Petrolio verso 115$, gas +35%: continua l'escalation in Medio Oriente

Il conflitto in Medio Oriente si fa sempre più intenso sul fronte energetico. L'impianto di Ras Laffan in Qatar, il più grande complesso di esportazione di GNL al mondo, ha subito "danni estesi" a seguito di un attacco iraniano che ha provocato un incendio. Israele ha colpito il giacimento di South Pars, cuore dell'infrastruttura iraniana.

Trump ha preso le distanze dall'operazione, affermando che gli USA "non sapevano nulla”, e ha dichiarato che Israele si asterrà da ulteriori azioni sul sito. Ha però avvertito che eventuali nuove offensive iraniane alle infrastrutture GNL del Qatar porterebbero gli USA a "far saltare in aria” l'intero campo.

Il Brent si avvicina intanto a 115 dollari al barile, mentre i prezzi europei del gas naturale sono balzati del 35%. Secondo Bloomberg Intelligence, gli attacchi al Qatar potrebbero spingere i prezzi asiatici del GNL fino a 30 dollari.

Sul fronte macro, la Fed ha lasciato i tassi invariati come da attese. Powell ha detto che l’impatto della guerra in Iran è incerto e che se l’inflazione non scenderà sarà difficile attendersi tagli del costo del denaro (qui la sintesi completa).

Lato corporate, Micron Technology ha pubblicato risultati trimestrali nettamente superiori alle attese. Nel secondo trimestre fiscale i ricavi si sono attestati a 23,86 miliardi di dollari, mentre gli EPS a 12,2 dollari, ben oltre le stime rispettivamente poste a 19,736 miliardi e 9 dollari. Il Capex per l'anno fiscale in corso supererà i 25 miliardi di dollari, oltre le attese a 22,4 miliardi, riflettendo la domanda sostenuta di chip HBM legata all'AI. Il titolo ha tuttavia ceduto circa il 2% in after market, penalizzato dall'entità degli investimenti previsti.

Infine, stando a quanto riporta Bloomberg, HSBC starebbe valutando un piano di tagli al personale profondi nell'arco di 3-5 anni, puntando sull'AI per ridurre le funzioni di middle e back office. I ruoli non a contatto con i clienti nei global service center sarebbero tra i più colpiti, con un impatto potenziale su circa 20.000 posizioni, pari al 10% della forza lavoro totale. Nessuna decisione finale è stata ancora presa.

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