La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi
Giornata partita all’insegna dei rialzi per i mercati azionari. Il Brent è sceso a 101 dollari al barile dopo che Iraq e Kurdistan hanno raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di petrolio attraverso il gasdotto che collega i giacimenti di Kirkuk e della regione curda al porto turco di Ceyhan, aggirando Stretto di Hormuz.
Tramite questa rete di pipeline, l'Iraq ha la capacità di esportare tra 150mila e 200mila barili al giorno da Kirkuk, più altri 210mila dalla regione curda. Prima della chiusura dello Stretto, l'Iraq produceva 4,3 milioni di barili al giorno.
Intanto, l'uccisione di Ali Larijani da parte di Israele lascia la leadership iraniana di guerra prevalentemente in mani oltranziste, riducendo le prospettive di un'uscita diplomatica dal conflitto.
La Premier giapponese Sanae Takaichi ha avvertito di trovarsi di fronte a un incontro "estremamente difficile" con Trump, dopo che il Presidente USA ha criticato Tokyo per aver respinto la richiesta di inviare navi da guerra a protezione dello Stretto di Hormuz.
Lato corporate, Nvidia ha invece dichiarato di star accelerando la produzione di chip H200 destinati ai clienti cinesi.
Il private credit continua ad essere sotto i riflettori. Sixth Street Partners ha scritto agli investitori che il settore da 1.800 miliardi di dollari andrà incontro a una resa dei conti destinata a durare anni, dopo un'ondata di rimborsi che ha colpito i fondi non quotati rivolti agli investitori retail.
La proliferazione di veicoli rivolti agli investitori retail che hanno puntato alla raccolta rapida ha indebolito gli standard di sottoscrizione. Anche PIMCO parla di un momento di risveglio per gli investitori, che dovranno ripensare profondamente l'esposizione al rischio illiquido nei loro portafogli. I prestiti delle banche a istituzioni finanziarie non depositarie hanno raggiunto 1.900 miliardi di dollari, rispetto ai 300 miliardi del 2015, con il rischio che in scenari estremi le richieste di liquidità possano mettere sotto pressione il sistema bancario.
Oggi le attenzioni degli investitori saranno rivolte alla riunione della Fed. Il focus non sarà tanto sui tassi, attesi fermi all’intervallo 3,5%-3,75%, quanto alle proiezioni economiche e alle parole di Jerome Powell (qui le attese degli analisti).
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