Nvidia sotto esame: AI, petrolio e Fed mettono pressione ai mercati

Il rendimento Treasury a 30 anni ha toccato il 5,20%, livello non registrato dalla crisi finanziaria globale, alimentando le preoccupazioni che l'inflazione da energia possa costringere la Fed a considerare un rialzo anziché un taglio dei tassi. Nel frattempo, il brent si mantiene sopra i 111 dollari al barile senza segnali di allentamento sul fronte iraniano, il WTI intorno a 103,87 dollari e l'oro cede terreno a circa 4.460 dollari l'oncia, penalizzato dall’aumento dei rendimenti

Sul fronte diplomatico le novità più rilevanti arrivano da Pechino, dove Xi Jinping ha aperto i colloqui con Vladimir Putin dichiarando che "un cessate il fuoco completo è imperativo" e mettendo in guardia contro una ripresa delle operazioni militari in Medio Oriente.

Separatamente, la NATO starebbe discutendo la possibilità di scortare le navi mercantili attraverso lo Stretto di Hormuz qualora la via d'acqua non venisse riaperta entro l'inizio di luglio, secondo fonti citate da Bloomberg.

Trump ha nel frattempo minacciato di riprendere i bombardamenti sull'Iran nei prossimi giorni come leva negoziale, pur senza fissare una scadenza. Sul piano delle sanzioni, il Tesoro USA ha prorogato di trenta giorni la deroga che consente l'acquisto di petrolio russo, una misura presentata come temporanea e a sostegno dei Paesi rimasti senza forniture del Golfo.

I ministri delle Finanze del G7, riuniti a Parigi, si sono impegnati a non eccedere negli stimoli fiscali per fronteggiare la crisi, sottolineando l'esigenza di non compromettere ulteriormente i saldi pubblici già sotto pressione. 

Kevin Warsh si insedierà formalmente alla presidenza della Federal Reserve venerdì in una cerimonia alla Casa Bianca. Il tempismo non potrebbe essere meno favorevole: si troverà a gestire un mercato obbligazionario in piena turbolenza, le pressioni della Casa Bianca per tagli immediati al costo del denaro e un FOMC dove la quasi totalità dei membri è orientata a mantenere i tassi invariati, con una minoranza crescente che considera opportuno segnalare che la prossima mossa potrebbe essere un rialzo.

Secondo JPMorgan, Warsh avrà difficoltà a convincere chiunque della necessità di tagli quest'anno. Il suo predecessore Jerome Powell resterà membro del board, scelta motivata dall'esigenza di presidiare l'indipendenza dell'istituto. Stasera i verbali dell’ultimo meeting dell’istituto centrale potrebbero offrire un quadro più completo sulle intenzioni del comitato.

Sul fronte commerciale, l'Unione Europea ha finalizzato il testo dell'accordo con Washington, inizialmente siglato lo scorso luglio, superando le ultime divergenze prima della scadenza imposta da Trump: il patto prevede l'eliminazione dei dazi europei sui beni industriali USA in cambio di un tetto del 15% sui dazi americani alle esportazioni del blocco. Il Parlamento europeo e i singoli Stati dovranno ora votarne la ratifica. Trump ha fissato al 4 luglio la deadline: in caso di mancata ratifica, i dazi sulle automobili europee salirebbero dal 15% al 25%.

Nel Regno Unito, il cancelliere Reeves starebbe sondando i grandi supermercati sull'ipotesi di congelamenti volontari dei prezzi alimentari, offrendo in cambio alleggerimenti regolatori, stando a quanto riferisce Bloomberg. I dati sull'inflazione di aprile sono nel frattempo usciti leggermente migliori delle stime, con il CPI al 2,8%, sebbene le previsioni indichino una possibile risalita nel secondo semestre anche per effetto dell’adeguamento delle bollette domestiche, con il price cap atteso in aumento del 13%. 

In Asia, i negoziati tra Samsung e il suo principale sindacato si sono conclusi con un nulla di fatto: la direzione ha rifiutato la proposta di mediazione accettata dall'organizzazione sindacale, la quale ha confermato lo sciopero generale per giovedì. Il titolo Samsung ha ceduto fino al 4,4% e il Kospi è sceso del 3%.

Al centro della disputa c'è la richiesta di allocare il 15% degli utili operativi ai bonus dei lavoratori, rifiutata dall'azienda che aveva offerto il 10%. La Banca di Corea ha stimato che un'interruzione significativa della produzione potrebbe sottrarre fino a mezzo punto percentuale alla crescita del PIL del Paese. Il governo, che ha già evocato la possibilità di ricorrere ai poteri d'emergenza per impedire l'astensione dal lavoro, si trova in una posizione scomoda, avendo costruito la propria piattaforma elettorale sulla tutela dei diritti dei lavoratori.

Sul fronte societario, tutti gli occhi sono puntati sui risultati di Nvidia che saranno pubblicati stasera dopo la chiusura di Wall Street, attesi come banco di prova cruciale per il rally dell'AI in un contesto di rendimenti in risalita. Secondo il consenso Bloomberg, i ricavi del trimestre sarebbero cresciuti dell'80% su base annua (qui le attese complete).

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