I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
Leggi la news