Ultimatum USA all’Iran: mercati in calo, Hormuz a rischio
I mercati hanno aperto la settimana in calo su tutti i principali asset, azioni asiatiche, Treasury, oro e argento, con il conflitto in Iran entrato ormai nella sua quarta settimana. Dall’inizio del conflitto in Iran, il Brent ha guadagnato oltre il 50%.
Sabato Trump ha dato a Teheran un ultimatum di 48 ore per riaprire lo Stretto di Hormuz, minacciando in caso contrario di bombardare le centrali elettriche del Paese. L'Iran ha risposto che, in caso di una mossa del genere, lo Stretto sarà completamente chiuso. Inoltre, saranno prese di mira "tutte le infrastrutture energetiche, IT e di desalinizzazione" legate a USA e Israele.
Un alto funzionario iraniano ha aggiunto che le sedi e gli asset delle istituzioni finanziarie che acquistano Treasury USA sono "obiettivi legittimi".
Il Segretario al Tesoro statunitense, Scott Bessent, ha dichiarato che gli obiettivi USA includono la neutralizzazione della marina e dell'aeronautica iraniana e l'azzeramento della capacità nucleare del Paese.
Lato corporate il focus di oggi è in Italia: Poste Italiane lancerà un'offerta pubblica da circa 10,8 miliardi di euro per acquisire il controllo totale di Telecom Italia. Il corrispettivo offerto agli azionisti è di 0,167 euro in contanti e 0,0218 nuove azioni Poste per ogni azione ordinaria portata in adesione, valorizzando il titolo a circa 0,635 euro per azione, con un premio del 10% rispetto alla chiusura di venerdì. Poste detiene attualmente il 27,3% del capitale di Telecom.
Il gruppo combinato avrebbe ricavi pro forma di circa 26,9 miliardi di euro, un EBIT di 4,8 miliardi e oltre 150.000 dipendenti. Le sinergie attese a regime ammontano a circa 700 milioni di euro annui al lordo delle imposte.
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