Mercati cauti: tregua fragile, Hormuz ancora bloccato

L’euforia sui mercati si sta rapidamente riassorbendo: i futures europei sono contrastati, le Borse asiatiche arretrano e il Brent rimbalza di circa il 2,5% in apertura asiatica, dopo il crollo di oltre il 17% registrato martedì sull’annuncio della tregua tra Washington e Teheran.

A frenare l'ottimismo è la fragilità dell'accordo emersa già nelle prime ore dalla sua entrata in vigore. Washington ha annunciato l’avvio di colloqui diretti con Teheran già nel weekend, guidati dal vicepresidente JD Vance, affiancato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner.

L'annuncio è arrivato mentre lo Stretto di Hormuz rimaneva di fatto chiuso e il conflitto proseguiva su più fronti. Israele ha lanciato il suo attacco più massiccio in Libano dall'inizio del conflitto, colpendo oltre 100 obiettivi di Hezbollah in dieci minuti, secondo quanto riferisce Bloomberg.

Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la mossa una violazione dei termini della tregua: “i termini del deal Iran-USA sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere tra il cessate il fuoco o che la guerra continui con Israele. Non possono avere entrambe le cose”.

Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf ha aggiunto che le condizioni sul terreno rendono un cessate il fuoco bilaterale “irragionevole”. Trump ha risposto che Israele ha accettato di "contenersi un po' in Libano" per sostenere i negoziati, posizione ribadita dallo stesso Vance.

Lo Stretto rimane il nodo centrale dell'intesa. Oltre 800 navi cargo sono bloccate nel Golfo Persico in attesa di poter uscire: mercoledì solo tre unità hanno lasciato l'area, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati di tracciamento compilati da Bloomberg.

Armatori e gruppi assicurativi hanno avvertito che saranno necessari dettagli più precisi per poter valutare la sicurezza del transito. Trump ha nel frattempo avanzato l'ipotesi di un sistema di pedaggi congiunti USA-Iran per il transito, salvo vedersi smentire dalla portavoce Karoline Leavitt, che ha precisato come la proposta fosse stata formulata dal presidente ma non ancora accettata come posizione ufficiale.

A complicare il quadro, il gasdotto East-West dell'Arabia Saudita è stato colpito da un drone nonostante la tregua, secondo una persona informata dei fatti citata da Bloomberg.

Sul fronte NATO, Washington ha chiesto agli alleati europei di presentare piani concreti entro pochi giorni per contribuire alla sicurezza del transito nello Stretto. La richiesta è stata formulata durante l'incontro tra Trump e il Segretario Generale Mark Rutte.

Una coalizione guidata dal Regno Unito e composta da oltre 40 Paesi si era impegnata a contribuire alla riapertura del canale al termine delle ostilità attive, ma la disponibilità degli alleati a muoversi nei tempi richiesti da Washington rimane incerta. Trump ha attaccato l'Alleanza dopo il colloquio con Rutte, scrivendo sui social: “La NATO non c'era quando avevamo bisogno di loro, e non ci sarà se dovessimo averne bisogno di nuovo”. In una recente intervista al Daily Telegraph, il presidente ha dichiarato di stare valutando il ritiro degli Stati Uniti dall'organizzazione. 

In ambito corporate, Disney starebbe pianificando di tagliare fino a 1.000 posizioni, stando a quanto riporta il Wall Street Journal.

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