giro di due giorni” e, intervistato da Fox Business, ha ribadito di vedere la guerra come “quasi finita”.

Teheran starebbe valutando una pausa volontaria nelle spedizioni attraverso lo Stretto per non mettere alla prova il blocco americano e non compromettere le possibilità di un nuovo negoziato, secondo una fonte citata da Bloomberg.

Nonostante i segnali distensivi, il blocco navale americano rimane operativo con un presidio di oltre dodici navi. Stando a quanto riporta il Wall Street Journal, oltre venti navi mercantili non dirette a porti iraniani hanno già attraversato lo Stretto nell'arco dell'ultima giornata. I mercati fisici dell'energia restano tuttavia sotto pressione: il Brent Dated continua a trattare al di sopra dei 120 dollari al barile e i prezzi al dettaglio di benzina e gasolio negli Stati Uniti hanno raggiunto i livelli stagionali più alti mai registrati.

L'amministrazione Trump lascerà scadere domenica la deroga temporanea che autorizzava l'acquisto di petrolio iraniano già caricato sulle navi, senza rinnovarla. Il Dipartimento del Tesoro ha precisato di essere “pronto a dispiegare sanzioni secondarie contro gli istituti finanziari stranieri” che continuino a sostenere le attività di Teheran. Sul fronte israeliano, i colloqui tra Gerusalemme e Beirut sono cominciati martedì a Washington con la mediazione statunitense.

Il capo del Mossad David Barnea ha tuttavia dichiarato che l'agenzia intensificherà gli sforzi per rovesciare il governo iraniano, segnalando che lo scontro tra i due Paesi è destinato a proseguire indipendentemente da un eventuale accordo tra Washington e Teheran.

Sui mercati dei tassi, i gestori stanno costruendo posizioni rialziste sui Treasury, con opzioni che puntano a un rendimento del decennale tra il 4% e il 4,2% entro le scadenze di aprile e maggio. A sostenere il posizionamento ha contribuito il dato sul PPI di marzo inferiore alle attese. Ian Lyngen di BMO Capital Markets ha tuttavia avvertito che “la misura in cui il cambio di tono riuscirà a reggere è senza dubbio un'incognita e gli investitori sono consapevoli che un rapido capovolgimento potrebbe arrivare con un semplice post sui social media”.

In ambito tecnologico, Anthropic ha ricevuto offerte da investitori che valuterebbero la società almeno 800 miliardi di dollari, oltre il doppio della valutazione di 350 miliardi attribuita al round da 30 miliardi di febbraio, secondo quanto riferisce Bloomberg.

La società ha registrato ricavi annualizzati di 30 miliardi di dollari, in crescita da 19 miliardi comunicati pochi mesi fa, e starebbe valutando una quotazione in Borsa già a ottobre. Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha definito Mythos, il nuovo modello dell'azienda, “un passo rivoluzionario” nella competizione con la Cina sull'intelligenza artificiale.

Meta e Broadcom hanno annunciato un'espansione della loro partnership per la progettazione di chip personalizzati, con l'impegno a sviluppare processori in grado di fornire oltre un gigawatt di capacità di calcolo. L'intesa è descritta come la prima fase di un piano di sviluppo multi-generazionale destinato a valere miliardi di dollari.

ASML ha alzato le previsioni di fatturato per il 2026, portandole ad un intervallo compreso tra 36 e 40 miliardi di euro, rispetto al precedente range di 34-39 miliardi. La società olandese, unico produttore al mondo di macchine litografiche avanzate indispensabili per la realizzazione dei chip Nvidia utilizzati nei data center, ha citato l'accelerazione degli investimenti in infrastrutture per l'intelligenza artificiale come motore principale della revisione.

 

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