Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia
I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz, con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito. L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali. L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%. Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti. Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli. Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto. I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio, incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%. Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato. L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160. Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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