S&P Global PMI USA: cosa sono e come interpretarli

Tra i principali dati monitorati dagli investitori per capire la salute dell’economia degli Stati Uniti troviamo sicuramente i PMI.

Si tratta di indicatori macroeconomici basati su sondaggi mensili presso le aziende private, che misurano diversi cambiamenti in variabili chiave rispetto al mese precedente (alcuni elementi osservati sono produzione, ordini, occupazioni o prezzi).

Questi indici si muovono tra 0 e 100: valori sopra 50 indicano un’espansione dell’economia, mentre numeri inferiori segnalano una contrazione. Quanto il risultato è esattamente 50, le condizioni sono invariate.

I dati sono pubblicati da S&P Global (in precedenza da IHS Markit. Nel 2022 c’è stata la fusione con S&P Global).

Da segnalare che i PMI vengono pubblicati tempestivamente, poco dopo la fine del mese di riferimento (in anticipo rispetto a molti dati ufficiali) e non sono soggetti a revisioni successive. Ciò li rende preziosi per monitorare in tempo reale l’economia.

I tre principali PMI di S&P Global per gli USA

Per gli Stati Uniti, S&P Global pubblica tre PMI chiave: il PMI manifatturiero, quello dei servizi e quello composito. Le misurazioni vengono prese attraverso questionari inviati su base mensile a un ampio campione di aziende USA. S&P Global pubblica dati flash circa 12 giorni dopo la fine del mese, basati sull’85%-90% delle risposte, seguiti dai dati finali nel mese successivo.

PMI manifatturiero

Il PMI manifatturiero di S&P Global misura le condizioni congiunturali del settore manifatturiero a stelle e strisce. È calcolato sulla base delle risposte di oltre1.300 aziende manifatturiere negli USA, che rappresentano la struttura del settore a livello nazionale.

Il valore è un indice composito sintetico: combina cinque sottoindici chiave (nuovi ordini, produzione, occupazione, tempi di consegna dei fornitori e scorte di acquisti) in un singolo numero.

Un valore sopra 50 indica che le condizioni stanno migliorando, mentre sotto 50 indica un peggioramento o rallentamento dell’attività manifatturiera rispetto al mese precedente. Questa rilevazione è particolarmente seguita perché il comparto è spesso fonte di ciclicità economica e variazioni congiunturali significative.

PMI dei servizi

Il PMI servizi S&P Global USA riflette l’andamento del settore terziario negli Stati Uniti. Anche questo indice deriva da un sondaggio mensile, rivolto però alle aziende dei servizi privati, escludendo in genere i settori non di mercato o governativi per mantenere coerenza con gli standard internazionali.

Anche nel settore dei servizi vengono rilevati sottocomponenti come i nuovi affari, l’occupazione nel terziario, i prezzi e così via, ma questi non vengono aggregati. S&P Global utilizza come indicatore principale (headline) il Business Activity Index, che misura l'attività aziendale complessiva senza aggregare i sottoindici in un composito ponderato come avviene invece per il PMI manifatturiero.

Un PMI sopra 50 segnala che il comparto terziario sta crescendo (maggiore attività e domanda di servizi rispetto al mese precedente), mentre valori sotto 50 indicano contrazione o rallentamento nell’attività dei servizi. Dato che i servizi costituiscono la parte prevalente dell’economia USA, questo indice offre un’importante finestra sulla salute economica complessiva.

PMI composito

Il PMI composito S&P Global USA combina le informazioni di manifatturiero e servizi per fornire un indicatore integrato dell’economia privata. Viene calcolato mettendo insieme i risultati dei due sondaggi precedenti: esso riflette quindi l’andamento combinato della produzione industriale e dell’attività nei servizi. Il calcolo del composito tiene conto del peso relativo dei due settori.

Un valore sopra 50 implica che l’attività economica privata complessiva negli USA è in espansione, mentre un valore sotto 50 indica contrazione aggregata. Questo indicatore è utile per avere un’unica misura sintetica del momentum economico generale e spesso viene confrontato con altri dati macroeconomici per valutarne la coerenza.

Le componenti principali

I questionari PMI di S&P Global sono progettati per raccogliere informazioni oggettive su vari aspetti dell’attività aziendale. In ciascun sondaggio, ai responsabili viene chiesto di indicare se rispetto al mese precedente determinate condizioni sono migliorate, peggiorate o rimaste invariate. Le aree investigate comprendono tipicamente:

  • Nuovi ordini ricevuti (domanda per i prodotti o servizi dell’azienda).
  • Produzione o attività produttiva (nel settore servizi si parla di attività aziendale complessiva).
  • Occupazione (livello di personale impiegato).
  • Tempi di consegna dei fornitori.
  • Scorte.

La metodologia di calcolo

La metodologia di calcolo del PMI è concepita per tradurre le risposte qualitative del sondaggio in un numero quantitativo.

Per ciascuna domanda si calcola la percentuale di risposte di miglioramento, peggioramento e invariato. Indicando con P1 la percentuale di “miglioramenti”, P3 la percentuale di “peggioramenti” (e notando che P2 = invariati = 100 – P1 – P3), l’indice per ciascuna componente si ottiene con la formula classica degli indici di diffusione: (P1 – P3)/2 + 50.

In pratica, un perfetto equilibrio tra aziende in crescita e in calo produce un valore di 50 (neutralità). Se tutti dichiarassero aumento, l’indice sarebbe 100; se tutti dichiarassero diminuzione, sarebbe 0; se tutti invariato, sarebbe 50.

L’indice PMI aggregato (ad esempio del manifatturiero) deriva poi dalla media ponderata dei sottoindici principali.

Nel caso del PMI manifatturiero, le cinque componenti non sono mediate in parti uguali, ma combinate con specifici pesi basati sull’analisi statistica della loro importanza: nuovi ordini al 30%, produzione al 25%, occupazione al 20%, tempi di consegna al 15%, scorte al 10%.

Ciò è leggermente diverso dall’approccio dell’ISM, che attribuisce pari peso alle sue componenti nel calcolo dell’indice (vedi sezione successiva). In ogni caso, il risultato finale è un numero indice che permette un confronto immediato con la soglia di 50 per determinare lo stato di salute del settore considerato.

La storia

Gli indici PMI hanno origine storicamente negli Stati Uniti con l’Institute for Supply Management (ISM), che fin dagli anni ’30 (formalizzato nel 1948) conduce un sondaggio tra i direttori acquisti delle aziende manifatturiere USA. L’ISM PMI manifatturiero è stato per decenni un indicatore chiave dell’industria USA.

Tuttavia, a partire dagli anni 2000, la società Markit Economics (poi divenuta IHS Markit) iniziò a sviluppare indici PMI paralleli, con metodologia internazionale. Markit avviò la raccolta di dati PMI manifatturieri USA nell’aprile 2004, inizialmente con un panel ristretto al settore elettronica, espandendo poi gradualmente la copertura ad altri comparti industriali.

Dal 2009 il PMI manifatturiero di Markit copre l’intero settore manifatturiero statunitense in tutte le sue categorie, con una serie storica pubblicata a partire dal 2007 (estesa retroattivamente con i dati raccolti negli anni precedenti).

Parallelamente, Markit fu pioniera nello sviluppo di PMI per il settore terziario: il PMI Servizi USA, lanciato verso il 2009, ha rappresentato uno dei primi indici a sondare in modo sistematico l’andamento del settore negli Stati Uniti.

In precedenza l’ISM produceva un indice “non-manifatturiero” (dal 1997) che però includeva un insieme molto ampio di comparti, mentre il PMI servizi di Markit si concentrava sui servizi privati in senso stretto per garantire comparabilità con altri Paesi.

Nel 2022 la società IHS Markit si è fusa con S&P Global, e da allora gli indici PMI di Markit sono confluiti sotto il marchio S&P Global PMI. S&P Global continua a produrre questi indici con la stessa metodologia standardizzata e campionamento ampio.

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