Iran, tregua di due settimane: mercati in rally, petrolio giù
I mercati globali hanno accolto con forti rialzi la tregua di due settimane annunciata da Washington per quanto riguarda la guerra in Iran, dopo settimane di tensioni crescenti. I future sugli indici azionari europei sono balzati del 5%, quelli di Wall Street di oltre il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato il 4,1%, tornando ai massimi delle ultime tre settimane. Il petrolio ha subito l’escursione più violenta: il Brent, che prima dell'annuncio aveva raggiunto il massimo storico di 144,42 dollari al barile, è crollato fino al 16%, scivolando a 91,70 dollari. È la flessione più brusca in quasi sei anni, stando a quanto riporta Bloomberg.
Il catalizzatore è l’intesa trovata martedì sera tra Stati Uniti e Iran, circa novanta minuti prima della scadenza imposta da Trump, dopo settimane di tensioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz. Il Presidente USA ha annunciato la sospensione dei bombardamenti per due settimane, a condizione che Teheran garantisca la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il transito sicuro attraverso il canale sarà possibile, ma con coordinamento con le Forze Armate di Teheran: una clausola che secondo Mona Yacoubian, senior adviser del programma Medio Oriente del Center for Strategic and International Studies, rappresenterebbe una “enorme concessione” agli iraniani.
Israele ha aderito alla tregua, secondo quanto riferisce un funzionario della Casa Bianca, sebbene il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia precisato che l'accordo non si estende al Libano, dove Tel Aviv conduce operazioni parallele contro Hezbollah.
Sul piano diplomatico, il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione: il primo ministro Shehbaz Sharif aveva esortato Washington a ritirare le proprie minacce prima della scadenza. Trump ha poi dichiarato ad AFP di ritenere che la Cina abbia contribuito a spingere Teheran al tavolo delle trattative e che le scorte di uranio iraniano saranno “perfettamente gestite”, senza tuttavia specificare come.
La tregua lascia però irrisolte le questioni fondamentali. Teheran non ha assunto impegni pubblici sul programma nucleare, sull'arsenale missilistico né sulla riduzione delle sanzioni, tutte rivendicazioni inserite nella proposta in dieci punti presentata dall'Iran, che include anche il ritiro delle forze americane dalla regione e lo scongelamento degli asset iraniani.
Dal punto di vista energetico, gli analisti avvertono che la pausa nei combattimenti è destinata a riportare il Brent intorno ai 100 dollari al barile, consolidatosi come nuovo livello di equilibrio durante il conflitto.
Lo Stretto resta il nodo centrale: secondo l'Associated Press, la proposta includerebbe anche l'introduzione di pedaggi per il transito delle petroliere, con i proventi destinati alla ricostruzione iraniana.
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