La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi
Ieri i futures sui principali indici di Borsa USA sono riusciti a recuperare gran parte dei ribassi registrati con l’apertura di settimana. Nella notte però le vendite sono tornate a farsi sentire, con aperture europee ben al di sotto dell’1%.
Il focus resta sul conflitto in Iran. Donald Trump ha detto di essere pronto a prolungare la guerra per più tempo di quanto inizialmente stimato. Le dichiarazioni sono contrastanti in quanto il Segretario della Difesa USA, Pete Hegseth, ha rifiutato l’idea di uno scontro senza fine.
Secondo la CNN, la prossima fase degli attacchi si concentrerà sulla produzione di missili, droni e sulla marina iraniana. Steve Witkoff, inviato speciale per gli Stati Uniti in Medio Oriente, ha detto a Fox News che è impossibile stringere un accordo con la parte iraniana.
Nel frattempo, il petrolio WTI avanza di oltre il 3%. In pochi giorni, il traffico nello stretto di Hormuz è crollato del 94%. Teheran ha attaccato la raffineria saudita di Ras Tanura e il terminal LNG del Qatar, il più grande al mondo.
Seppur in rialzo, le quotazioni non sono esplose, evidenziando un mercato che spera ancora in un conflitto di breve durata.
In generale comunque, il rischio principale è sul gas e non sul petrolio. Per quest’ultimo infatti esistono capacità inutilizzate e trasporti alternativi. Il LNG non ha buffer: le scorte europee si trovano ai minimi stagionali, mentre i Paesi asiatici hanno scorte per poche settimane.
Un altro problema risiede nell’inflazione: un rialzo dei prezzi dell’energia potrebbe farla ripartire. Questo è stato sottolineato anche dal Capoeconomista della BCE, Philip Lane, in un’intervista al Financial Times.
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