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Analisi su Certificati e Obbligazioni

Ultime notizie

Conferenza stampa Jerome Powell

Nella conferenza stampa, Powell ha detto che l’economia sta crescendo ad un ritmo sostenuto, mentre il settore immobiliare è rimasto debole.
I dati elevati sull’inflazione riflettono in larga parte l’effetto dei dazi e le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate probabilmente a causa del recente aumento dei prezzi del petrolio .
Sul fronte delle tariffe, bisogna essere cauti nel valutare quanto tempo ci vorrà prima che i loro effetti si ripercuotano su tutta l’economia.
Per quest’anno, quello che conta è vedere una riduzione delle pressioni sui prezzi dei beni.
I prezzi più alti dell’energia faranno salire l’inflazione headline nel breve, ma è troppo presto per valutare la portata e la durata degli effetti sull’economia.
Verso metà dell’anno, si dovrebbero registrare progressi sul fronte inflazionistico.
Se ciò non dovesse accadere, si allontanerà l’ipotesi di un taglio dei tassi.
È invece normale non dare troppo peso ai picchi dei prezzi dell’energia, ma il contesto è importante.
La situazione ora è più complessa e non si possono sapere gli impatti della guerra in Iran sull’economia.
Powell ha ribadito che il dot-plot non costituisce un piano o una decisione da parte della Fed.
La politica monetaria non è su un percorso predefinito.
Per ora, il costo del denaro è tra la fascia alta della neutralità e livelli leggermente restrittivi.
È importante mantenere una politica monetaria moderatamente restrittiva o quasi, per evitare rischi di ribasso del mercato del lavoro.
Powell ha detto che non lascerà la Fed fino a che l’indagine del Dipartimento di Giustizia non sarà conclusa.
Alcuni componenti del FOMC hanno ipotizzato che la prossima mossa potrebbe riguardare un incremento dei tassi, anche se la stragrande maggioranza del board non lo considera lo scenario base.
Il Presidente della Fed ha evidenziato che l’economia USA non si trova in una stagflazione , termine che dovrebbe essere utilizzato in una situazione ben più grave.
Secondo il Fed Sentiment Model sugli Opening Remarks di Bloomberg Intelligence, i commenti di apertura di Powell sono stati neutrali.
Rispetto alle comunicazioni precedenti, ci sono stati più commenti hawkish e meno dovish.
Il riassunto della conferenza stampa L’economia USA resta solida, ma con un settore immobiliare ancora debole.
L’inflazione è sostenuta da dazi ed energia, con aspettative a breve in aumento.
La Fed evidenzia forte incertezza sull’impatto dei dazi e degli shock energetici.
Si può guardare oltre agli shock energetici, ma il contesto attuale è più complesso del passato.
Il focus è sul calo dell’inflazione dei beni, con progressi attesi verso metà anno.
Senza miglioramenti sull’inflazione, i tagli dei tassi si allontanano.
I tassi restano tra la parte alta della neutralità e livelli moderatamente restrittivi.
La politica monetaria non è predefinita e dipenderà dai dati.
Un rialzo dei tassi non è lo scenario base, ma è stato discusso da alcuni componenti del board.
L’economia non si trova in uno scenario di stagflazione.
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Conferenza stampa Jerome Powell

Nella conferenza stampa, Powell ha detto che l’economia sta crescendo ad un ritmo sostenuto, mentre il settore immobiliare è rimasto debole.
I dati elevati sull’inflazione riflettono in larga parte l’effetto dei dazi e le aspettative di inflazione a breve termine sono aumentate probabilmente a causa del recente aumento dei prezzi del petrolio .
Sul fronte delle tariffe, bisogna essere cauti nel valutare quanto tempo ci vorrà prima che i loro effetti si ripercuotano su tutta l’economia.
Per quest’anno, quello che conta è vedere una riduzione delle pressioni sui prezzi dei beni.
I prezzi più alti dell’energia faranno salire l’inflazione headline nel breve, ma è troppo presto per valutare la portata e la durata degli effetti sull’economia.
Verso metà dell’anno, si dovrebbero registrare progressi sul fronte inflazionistico.
Se ciò non dovesse accadere, si allontanerà l’ipotesi di un taglio dei tassi.
È invece normale non dare troppo peso ai picchi dei prezzi dell’energia, ma il contesto è importante.
La situazione ora è più complessa e non si possono sapere gli impatti della guerra in Iran sull’economia.
Powell ha ribadito che il dot-plot non costituisce un piano o una decisione da parte della Fed.
La politica monetaria non è su un percorso predefinito.
Per ora, il costo del denaro è tra la fascia alta della neutralità e livelli leggermente restrittivi.
È importante mantenere una politica monetaria moderatamente restrittiva o quasi, per evitare rischi di ribasso del mercato del lavoro.
Powell ha detto che non lascerà la Fed fino a che l’indagine del Dipartimento di Giustizia non sarà conclusa.
Alcuni componenti del FOMC hanno ipotizzato che la prossima mossa potrebbe riguardare un incremento dei tassi, anche se la stragrande maggioranza del board non lo considera lo scenario base.
Il Presidente della Fed ha evidenziato che l’economia USA non si trova in una stagflazione , termine che dovrebbe essere utilizzato in una situazione ben più grave.
Secondo il Fed Sentiment Model sugli Opening Remarks di Bloomberg Intelligence, i commenti di apertura di Powell sono stati neutrali.
Rispetto alle comunicazioni precedenti, ci sono stati più commenti hawkish e meno dovish.
Il riassunto della conferenza stampa L’economia USA resta solida, ma con un settore immobiliare ancora debole.
L’inflazione è sostenuta da dazi ed energia, con aspettative a breve in aumento.
La Fed evidenzia forte incertezza sull’impatto dei dazi e degli shock energetici.
Si può guardare oltre agli shock energetici, ma il contesto attuale è più complesso del passato.
Il focus è sul calo dell’inflazione dei beni, con progressi attesi verso metà anno.
Senza miglioramenti sull’inflazione, i tagli dei tassi si allontanano.
I tassi restano tra la parte alta della neutralità e livelli moderatamente restrittivi.
La politica monetaria non è predefinita e dipenderà dai dati.
Un rialzo dei tassi non è lo scenario base, ma è stato discusso da alcuni componenti del board.
L’economia non si trova in uno scenario di stagflazione.
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La Fed lascia i tassi fermi

Come da attese, la Fed ha lasciato i tassi fermi al 3,5%-3,75%.
Nel comunicato stampa, l’istituto centrale evidenzia che l’attività economica continua a crescere ad un ritmo sostenuto.
La crescita dell’occupazione è rimasta modesta, mentre la disoccupazione è invariata negli ultimi mesi.
L’inflazione invece resta piuttosto elevata.
Per il board, l’incertezza sulle prospettive economiche è alta e gli sviluppi in Medio Oriente per l’economia USA sono incerte.
A votare contro la decisione è stato solamente Miran, che avrebbe preferito un taglio dei tassi da 25 punti base.
La Banca centrale ha pubblicato anche l’aggiornamento delle previsioni economiche.
🔹Il PIL dovrebbe attestarsi al 2,4% nel 2026, al 2,3% nel 2027, al 2,1% nel 2028 e al 2% nel longer run (da 2,3%, 2%, 1,9% e 1,8%).
🔹Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 4,4% nel 2026, al 4,3% nel 2027 e al 4,2% nel 2028 e nel longer run (rispetto a dicembre è stata aumentata la previsione sul 2027).
🔹Il PCE è atteso al 2,7% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2% nel 2028 e longer run (da 2,4%, 2,1% e 2%).
🔹Il PCE core è stimato al 2,7% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2% nel 2028 (da 2,5%, 2,1% e 2%).
🔹La mediana sui tassi è invariata al 3,4% nel 2026 e al 3,1% nel 2027 e 2028.
Le previsioni sul longer run sono passate dal 3% al 3,1%.
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La Fed lascia i tassi fermi

Come da attese, la Fed ha lasciato i tassi fermi al 3,5%-3,75%.
Nel comunicato stampa, l’istituto centrale evidenzia che l’attività economica continua a crescere ad un ritmo sostenuto.
La crescita dell’occupazione è rimasta modesta, mentre la disoccupazione è invariata negli ultimi mesi.
L’inflazione invece resta piuttosto elevata.
Per il board, l’incertezza sulle prospettive economiche è alta e gli sviluppi in Medio Oriente per l’economia USA sono incerte.
A votare contro la decisione è stato solamente Miran, che avrebbe preferito un taglio dei tassi da 25 punti base.
La Banca centrale ha pubblicato anche l’aggiornamento delle previsioni economiche.
🔹Il PIL dovrebbe attestarsi al 2,4% nel 2026, al 2,3% nel 2027, al 2,1% nel 2028 e al 2% nel longer run (da 2,3%, 2%, 1,9% e 1,8%).
🔹Il tasso di disoccupazione dovrebbe attestarsi al 4,4% nel 2026, al 4,3% nel 2027 e al 4,2% nel 2028 e nel longer run (rispetto a dicembre è stata aumentata la previsione sul 2027).
🔹Il PCE è atteso al 2,7% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2% nel 2028 e longer run (da 2,4%, 2,1% e 2%).
🔹Il PCE core è stimato al 2,7% nel 2026, al 2,2% nel 2027 e al 2% nel 2028 (da 2,5%, 2,1% e 2%).
🔹La mediana sui tassi è invariata al 3,4% nel 2026 e al 3,1% nel 2027 e 2028.
Le previsioni sul longer run sono passate dal 3% al 3,1%.
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USA: PPI oltre le attese a febbraio

A febbraio, l’indice dei prezzi alla produzione USA si è attestato al 3,4% su base annuale , oltre le attese Bloomberg al 3% e il precedente 2,9%.
Il dato che esclude i prezzi di alimenti ed energia è passato dal 3,5% (rivisto da 3,6%) al 3,9%, anche in questo caso oltre il consensus al 3,7%.
Le misurazioni riflettono l’aumento dei costi di beni e servizi.
I prezzi dei prodotti alimentari hanno registrato l’aumento maggiore da metà 2021.
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USA: PPI oltre le attese a febbraio

A febbraio, l’indice dei prezzi alla produzione USA si è attestato al 3,4% su base annuale , oltre le attese Bloomberg al 3% e il precedente 2,9%.
Il dato che esclude i prezzi di alimenti ed energia è passato dal 3,5% (rivisto da 3,6%) al 3,9%, anche in questo caso oltre il consensus al 3,7%.
Le misurazioni riflettono l’aumento dei costi di beni e servizi.
I prezzi dei prodotti alimentari hanno registrato l’aumento maggiore da metà 2021.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Giornata partita all’insegna dei rialzi per i mercati azionari.
Il Brent è sceso a 101 dollari al barile dopo che Iraq e Kurdistan hanno raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di petrolio attraverso il gasdotto che collega i giacimenti di Kirkuk e della regione curda al porto turco di Ceyhan, aggirando Stretto di Hormuz.
Tramite questa rete di pipeline, l'Iraq ha la capacità di esportare tra 150mila e 200mila barili al giorno da Kirkuk, più altri 210mila dalla regione curda.
Prima della chiusura dello Stretto, l'Iraq produceva 4,3 milioni di barili al giorno.
Intanto, l'uccisione di Ali Larijani da parte di Israele lascia la leadership iraniana di guerra prevalentemente in mani oltranziste, riducendo le prospettive di un'uscita diplomatica dal conflitto .
La Premier giapponese Sanae Takaichi ha avvertito di trovarsi di fronte a un incontro " estremamente difficile " con Trump, dopo che il Presidente USA ha criticato Tokyo per aver respinto la richiesta di inviare navi da guerra a protezione dello Stretto di Hormuz.
Lato corporate, Nvidia ha invece dichiarato di star accelerando la produzione di chip H200 destinati ai clienti cinesi .
Il private credit continua ad essere sotto i riflettori.
Sixth Street Partners ha scritto agli investitori che il settore da 1.800 miliardi di dollari andrà incontro a una resa dei conti destinata a durare anni, dopo un'ondata di rimborsi che ha colpito i fondi non quotati rivolti agli investitori retail.
La proliferazione di veicoli rivolti agli investitori retail che hanno puntato alla raccolta rapida ha indebolito gli standard di sottoscrizione.
Anche PIMCO parla di un momento di risveglio per gli investitori, che dovranno ripensare profondamente l'esposizione al rischio illiquido nei loro portafogli.
I prestiti delle banche a istituzioni finanziarie non depositarie hanno raggiunto 1.900 miliardi di dollari, rispetto ai 300 miliardi del 2015, con il rischio che in scenari estremi le richieste di liquidità possano mettere sotto pressione il sistema bancario.
Oggi le attenzioni degli investitori saranno rivolte alla riunione della Fed .
Il focus non sarà tanto sui tassi, attesi fermi all’intervallo 3,5%-3,75%, quanto alle proiezioni economiche e alle parole di Jerome Powell ( qui le attese degli analisti ).
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Giornata partita all’insegna dei rialzi per i mercati azionari.
Il Brent è sceso a 101 dollari al barile dopo che Iraq e Kurdistan hanno raggiunto un accordo per riprendere le esportazioni di petrolio attraverso il gasdotto che collega i giacimenti di Kirkuk e della regione curda al porto turco di Ceyhan, aggirando Stretto di Hormuz.
Tramite questa rete di pipeline, l'Iraq ha la capacità di esportare tra 150mila e 200mila barili al giorno da Kirkuk, più altri 210mila dalla regione curda.
Prima della chiusura dello Stretto, l'Iraq produceva 4,3 milioni di barili al giorno.
Intanto, l'uccisione di Ali Larijani da parte di Israele lascia la leadership iraniana di guerra prevalentemente in mani oltranziste, riducendo le prospettive di un'uscita diplomatica dal conflitto .
La Premier giapponese Sanae Takaichi ha avvertito di trovarsi di fronte a un incontro " estremamente difficile " con Trump, dopo che il Presidente USA ha criticato Tokyo per aver respinto la richiesta di inviare navi da guerra a protezione dello Stretto di Hormuz.
Lato corporate, Nvidia ha invece dichiarato di star accelerando la produzione di chip H200 destinati ai clienti cinesi .
Il private credit continua ad essere sotto i riflettori.
Sixth Street Partners ha scritto agli investitori che il settore da 1.800 miliardi di dollari andrà incontro a una resa dei conti destinata a durare anni, dopo un'ondata di rimborsi che ha colpito i fondi non quotati rivolti agli investitori retail.
La proliferazione di veicoli rivolti agli investitori retail che hanno puntato alla raccolta rapida ha indebolito gli standard di sottoscrizione.
Anche PIMCO parla di un momento di risveglio per gli investitori, che dovranno ripensare profondamente l'esposizione al rischio illiquido nei loro portafogli.
I prestiti delle banche a istituzioni finanziarie non depositarie hanno raggiunto 1.900 miliardi di dollari, rispetto ai 300 miliardi del 2015, con il rischio che in scenari estremi le richieste di liquidità possano mettere sotto pressione il sistema bancario.
Oggi le attenzioni degli investitori saranno rivolte alla riunione della Fed .
Il focus non sarà tanto sui tassi, attesi fermi all’intervallo 3,5%-3,75%, quanto alle proiezioni economiche e alle parole di Jerome Powell ( qui le attese degli analisti ).
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Gli occhi degli investitori continuano ad essere puntati alla situazione in Medio Oriente .
L’Iran ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo Persico.
Le attività al giacimento di gas naturale di Shah, negli Emirati Arabi Uniti, sono state sospese.
Questo impianto ha una capacità produttiva di 1,28 miliardi di piedi cubi standard di gas al giorno e di 4,2 milioni di tonnellate di zolfo all’anno.
Ad essere attaccato è anche il giacimento petrolifero di Majnoon, in Iraq.
Intanto Trump ha ribadito il suo appello agli altri Paesi affinché contribuiscano a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, segnalando che l’Iran è stato “quasi annientato”.
Oltre a ciò, il Presidente USA ha rimandato di un mese l’incontro con Xi Jinping, in quanto preferisce rimanere a Washington per supervisionare la guerra.
Trump ha anche minacciato di estendere gli attacchi sull’isola di Kharg per colpire le infrastrutture petrolifere.
L’isola è il principale centro di esportazione iraniano ed è già stato attaccato nel weekend.
Focus anche sul private credit .
Morgan Stanley ha avvertito che i tassi di insolvenza nel direct landing potrebbero salire all’8%, in quanto i progressi nell’IA continueranno a rivoluzionare il settore software.
Nel comparto, l’alta leva finanziaria e l’avvicinarsi delle scadenze potrebbero alzare le insolvenze verso i massimi dalla pandemia.
Il Wall Street Journal riporta che la SEC starebbe preparando una proposta per abolire l’obbligo per le società di pubblicare i risultati su base trimestrale.
Verrebbe invece richiesta una pubblicazione semestrale .
L’autorità di regolamentazione potrebbe pubblicare la proposta già il mese prossimo.
Lato corporate, la Germania ha definito “inaccettabile” la potenziale acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit.
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Gli occhi degli investitori continuano ad essere puntati alla situazione in Medio Oriente .
L’Iran ha intensificato gli attacchi alle infrastrutture energetiche del Golfo Persico.
Le attività al giacimento di gas naturale di Shah, negli Emirati Arabi Uniti, sono state sospese.
Questo impianto ha una capacità produttiva di 1,28 miliardi di piedi cubi standard di gas al giorno e di 4,2 milioni di tonnellate di zolfo all’anno.
Ad essere attaccato è anche il giacimento petrolifero di Majnoon, in Iraq.
Intanto Trump ha ribadito il suo appello agli altri Paesi affinché contribuiscano a garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, segnalando che l’Iran è stato “quasi annientato”.
Oltre a ciò, il Presidente USA ha rimandato di un mese l’incontro con Xi Jinping, in quanto preferisce rimanere a Washington per supervisionare la guerra.
Trump ha anche minacciato di estendere gli attacchi sull’isola di Kharg per colpire le infrastrutture petrolifere.
L’isola è il principale centro di esportazione iraniano ed è già stato attaccato nel weekend.
Focus anche sul private credit .
Morgan Stanley ha avvertito che i tassi di insolvenza nel direct landing potrebbero salire all’8%, in quanto i progressi nell’IA continueranno a rivoluzionare il settore software.
Nel comparto, l’alta leva finanziaria e l’avvicinarsi delle scadenze potrebbero alzare le insolvenze verso i massimi dalla pandemia.
Il Wall Street Journal riporta che la SEC starebbe preparando una proposta per abolire l’obbligo per le società di pubblicare i risultati su base trimestrale.
Verrebbe invece richiesta una pubblicazione semestrale .
L’autorità di regolamentazione potrebbe pubblicare la proposta già il mese prossimo.
Lato corporate, la Germania ha definito “inaccettabile” la potenziale acquisizione di Commerzbank da parte di UniCredit.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Continua il focus sulla situazione in Iran.
Donald Trump ha detto di esigere che altri Paesi contribuiscano alla difesa dello Stretto di Hormuz .
In particolare, ha minacciato la NATO di andare incontro ad un futuro molto negativo se i componenti dell’alleanza non dovessero aiutare.
Inoltre, ha detto che potrebbe rinviare il vertice con Xi Jinping nel caso in cui la Cina non desse una mano.
Tra le altre dichiarazioni, il Presidente USA avrebbe accennato alla possibilità di un accordo, segnalando però di volere condizioni migliori.
Un deal dovrebbe infatti includere l’impegno di Teheran di abbandonare le sue ambizioni nucleari.
Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato però che l’Iran non avrebbe chiesto né colloqui né un cessate il fuoco, aggiungendo confusione al quadro.
Lato dati macroeconomici, le vendite al dettaglio in Cina si sono attestate al 2,5% su base annuale, mentre la produzione industriale è cresciuta del 6,3%.
Entrambe le misurazioni hanno superato le attese degli analisti censiti da Bloomberg, che si aspettavano rispettivamente il 2,5% e il 5,3%.
Sul fronte corporate, Reuters riporta che Meta starebbe pianificando tagli di circa il 20% della forza lavoro.
L’obiettivo sarebbe quello di compensare i maggiori costi degli investimenti in AI.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Continua il focus sulla situazione in Iran.
Donald Trump ha detto di esigere che altri Paesi contribuiscano alla difesa dello Stretto di Hormuz .
In particolare, ha minacciato la NATO di andare incontro ad un futuro molto negativo se i componenti dell’alleanza non dovessero aiutare.
Inoltre, ha detto che potrebbe rinviare il vertice con Xi Jinping nel caso in cui la Cina non desse una mano.
Tra le altre dichiarazioni, il Presidente USA avrebbe accennato alla possibilità di un accordo, segnalando però di volere condizioni migliori.
Un deal dovrebbe infatti includere l’impegno di Teheran di abbandonare le sue ambizioni nucleari.
Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha dichiarato però che l’Iran non avrebbe chiesto né colloqui né un cessate il fuoco, aggiungendo confusione al quadro.
Lato dati macroeconomici, le vendite al dettaglio in Cina si sono attestate al 2,5% su base annuale, mentre la produzione industriale è cresciuta del 6,3%.
Entrambe le misurazioni hanno superato le attese degli analisti censiti da Bloomberg, che si aspettavano rispettivamente il 2,5% e il 5,3%.
Sul fronte corporate, Reuters riporta che Meta starebbe pianificando tagli di circa il 20% della forza lavoro.
L’obiettivo sarebbe quello di compensare i maggiori costi degli investimenti in AI.
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UniCredit lancia l'OPS su Commerzbank

UniCredit ha presentato un’offerta da circa 35 miliardi di euro su Commerzbank , in un’operazione che porterà la partecipazione nella banca tedesca ad oltre il 30%.
Per ora, non è previsto il controllo totale.
La legge tedesca prevede però che oltre tale soglia venga resa obbligatoria l’offerta.
Su questo punto Andrea Orcel, AD di UniCredit, ha sottolineato la libertà della banca nel presentare l’acquisto se lo volesse.
Entrando nel dettaglio, l’OPS di UniCredit prevede 0,485 azioni proprie per ogni azione Commerzbank , implicando un prezzo di 30,8 euro per le azioni dell’istituto di credito della Germania (premio del 4% sulla chiusura di venerdì).
La BaFin, autorità di regolamentazione tedesca, dovrà prendere la decisione finale sul prezzo nei prossimi giorni.
L’offerta sarà lanciata formalmente a inizio maggio, con un periodo di offerta di 4 settimane.
Bloomberg sottolinea che se l’operazione andasse in porto, Orcel riuscirebbe a creare un nuovo colosso bancario in Germania, fondendo Commerzbank con HVB.
Inoltre, riuscirebbe ad accelerare la sua crescita in Polonia, in quanto Commerzbank possiede mBank.
Al momento, le azioni UniCredit segnano il -1,87%, mentre quelle Commerzbank il +3,63%.
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UniCredit lancia l'OPS su Commerzbank

UniCredit ha presentato un’offerta da circa 35 miliardi di euro su Commerzbank , in un’operazione che porterà la partecipazione nella banca tedesca ad oltre il 30%.
Per ora, non è previsto il controllo totale.
La legge tedesca prevede però che oltre tale soglia venga resa obbligatoria l’offerta.
Su questo punto Andrea Orcel, AD di UniCredit, ha sottolineato la libertà della banca nel presentare l’acquisto se lo volesse.
Entrando nel dettaglio, l’OPS di UniCredit prevede 0,485 azioni proprie per ogni azione Commerzbank , implicando un prezzo di 30,8 euro per le azioni dell’istituto di credito della Germania (premio del 4% sulla chiusura di venerdì).
La BaFin, autorità di regolamentazione tedesca, dovrà prendere la decisione finale sul prezzo nei prossimi giorni.
L’offerta sarà lanciata formalmente a inizio maggio, con un periodo di offerta di 4 settimane.
Bloomberg sottolinea che se l’operazione andasse in porto, Orcel riuscirebbe a creare un nuovo colosso bancario in Germania, fondendo Commerzbank con HVB.
Inoltre, riuscirebbe ad accelerare la sua crescita in Polonia, in quanto Commerzbank possiede mBank.
Al momento, le azioni UniCredit segnano il -1,87%, mentre quelle Commerzbank il +3,63%.
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USA: aperture lavori JOLTS sopra le attese a gennaio

A gennaio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,946 milioni , sopra le previsioni Bloomberg a 6,75 milioni e le precedenti 6,55 milioni (rivisto da 6,542 milioni).
Il tasso di assunzione è rimasto invariato al 3,3%, mentre quello delle separazioni è passato dal 3,3% al 3,2%.
Il rapporto tra posti vacanti e disoccupati si è mantenuto a 0,9.
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USA: aperture lavori JOLTS sopra le attese a gennaio

A gennaio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,946 milioni , sopra le previsioni Bloomberg a 6,75 milioni e le precedenti 6,55 milioni (rivisto da 6,542 milioni).
Il tasso di assunzione è rimasto invariato al 3,3%, mentre quello delle separazioni è passato dal 3,3% al 3,2%.
Il rapporto tra posti vacanti e disoccupati si è mantenuto a 0,9.
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USA: indice di sentiment UoM ai minimi a 3 mesi

A marzo, l’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan (preliminare) si è attestato a 55,5 punti , sopra le attese Bloomberg a 54,8 punti e sotto i 56,6 punti di febbraio.
La misurazione è scesa ai minimi degli ultimi 3 mesi a causa delle preoccupazioni per i prezzi della benzina causati dalla guerra in Iran.
L’indice sulle condizioni correnti è passato da 56,6 a 57,8 punti, mentre quello sulle aspettative è sceso da 56,6 a 54,1 punti.
Intanto, le aspettative di inflazione a 1 anno sono rimaste stabili al 3,4%, mentre quelle a 5-10 anni sono scese dal 3,3% al 3,2%.
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USA: indice di sentiment UoM ai minimi a 3 mesi

A marzo, l’indice di sentiment elaborato dall’Università del Michigan (preliminare) si è attestato a 55,5 punti , sopra le attese Bloomberg a 54,8 punti e sotto i 56,6 punti di febbraio.
La misurazione è scesa ai minimi degli ultimi 3 mesi a causa delle preoccupazioni per i prezzi della benzina causati dalla guerra in Iran.
L’indice sulle condizioni correnti è passato da 56,6 a 57,8 punti, mentre quello sulle aspettative è sceso da 56,6 a 54,1 punti.
Intanto, le aspettative di inflazione a 1 anno sono rimaste stabili al 3,4%, mentre quelle a 5-10 anni sono scese dal 3,3% al 3,2%.
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USA: PCE core in linea con le attese a gennaio

A febbraio, il PCE headline USA si è attestato al 2,8% su base annuale , sotto le attese Bloomberg e la rilevazione precedente al 2,9%.
La misura core è passata dal 3% al 3,1% , in linea con le previsioni.
Su base mensile, i dati hanno registrato rispettivamente il +0,3% e il +0,4%, come da previsioni.
Intanto, i redditi e i consumi personali si sono attestati allo 0,4%, confrontandosi con attese allo 0,5% e allo 0,3% e con i precedenti 0,3% e 0,4%.
Nella seconda lettura, il BEA ha rivisto le sue stime sul PIL USA del 4° trimestre, portandole dal +1,4% al +0,4%.
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USA: PCE core in linea con le attese a gennaio

A febbraio, il PCE headline USA si è attestato al 2,8% su base annuale , sotto le attese Bloomberg e la rilevazione precedente al 2,9%.
La misura core è passata dal 3% al 3,1% , in linea con le previsioni.
Su base mensile, i dati hanno registrato rispettivamente il +0,3% e il +0,4%, come da previsioni.
Intanto, i redditi e i consumi personali si sono attestati allo 0,4%, confrontandosi con attese allo 0,5% e allo 0,3% e con i precedenti 0,3% e 0,4%.
Nella seconda lettura, il BEA ha rivisto le sue stime sul PIL USA del 4° trimestre, portandole dal +1,4% al +0,4%.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

I riflettori continuano ad essere rivolti al conflitto in Iran .
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno distruggendo totalmente il regime iraniano, sia militarmente che economicamente.
Per il Presidente USA, sventare la minaccia nucleare di Teheran è più importante dei maggiori costi del petrolio.
Tra le altre cose, l’Amministrazione USA ha dato la seconda autorizzazione per il prelievo di petrolio russo già in mare, in un tentativo di alleviare la pressione sulle quotazioni dell’oro nero.
Tuttavia, Netanyahu ha affermato che un cambio di regime non può avvenire senza una rivolta interna .
Lato dati economici, il PIL inglese di gennaio ha registrato lo 0% , sotto le attese degli analisti censiti da Bloomberg allo 0,2% e il precedente 0,1%.
Oggi il focus tornerà sull’inflazione statunitense, con il PCE di gennaio .
Per la misurazione headline, le attese sono al 2,9% a/a, in linea con dicembre.
Il dato core dovrebbe invece passare dal 3% al 3,1%.
Sul fronte corporate, segnaliamo le dimissioni di Shantanu Narayen, AD di Adobe .
La decisione arriva mentre cresce lo scetticismo in merito alla capacità del gruppo di affrontare la rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale.
Ieri la società ha pubblicato la trimestrale, registrando ricavi per 6,398 miliardi di dollari ed EPS a 6,06 dollari, oltre il consenus a 6,280 miliardi e 5,88 dollari.
Per il secondo trimestre del 2026 fiscale, l’azienda vede ricavi tra 6,43 e 6,48 miliardi di dollari ed EPS tra 5,8 e 5,85 dollari.
Infine, Bloomberg riporta che S&P Dow Jones Indices starebbe valutando la possibilità di modificare le regole per l’entrata delle società nell’S&P 500 .
Questa decisione potrebbe accelerare l’ingresso di SpaceX dopo la sua quotazione.
Al momento non esiste nessuna procedura accelerata per entrare nel principale listino azionario USA.
Le aziende devono essere profittevoli negli ultimi 4 trimestri, avere una capitalizzazione di almeno 22,7 miliardi di dollari, la sede negli USA ed essere quotate da almeno 12 mesi.
Un comitato prende le decisioni in merito all’ammissione di un nuovo componente.
Con l’eventuale cambio delle regole, al fine di rispecchiare meglio la composizione del mercato azionario USA, IPO molto grandi entrerebbero più velocemente nell’indice, riducendo i tempi di attesa dopo la quotazione.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

I riflettori continuano ad essere rivolti al conflitto in Iran .
Donald Trump ha detto che gli Stati Uniti stanno distruggendo totalmente il regime iraniano, sia militarmente che economicamente.
Per il Presidente USA, sventare la minaccia nucleare di Teheran è più importante dei maggiori costi del petrolio.
Tra le altre cose, l’Amministrazione USA ha dato la seconda autorizzazione per il prelievo di petrolio russo già in mare, in un tentativo di alleviare la pressione sulle quotazioni dell’oro nero.
Tuttavia, Netanyahu ha affermato che un cambio di regime non può avvenire senza una rivolta interna .
Lato dati economici, il PIL inglese di gennaio ha registrato lo 0% , sotto le attese degli analisti censiti da Bloomberg allo 0,2% e il precedente 0,1%.
Oggi il focus tornerà sull’inflazione statunitense, con il PCE di gennaio .
Per la misurazione headline, le attese sono al 2,9% a/a, in linea con dicembre.
Il dato core dovrebbe invece passare dal 3% al 3,1%.
Sul fronte corporate, segnaliamo le dimissioni di Shantanu Narayen, AD di Adobe .
La decisione arriva mentre cresce lo scetticismo in merito alla capacità del gruppo di affrontare la rivoluzione portata dall’intelligenza artificiale.
Ieri la società ha pubblicato la trimestrale, registrando ricavi per 6,398 miliardi di dollari ed EPS a 6,06 dollari, oltre il consenus a 6,280 miliardi e 5,88 dollari.
Per il secondo trimestre del 2026 fiscale, l’azienda vede ricavi tra 6,43 e 6,48 miliardi di dollari ed EPS tra 5,8 e 5,85 dollari.
Infine, Bloomberg riporta che S&P Dow Jones Indices starebbe valutando la possibilità di modificare le regole per l’entrata delle società nell’S&P 500 .
Questa decisione potrebbe accelerare l’ingresso di SpaceX dopo la sua quotazione.
Al momento non esiste nessuna procedura accelerata per entrare nel principale listino azionario USA.
Le aziende devono essere profittevoli negli ultimi 4 trimestri, avere una capitalizzazione di almeno 22,7 miliardi di dollari, la sede negli USA ed essere quotate da almeno 12 mesi.
Un comitato prende le decisioni in merito all’ammissione di un nuovo componente.
Con l’eventuale cambio delle regole, al fine di rispecchiare meglio la composizione del mercato azionario USA, IPO molto grandi entrerebbero più velocemente nell’indice, riducendo i tempi di attesa dopo la quotazione.
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L'Amministrazione Trump valuta sospensione del Jones Act

Secondo Bloomberg, l’Amministrazione Trump starebbe valutando di concedere una sospensione di 30 giorni del Jones Act , consentendo alle petroliere straniere di rifornire le raffinerie della costa 0orientale con carburante proveniente dalla costa del Golfo e da altre zone degli Stati Uniti.
L’ultima volta che questa norma è stata sospesa risale a ottobre 2022.
Di fatto, la legge impone l’uso di navi Made in USA per il trasporto di merci tra i porti del Paese.
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L'Amministrazione Trump valuta sospensione del Jones Act

Secondo Bloomberg, l’Amministrazione Trump starebbe valutando di concedere una sospensione di 30 giorni del Jones Act , consentendo alle petroliere straniere di rifornire le raffinerie della costa 0orientale con carburante proveniente dalla costa del Golfo e da altre zone degli Stati Uniti.
L’ultima volta che questa norma è stata sospesa risale a ottobre 2022.
Di fatto, la legge impone l’uso di navi Made in USA per il trasporto di merci tra i porti del Paese.
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Trimestrale Dollar General

🔹Ricavi: 10,911 miliardi di dollari, stime a 10,798 miliardi (dati Bloomberg)
🔹EPS adjusted: 1,93 dollari, attese a 1,65 dollari (dati Bloomberg)
🔹Vendite same store: 4,3%, consensus a 3,23% (dati Bloomberg)
🔹EBIT adjusted: 606,28 milioni di dollari, previsioni a 533,09 milioni (dati Bloomberg)
🔹Margine lordo: 30,5%, stime a 30,1%
🔹Per il 2026, la società si aspetta una crescita dei ricavi tra il 3,7% e il 4,2%, vendite same store tra il 2,2% e il 2,7%, EPS tra 7,1 e 7,35 dollari e Capex compreso tra 1,4 e 1,5 miliardi di dollari
🔹Nel lungo periodo, Dollar General mira a una crescita dei ricavi tra il 3,5% e il 4%, delle vendite same store del 2%/3% e degli EPS di oltre il 10%
🔹Al momento, le azioni Dollar General segnano il -6,43%
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Trimestrale Dollar General

🔹Ricavi: 10,911 miliardi di dollari, stime a 10,798 miliardi (dati Bloomberg)
🔹EPS adjusted: 1,93 dollari, attese a 1,65 dollari (dati Bloomberg)
🔹Vendite same store: 4,3%, consensus a 3,23% (dati Bloomberg)
🔹EBIT adjusted: 606,28 milioni di dollari, previsioni a 533,09 milioni (dati Bloomberg)
🔹Margine lordo: 30,5%, stime a 30,1%
🔹Per il 2026, la società si aspetta una crescita dei ricavi tra il 3,7% e il 4,2%, vendite same store tra il 2,2% e il 2,7%, EPS tra 7,1 e 7,35 dollari e Capex compreso tra 1,4 e 1,5 miliardi di dollari
🔹Nel lungo periodo, Dollar General mira a una crescita dei ricavi tra il 3,5% e il 4%, delle vendite same store del 2%/3% e degli EPS di oltre il 10%
🔹Al momento, le azioni Dollar General segnano il -6,43%
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USA: richieste di sussidi sotto le attese

Nell’ultima settimana, le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 213mila unità , in linea con il dato precedente (rivisto da 214mila unità) e sotto le attese Bloomberg a 215mila unità.
La media a 4 settimane è scesa da 216mila a 212mila unità.
Nella settimana del 28 febbraio, le richieste continue sono state 1,85 milioni , leggermente sopra il consensus a 1,849 milioni e sotto le precedenti 1,871 milioni (rivisto da 1,868 milioni).
I dati continuano ad evidenziare che i licenziamenti restano contenuti.
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USA: richieste di sussidi sotto le attese

Nell’ultima settimana, le richieste di sussidi di disoccupazione si sono attestate a 213mila unità , in linea con il dato precedente (rivisto da 214mila unità) e sotto le attese Bloomberg a 215mila unità.
La media a 4 settimane è scesa da 216mila a 212mila unità.
Nella settimana del 28 febbraio, le richieste continue sono state 1,85 milioni , leggermente sopra il consensus a 1,849 milioni e sotto le precedenti 1,871 milioni (rivisto da 1,868 milioni).
I dati continuano ad evidenziare che i licenziamenti restano contenuti.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Il prezzo del petrolio continua a guidare il sentiment di mercato.
Il Brent è tornato in area 100 dollari dopo l’indiscrezione secondo cui l’Oman avrebbe evacuato tutte le navi dal suo principale terminal petrolifero come misura precauzionale.
Si tratta di uno dei pochi porti rimasti da cui il greggio del Medio Oriente può essere spedito ai mercati globali .
Intanto due petroliere sarebbero state attaccate in acque irachene.
Questo sottolinea il rischio anche al di fuori dello Stretto di Hormuz, che resta di fatto chiuso.
Continuano le dichiarazioni di Trump, il quale ha detto che il rilascio di 400 milioni di barili deciso dall’IEA alleggerirà la pressione sui prezzi dell’energia, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di portare a termine l’operazione in Iran.
Sempre stando ai rumors, Teheran avrebbe comunicato agli intermediari regionali che per un cessate il fuoco gli Stati Uniti dovranno garantire che il Paese non sarà attaccato in futuro né da loro e né da Israele.
Al fine di provare a calmare la crisi di fornitura di petrolio, il Presidente USA si starebbe preparano a invocare il Defense Production Act per far riprendere la produzione petrolifera al largo della costa meridionale della California .
L’IEA ritiene che la guerra in Iran ha ridotto i flussi per lo Stretto di Hormuz del 90%, oltre ad aver interrotto il 7,5% dell’output globale.
In Europa, il responsabile dell’economia UE, Valdis Dombrovskis, ha detto che se il Brent rimanesse intorno ai 100 dollari al barile e le quotazioni del gas restassero sui 75 euro al megawattora, la crescita sarebbe inferiore di 0,4 punti rispetto all’anno scorso, mentre l’inflazione potrebbe superare il 3%.
Portiamo infine il focus sul settore del private credit .
Cliffwater ha limitato i rimborsi del suo veicolo di punta da 33 miliardi di dollari al 7% delle azioni nel 1° trimestre, dopo che gli investitori avevano cercato di ritirare il 14%.
Il North Haven Private Income Fund di Morgan Stanley da 8 miliardi di dollari ha restituito meno della metà delle richieste degli investitori dopo aver limitato i rimborsi al 5% delle azioni.
Il comparto è alle prese con una serie di richieste di rimborso, in un contesto in cui crescono le preoccupazioni sulla qualità dei prestiti, specie a quelli concessi alle società di software.
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La sintesi di FreeFinance: cosa muove i mercati oggi

Il prezzo del petrolio continua a guidare il sentiment di mercato.
Il Brent è tornato in area 100 dollari dopo l’indiscrezione secondo cui l’Oman avrebbe evacuato tutte le navi dal suo principale terminal petrolifero come misura precauzionale.
Si tratta di uno dei pochi porti rimasti da cui il greggio del Medio Oriente può essere spedito ai mercati globali .
Intanto due petroliere sarebbero state attaccate in acque irachene.
Questo sottolinea il rischio anche al di fuori dello Stretto di Hormuz, che resta di fatto chiuso.
Continuano le dichiarazioni di Trump, il quale ha detto che il rilascio di 400 milioni di barili deciso dall’IEA alleggerirà la pressione sui prezzi dell’energia, mentre gli Stati Uniti stanno cercando di portare a termine l’operazione in Iran.
Sempre stando ai rumors, Teheran avrebbe comunicato agli intermediari regionali che per un cessate il fuoco gli Stati Uniti dovranno garantire che il Paese non sarà attaccato in futuro né da loro e né da Israele.
Al fine di provare a calmare la crisi di fornitura di petrolio, il Presidente USA si starebbe preparano a invocare il Defense Production Act per far riprendere la produzione petrolifera al largo della costa meridionale della California .
L’IEA ritiene che la guerra in Iran ha ridotto i flussi per lo Stretto di Hormuz del 90%, oltre ad aver interrotto il 7,5% dell’output globale.
In Europa, il responsabile dell’economia UE, Valdis Dombrovskis, ha detto che se il Brent rimanesse intorno ai 100 dollari al barile e le quotazioni del gas restassero sui 75 euro al megawattora, la crescita sarebbe inferiore di 0,4 punti rispetto all’anno scorso, mentre l’inflazione potrebbe superare il 3%.
Portiamo infine il focus sul settore del private credit .
Cliffwater ha limitato i rimborsi del suo veicolo di punta da 33 miliardi di dollari al 7% delle azioni nel 1° trimestre, dopo che gli investitori avevano cercato di ritirare il 14%.
Il North Haven Private Income Fund di Morgan Stanley da 8 miliardi di dollari ha restituito meno della metà delle richieste degli investitori dopo aver limitato i rimborsi al 5% delle azioni.
Il comparto è alle prese con una serie di richieste di rimborso, in un contesto in cui crescono le preoccupazioni sulla qualità dei prestiti, specie a quelli concessi alle società di software.
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