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USA: indice sentiment UoM ai minimi storici

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USA: a marzo inflazione sale meno delle attese

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Petrolio volatile e mercati in attesa dell'inflazione USA

I mercati azionari asiatici hanno chiuso in rialzo e i futures USA sono avanzati, con il dollaro in guadagno in attesa dei dati sull'inflazione statunitense .
Il petrolio ha avuto una sessione volatile: il WTI è salito di quasi il 4% chiudendo vicino ai 98 dollari al barile, mentre il Brent si è attestato intorno ai 96 dollari, spinto dalla notizia che la capacità produttiva dell'Arabia Saudita è stata ridotta di oltre 500.000 barili al giorno a causa di una serie di attacchi alle infrastrutture energetiche.
Lo Stretto di Hormuz resta il nodo irrisolto della tregua .
Trump ha alzato i toni sui social, avvertendo Teheran di smettere di imporre pedaggi alle petroliere in transito, sottolineando che l'Iran sta facendo un “pessimo lavoro” nel riaprire il canale.
Il nuovo Leader Supremo Mojtaba Khamenei ha ribadito le richieste di risarcimenti per i danni di guerra e dichiarato che Teheran “porterà la gestione dello Stretto a una nuova fase”, senza specificare ulteriormente.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha segnalato nuovi attacchi di droni iraniani e delle milizie proxy giovedì, nonostante la tregua.
Solo tre navi hanno lasciato il Golfo Persico mercoledì, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati compilati da Bloomberg.
Oltre 800 navi cargo restano bloccate in attesa.
Il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione USA a Islamabad sabato per i colloqui diretti con Teheran, affiancato da Kushner e Witkoff.
Israele non avrà un posto al tavolo.
Netanyahu ha aperto trattative dirette con il Libano, ma ha ribadito che gli attacchi a Hezbollah proseguiranno.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi, avvertendo che l'offensiva "rappresenta una minaccia diretta alla sostenibilità del cessate il fuoco".
Bloomberg ricostruisce le fratture che si stanno aprendo nell'asse Trump-Netanyahu .
Il premier israeliano si è opposto con fermezza a ogni ipotesi di diplomazia con Teheran, e le sue forze hanno lanciato il più grande attacco in Libano dall'inizio del conflitto poche ore dopo l'annuncio della tregua.
Secondo persone informate dei fatti, Trump aveva avvisato Netanyahu solo poco prima dell'annuncio che il Libano sarebbe stato incluso nei termini originali dell'accordo.
Sul fronte tecnologico, TSMC ha riportato ricavi del primo trimestre in crescita del 35% a 35,34 miliardi di dollari, leggermente al di sopra delle attese degli analisti ferme a 34,53 miliardi, con le vendite di marzo al +45%.
I dati rassicurano gli investitori preoccupati che la crisi mediorientale potesse frenare la domanda di chip per l'intelligenza artificiale.
I risultati completi saranno comunicati il 16 aprile.
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Petrolio volatile e mercati in attesa dell'inflazione USA

I mercati azionari asiatici hanno chiuso in rialzo e i futures USA sono avanzati, con il dollaro in guadagno in attesa dei dati sull'inflazione statunitense .
Il petrolio ha avuto una sessione volatile: il WTI è salito di quasi il 4% chiudendo vicino ai 98 dollari al barile, mentre il Brent si è attestato intorno ai 96 dollari, spinto dalla notizia che la capacità produttiva dell'Arabia Saudita è stata ridotta di oltre 500.000 barili al giorno a causa di una serie di attacchi alle infrastrutture energetiche.
Lo Stretto di Hormuz resta il nodo irrisolto della tregua .
Trump ha alzato i toni sui social, avvertendo Teheran di smettere di imporre pedaggi alle petroliere in transito, sottolineando che l'Iran sta facendo un “pessimo lavoro” nel riaprire il canale.
Il nuovo Leader Supremo Mojtaba Khamenei ha ribadito le richieste di risarcimenti per i danni di guerra e dichiarato che Teheran “porterà la gestione dello Stretto a una nuova fase”, senza specificare ulteriormente.
Il Ministero degli Esteri del Kuwait ha segnalato nuovi attacchi di droni iraniani e delle milizie proxy giovedì, nonostante la tregua.
Solo tre navi hanno lasciato il Golfo Persico mercoledì, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati compilati da Bloomberg.
Oltre 800 navi cargo restano bloccate in attesa.
Il vicepresidente JD Vance guiderà la delegazione USA a Islamabad sabato per i colloqui diretti con Teheran, affiancato da Kushner e Witkoff.
Israele non avrà un posto al tavolo.
Netanyahu ha aperto trattative dirette con il Libano, ma ha ribadito che gli attacchi a Hezbollah proseguiranno.
Il presidente francese Emmanuel Macron ha condannato gli attacchi, avvertendo che l'offensiva "rappresenta una minaccia diretta alla sostenibilità del cessate il fuoco".
Bloomberg ricostruisce le fratture che si stanno aprendo nell'asse Trump-Netanyahu .
Il premier israeliano si è opposto con fermezza a ogni ipotesi di diplomazia con Teheran, e le sue forze hanno lanciato il più grande attacco in Libano dall'inizio del conflitto poche ore dopo l'annuncio della tregua.
Secondo persone informate dei fatti, Trump aveva avvisato Netanyahu solo poco prima dell'annuncio che il Libano sarebbe stato incluso nei termini originali dell'accordo.
Sul fronte tecnologico, TSMC ha riportato ricavi del primo trimestre in crescita del 35% a 35,34 miliardi di dollari, leggermente al di sopra delle attese degli analisti ferme a 34,53 miliardi, con le vendite di marzo al +45%.
I dati rassicurano gli investitori preoccupati che la crisi mediorientale potesse frenare la domanda di chip per l'intelligenza artificiale.
I risultati completi saranno comunicati il 16 aprile.
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USA: richieste continue ai minimi da 2 anni

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USA: PCE in linea con le attese a febbraio

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Mercati cauti: tregua fragile, Hormuz ancora bloccato

L’euforia sui mercati si sta rapidamente riassorbendo: i futures europei sono contrastati, le Borse asiatiche arretrano e il Brent rimbalza di circa il 2,5% in apertura asiatica, dopo il crollo di oltre il 17% registrato martedì sull’annuncio della tregua tra Washington e Teheran.
A frenare l'ottimismo è la fragilità dell'accordo emersa già nelle prime ore dalla sua entrata in vigore. Washington ha annunciato l’avvio di colloqui diretti con Teheran già nel weekend, guidati dal vicepresidente JD Vance, affiancato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner.
L'annuncio è arrivato mentre lo Stretto di Hormuz rimaneva di fatto chiuso e il conflitto proseguiva su più fronti.
Israele ha lanciato il suo attacco più massiccio in Libano dall'inizio del conflitto, colpendo oltre 100 obiettivi di Hezbollah in dieci minuti, secondo quanto riferisce Bloomberg.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la mossa una violazione dei termini della tregua : “i termini del deal Iran-USA sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere tra il cessate il fuoco o che la guerra continui con Israele.
Non possono avere entrambe le cose”.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf ha aggiunto che le condizioni sul terreno rendono un cessate il fuoco bilaterale “irragionevole ”.
Trump ha risposto che Israele ha accettato di "contenersi un po' in Libano" per sostenere i negoziati, posizione ribadita dallo stesso Vance.
Lo Stretto rimane il nodo centrale dell'intesa .
Oltre 800 navi cargo sono bloccate nel Golfo Persico in attesa di poter uscire: mercoledì solo tre unità hanno lasciato l'area, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati di tracciamento compilati da Bloomberg.
Armatori e gruppi assicurativi hanno avvertito che saranno necessari dettagli più precisi per poter valutare la sicurezza del transito.
Trump ha nel frattempo avanzato l'ipotesi di un sistema di pedaggi congiunti USA-Iran per il transito, salvo vedersi smentire dalla portavoce Karoline Leavitt, che ha precisato come la proposta fosse stata formulata dal presidente ma non ancora accettata come posizione ufficiale.
A complicare il quadro, il gasdotto East-West dell'Arabia Saudita è stato colpito da un drone nonostante la tregua, secondo una persona informata dei fatti citata da Bloomberg.
Sul fronte NATO, Washington ha chiesto agli alleati europei di presentare piani concreti entro pochi giorni per contribuire alla sicurezza del transito nello Stretto.
La richiesta è stata formulata durante l'incontro tra Trump e il Segretario Generale Mark Rutte.
Una coalizione guidata dal Regno Unito e composta da oltre 40 Paesi si era impegnata a contribuire alla riapertura del canale al termine delle ostilità attive, ma la disponibilità degli alleati a muoversi nei tempi richiesti da Washington rimane incerta.
Trump ha attaccato l'Alleanza dopo il colloquio con Rutte, scrivendo sui social: “La NATO non c'era quando avevamo bisogno di loro, e non ci sarà se dovessimo averne bisogno di nuovo”.
In una recente intervista al Daily Telegraph, il presidente ha dichiarato di stare valutando il ritiro degli Stati Uniti dall'organizzazione.
In ambito corporate, Disney starebbe pianificando di tagliare fino a 1.000 posizioni, stando a quanto riporta il Wall Street Journal.
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Mercati cauti: tregua fragile, Hormuz ancora bloccato

L’euforia sui mercati si sta rapidamente riassorbendo: i futures europei sono contrastati, le Borse asiatiche arretrano e il Brent rimbalza di circa il 2,5% in apertura asiatica, dopo il crollo di oltre il 17% registrato martedì sull’annuncio della tregua tra Washington e Teheran.
A frenare l'ottimismo è la fragilità dell'accordo emersa già nelle prime ore dalla sua entrata in vigore. Washington ha annunciato l’avvio di colloqui diretti con Teheran già nel weekend, guidati dal vicepresidente JD Vance, affiancato dall'inviato speciale Steve Witkoff e da Jared Kushner.
L'annuncio è arrivato mentre lo Stretto di Hormuz rimaneva di fatto chiuso e il conflitto proseguiva su più fronti.
Israele ha lanciato il suo attacco più massiccio in Libano dall'inizio del conflitto, colpendo oltre 100 obiettivi di Hezbollah in dieci minuti, secondo quanto riferisce Bloomberg.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha definito la mossa una violazione dei termini della tregua : “i termini del deal Iran-USA sono chiari ed espliciti: gli Stati Uniti devono scegliere tra il cessate il fuoco o che la guerra continui con Israele.
Non possono avere entrambe le cose”.
Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad-Bagher Ghalibaf ha aggiunto che le condizioni sul terreno rendono un cessate il fuoco bilaterale “irragionevole ”.
Trump ha risposto che Israele ha accettato di "contenersi un po' in Libano" per sostenere i negoziati, posizione ribadita dallo stesso Vance.
Lo Stretto rimane il nodo centrale dell'intesa .
Oltre 800 navi cargo sono bloccate nel Golfo Persico in attesa di poter uscire: mercoledì solo tre unità hanno lasciato l'area, a fronte delle 135 che in condizioni normali attraversano il canale ogni giorno, stando ai dati di tracciamento compilati da Bloomberg.
Armatori e gruppi assicurativi hanno avvertito che saranno necessari dettagli più precisi per poter valutare la sicurezza del transito.
Trump ha nel frattempo avanzato l'ipotesi di un sistema di pedaggi congiunti USA-Iran per il transito, salvo vedersi smentire dalla portavoce Karoline Leavitt, che ha precisato come la proposta fosse stata formulata dal presidente ma non ancora accettata come posizione ufficiale.
A complicare il quadro, il gasdotto East-West dell'Arabia Saudita è stato colpito da un drone nonostante la tregua, secondo una persona informata dei fatti citata da Bloomberg.
Sul fronte NATO, Washington ha chiesto agli alleati europei di presentare piani concreti entro pochi giorni per contribuire alla sicurezza del transito nello Stretto.
La richiesta è stata formulata durante l'incontro tra Trump e il Segretario Generale Mark Rutte.
Una coalizione guidata dal Regno Unito e composta da oltre 40 Paesi si era impegnata a contribuire alla riapertura del canale al termine delle ostilità attive, ma la disponibilità degli alleati a muoversi nei tempi richiesti da Washington rimane incerta.
Trump ha attaccato l'Alleanza dopo il colloquio con Rutte, scrivendo sui social: “La NATO non c'era quando avevamo bisogno di loro, e non ci sarà se dovessimo averne bisogno di nuovo”.
In una recente intervista al Daily Telegraph, il presidente ha dichiarato di stare valutando il ritiro degli Stati Uniti dall'organizzazione.
In ambito corporate, Disney starebbe pianificando di tagliare fino a 1.000 posizioni, stando a quanto riporta il Wall Street Journal.
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Verbali dell'ultima riunione della Fed

Dai verbali dell’ultima riunione della Fed emerge come la grande maggioranza dei funzionari ha riconosciuto che i rischi al rialzo sull'inflazione e al ribasso sull'occupazione sono aumentati per effetto degli sviluppi in Medio Oriente , ma all'interno del board si sono delineate due letture distinte sulle implicazioni per il costo del denaro.
Da un lato, la maggioranza teme che una guerra prolungata possa danneggiare il mercato del lavoro e rendere opportuno un allentamento monetario; dall'altro, una fazione sempre più ampia ha spinto per inserire nel comunicato post-riunione un riferimento esplicito alla possibilità di rialzare i tassi qualora l'inflazione si mantenesse al di sopra dell'obiettivo .
Tra le preoccupazioni principali figura la possibilità che, con le pressioni sui prezzi già al di sopra del target da cinque anni, le aspettative a lungo termine possano diventare più sensibili agli aumenti dell’energia.
Sul fronte del lavoro, molti partecipanti hanno segnalato che, in un contesto di creazione netta di posti di impiego già contenuta, il mercato occupazionale appare vulnerabile a shock avversi.
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Verbali dell'ultima riunione della Fed

Dai verbali dell’ultima riunione della Fed emerge come la grande maggioranza dei funzionari ha riconosciuto che i rischi al rialzo sull'inflazione e al ribasso sull'occupazione sono aumentati per effetto degli sviluppi in Medio Oriente , ma all'interno del board si sono delineate due letture distinte sulle implicazioni per il costo del denaro.
Da un lato, la maggioranza teme che una guerra prolungata possa danneggiare il mercato del lavoro e rendere opportuno un allentamento monetario; dall'altro, una fazione sempre più ampia ha spinto per inserire nel comunicato post-riunione un riferimento esplicito alla possibilità di rialzare i tassi qualora l'inflazione si mantenesse al di sopra dell'obiettivo .
Tra le preoccupazioni principali figura la possibilità che, con le pressioni sui prezzi già al di sopra del target da cinque anni, le aspettative a lungo termine possano diventare più sensibili agli aumenti dell’energia.
Sul fronte del lavoro, molti partecipanti hanno segnalato che, in un contesto di creazione netta di posti di impiego già contenuta, il mercato occupazionale appare vulnerabile a shock avversi.
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Iran: pedaggi in criptovalute per attraversare lo Stretto

Durante le prime ore successive all'annuncio della tregua, l'attenzione si è concentrata sulle condizioni concrete poste da Teheran per il transito attraverso lo Stretto.
Stando a quanto riporta il Financial Times, l'Iran intende imporre pedaggi in criptovaluta alle petroliere che vorranno attraversare il canale : Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di prodotti petroliferi, ha dichiarato al quotidiano britannico che ogni nave dovrà inviare via e-mail alle autorità iraniane i dettagli del carico, ricevere l'indicazione del pedaggio (1 dollaro per barile di petrolio trasportato, con esenzione per le navi in zavorra) e versare il corrispettivo in bitcoin nel giro di pochi secondi, “per evitare che i pagamenti possano essere tracciati o sequestrati a causa delle sanzioni”.
Hosseini ha aggiunto che Teheran “non è di fretta” nell'espletare le verifiche su ciascun vascello, sollevando dubbi concreti sulla fluidità del traffico: secondo Martin Kelly di EOS Risk, la capacità di transito sarebbe scesa a 10-15 navi al giorno, contro le 135 operative prima del conflitto, rendendo di fatto impossibile smaltire l'arretrato in due settimane.
Nelle ore successive, le navi nel Golfo hanno ricevuto una trasmissione radio che avvertiva: “se qualsiasi vascello tenterà il transito senza autorizzazione, sarà distrutto”.
Maersk, seconda compagnia di navigazione al mondo, ha dichiarato di star lavorando con urgenza per chiarire i termini, pur confermando un approccio cauto e nessuna modifica ai servizi in corso.
La prospettiva di un controllo iraniano permanente sullo Stretto appare inaccettabile per i Paesi del Golfo.
Secondo i dati di Kpler, circa 175 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati sono attualmente a bordo di 187 petroliere ancorate nel Golfo, in attesa di conoscere le sorti dello Stretto.
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Iran: pedaggi in criptovalute per attraversare lo Stretto

Durante le prime ore successive all'annuncio della tregua, l'attenzione si è concentrata sulle condizioni concrete poste da Teheran per il transito attraverso lo Stretto.
Stando a quanto riporta il Financial Times, l'Iran intende imporre pedaggi in criptovaluta alle petroliere che vorranno attraversare il canale : Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di prodotti petroliferi, ha dichiarato al quotidiano britannico che ogni nave dovrà inviare via e-mail alle autorità iraniane i dettagli del carico, ricevere l'indicazione del pedaggio (1 dollaro per barile di petrolio trasportato, con esenzione per le navi in zavorra) e versare il corrispettivo in bitcoin nel giro di pochi secondi, “per evitare che i pagamenti possano essere tracciati o sequestrati a causa delle sanzioni”.
Hosseini ha aggiunto che Teheran “non è di fretta” nell'espletare le verifiche su ciascun vascello, sollevando dubbi concreti sulla fluidità del traffico: secondo Martin Kelly di EOS Risk, la capacità di transito sarebbe scesa a 10-15 navi al giorno, contro le 135 operative prima del conflitto, rendendo di fatto impossibile smaltire l'arretrato in due settimane.
Nelle ore successive, le navi nel Golfo hanno ricevuto una trasmissione radio che avvertiva: “se qualsiasi vascello tenterà il transito senza autorizzazione, sarà distrutto”.
Maersk, seconda compagnia di navigazione al mondo, ha dichiarato di star lavorando con urgenza per chiarire i termini, pur confermando un approccio cauto e nessuna modifica ai servizi in corso.
La prospettiva di un controllo iraniano permanente sullo Stretto appare inaccettabile per i Paesi del Golfo.
Secondo i dati di Kpler, circa 175 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati sono attualmente a bordo di 187 petroliere ancorate nel Golfo, in attesa di conoscere le sorti dello Stretto.
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Trimestrale Delta Air Lines

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Iran, tregua di due settimane: mercati in rally, petrolio giù

I mercati globali hanno accolto con forti rialzi la tregua di due settimane annunciata da Washington per quanto riguarda la guerra in Iran , dopo settimane di tensioni crescenti.
I future sugli indici azionari europei sono balzati del 5%, quelli di Wall Street di oltre il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato il 4,1%, tornando ai massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio ha subito l’escursione più violenta: il Brent, che prima dell'annuncio aveva raggiunto il massimo storico di 144,42 dollari al barile, è crollato fino al 16%, scivolando a 91,70 dollari.
È la flessione più brusca in quasi sei anni, stando a quanto riporta Bloomberg.
Il catalizzatore è l’intesa trovata martedì sera tra Stati Uniti e Iran, circa novanta minuti prima della scadenza imposta da Trump, dopo settimane di tensioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente USA ha annunciato la sospensione dei bombardamenti per due settimane, a condizione che Teheran garantisca la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il transito sicuro attraverso il canale sarà possibile, ma con coordinamento con le Forze Armate di Teheran: una clausola che secondo Mona Yacoubian, senior adviser del programma Medio Oriente del Center for Strategic and International Studies, rappresenterebbe una “enorme concessione” agli iraniani .
Israele ha aderito alla tregua, secondo quanto riferisce un funzionario della Casa Bianca, sebbene il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia precisato che l'accordo non si estende al Libano, dove Tel Aviv conduce operazioni parallele contro Hezbollah.
Sul piano diplomatico, il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione: il primo ministro Shehbaz Sharif aveva esortato Washington a ritirare le proprie minacce prima della scadenza.
Trump ha poi dichiarato ad AFP di ritenere che la Cina abbia contribuito a spingere Teheran al tavolo delle trattative e che le scorte di uranio iraniano saranno “perfettamente gestite”, senza tuttavia specificare come.
La tregua lascia però irrisolte le questioni fondamentali.
Teheran non ha assunto impegni pubblici sul programma nucleare, sull'arsenale missilistico né sulla riduzione delle sanzioni, tutte rivendicazioni inserite nella proposta in dieci punti presentata dall'Iran, che include anche il ritiro delle forze americane dalla regione e lo scongelamento degli asset iraniani.
Dal punto di vista energetico, gli analisti avvertono che la pausa nei combattimenti è destinata a riportare il Brent intorno ai 100 dollari al barile, consolidatosi come nuovo livello di equilibrio durante il conflitto .
Lo Stretto resta il nodo centrale : secondo l'Associated Press, la proposta includerebbe anche l'introduzione di pedaggi per il transito delle petroliere, con i proventi destinati alla ricostruzione iraniana.
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Iran, tregua di due settimane: mercati in rally, petrolio giù

I mercati globali hanno accolto con forti rialzi la tregua di due settimane annunciata da Washington per quanto riguarda la guerra in Iran , dopo settimane di tensioni crescenti.
I future sugli indici azionari europei sono balzati del 5%, quelli di Wall Street di oltre il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato il 4,1%, tornando ai massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio ha subito l’escursione più violenta: il Brent, che prima dell'annuncio aveva raggiunto il massimo storico di 144,42 dollari al barile, è crollato fino al 16%, scivolando a 91,70 dollari.
È la flessione più brusca in quasi sei anni, stando a quanto riporta Bloomberg.
Il catalizzatore è l’intesa trovata martedì sera tra Stati Uniti e Iran, circa novanta minuti prima della scadenza imposta da Trump, dopo settimane di tensioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente USA ha annunciato la sospensione dei bombardamenti per due settimane, a condizione che Teheran garantisca la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il transito sicuro attraverso il canale sarà possibile, ma con coordinamento con le Forze Armate di Teheran: una clausola che secondo Mona Yacoubian, senior adviser del programma Medio Oriente del Center for Strategic and International Studies, rappresenterebbe una “enorme concessione” agli iraniani .
Israele ha aderito alla tregua, secondo quanto riferisce un funzionario della Casa Bianca, sebbene il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia precisato che l'accordo non si estende al Libano, dove Tel Aviv conduce operazioni parallele contro Hezbollah.
Sul piano diplomatico, il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione: il primo ministro Shehbaz Sharif aveva esortato Washington a ritirare le proprie minacce prima della scadenza.
Trump ha poi dichiarato ad AFP di ritenere che la Cina abbia contribuito a spingere Teheran al tavolo delle trattative e che le scorte di uranio iraniano saranno “perfettamente gestite”, senza tuttavia specificare come.
La tregua lascia però irrisolte le questioni fondamentali.
Teheran non ha assunto impegni pubblici sul programma nucleare, sull'arsenale missilistico né sulla riduzione delle sanzioni, tutte rivendicazioni inserite nella proposta in dieci punti presentata dall'Iran, che include anche il ritiro delle forze americane dalla regione e lo scongelamento degli asset iraniani.
Dal punto di vista energetico, gli analisti avvertono che la pausa nei combattimenti è destinata a riportare il Brent intorno ai 100 dollari al barile, consolidatosi come nuovo livello di equilibrio durante il conflitto .
Lo Stretto resta il nodo centrale : secondo l'Associated Press, la proposta includerebbe anche l'introduzione di pedaggi per il transito delle petroliere, con i proventi destinati alla ricostruzione iraniana.
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Williams (Fed): inflazione core dovrebbe restare stabile

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che le sue previsioni sull’inflazione core sono invariate a dispetto delle attese di aumento del dato headline per l’incremento dei prezzi dell’energia.
In particolare, le previsioni sono per una crescita di uno o due decimi di punto.
Williams ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026, portandole dal 2,5% al 2%.
L’esponente del board della Federal Reserve ritiene che la politica monetaria è ben posizionata.
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Williams (Fed): inflazione core dovrebbe restare stabile

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che le sue previsioni sull’inflazione core sono invariate a dispetto delle attese di aumento del dato headline per l’incremento dei prezzi dell’energia.
In particolare, le previsioni sono per una crescita di uno o due decimi di punto.
Williams ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026, portandole dal 2,5% al 2%.
L’esponente del board della Federal Reserve ritiene che la politica monetaria è ben posizionata.
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Wunsch (BCE): se la guerra prosegue, necessari aumenti dei tassi

Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale belga, ha detto che la BCE potrebbe essere costretta a dover aumentare i tassi più volte se la guerra in Iran dovesse continuare.
Per aprile, la posizione sarà invece aperta per entrambe le direzioni.
Se ci dovesse essere, un incremento potrebbe essere deciso a giugno, senza escludere a priori questo mese.
Intanto Dimitar Radev, Presidente della Banca centrale della Bulgaria, ha detto che l’impatto della guerra potrebbe essere peggiore di quanto l’Eurotower ha descritot nello scenario più probabile.
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Wunsch (BCE): se la guerra prosegue, necessari aumenti dei tassi

Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale belga, ha detto che la BCE potrebbe essere costretta a dover aumentare i tassi più volte se la guerra in Iran dovesse continuare.
Per aprile, la posizione sarà invece aperta per entrambe le direzioni.
Se ci dovesse essere, un incremento potrebbe essere deciso a giugno, senza escludere a priori questo mese.
Intanto Dimitar Radev, Presidente della Banca centrale della Bulgaria, ha detto che l’impatto della guerra potrebbe essere peggiore di quanto l’Eurotower ha descritot nello scenario più probabile.
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Mercati cauti in vista della scadenza di Trump sull’Iran

Il Brent si trova sopra i 111 dollari al barile e i futures sull'S&P 500 sono in calo dello 0,5%, mentre l'attenzione è interamente concentrata sulla scadenza delle 20:00 ora di Washington fissata da Trump per un accordo con l'Iran .
Lunedì il Presidente ha tenuto una conferenza stampa in cui ha mescolato toni distensivi e minacce esplicite: i colloqui procedono "molto bene" e JD Vance è coinvolto nelle trattative insieme all'inviato speciale Steve Witkoff, ma in assenza di un'intesa entro il termine il Pentagono potrebbe distruggere ponti e centrali elettriche .
Interrogato sull'eventualità che tali attacchi a infrastrutture civili costituiscano un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, Trump ha risposto di non esserne "per niente preoccupato".
Sul fronte negoziale, l'Iran ha respinto lunedì la proposta di cessate il fuoco trasmessa tramite il Pakistan , chiedendo invece la fine permanente della guerra, la ricostruzione del Paese, la revoca delle sanzioni e protocolli per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha inoltre ribadito che le operazioni nel corridoio marittimo riprenderanno soltanto a fronte di un risarcimento per i danni di guerra, e ha avvertito che eventuali attacchi ai civili scateneranno ritorsioni sulle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo, con il rischio di amplificare ulteriormente lo shock di offerta globale.
Stando ad Axios, Pakistan, Egitto e Turchia starebbero premendo per un cessate il fuoco temporaneo di 45 giorni che scongiuri le minacce USA.
Le dichiarazioni di Trump hanno riaperto anche un fronte di contraddizioni interne all'Amministrazione: il Segretario alla Difesa Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllano i cieli iraniani, mentre Trump e il Capo di Stato Maggiore Dan Caine hanno ammesso che velivoli USA coinvolti nell’operazione di soccorso del fine settimana sono stati colpiti dal fuoco nemico e che il jet dei due piloti recuperati è stato abbattuto da un missile.
Sul piano dei mercati, il WTI è salito del 2,2% a quasi 115 dollari al barile e il Brent ha guadagnato l'1,2% sopra i 111 dollari.
I rendimenti del Treasury decennale sono avanzati di due punti base al 4,35%, il dollaro è rimasto sostanzialmente invariato e l'oro ha ceduto lo 0,3% a 4.638 dollari l'oncia.
Per quanto concerne i dati macro, l'indice ISM dei servizi di marzo è risultato sotto le attese , con l'occupazione del settore in calo al livello più marcato dal 2023 e i prezzi degli input in accelerazione.
Questa settimana i mercati attendono le letture chiave sull'inflazione.
Lato corporate, il fondo di private credit di Goldman Sachs ha registrato richieste di rimborso vicine al 5% del patrimonio nel primo trimestre , sfiorando la soglia che avrebbe imposto limitazioni ai riscatti in linea con quanto già avvenuto presso i principali concorrenti.
Neurocrine Biosciences ha annunciato l'acquisizione di Soleno Therapeutics per 2,9 miliardi di dollari per ottenere l'accesso a un farmaco per una rara sindrome caratterizzata da iperfagia compulsiva.
Madison Air Solutions punta a raccogliere fino a 2,23 miliardi di dollari nella propria IPO, che sarebbe la più grande quotazione di un'azienda industriale americana negli ultimi trent'anni.
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Mercati cauti in vista della scadenza di Trump sull’Iran

Il Brent si trova sopra i 111 dollari al barile e i futures sull'S&P 500 sono in calo dello 0,5%, mentre l'attenzione è interamente concentrata sulla scadenza delle 20:00 ora di Washington fissata da Trump per un accordo con l'Iran .
Lunedì il Presidente ha tenuto una conferenza stampa in cui ha mescolato toni distensivi e minacce esplicite: i colloqui procedono "molto bene" e JD Vance è coinvolto nelle trattative insieme all'inviato speciale Steve Witkoff, ma in assenza di un'intesa entro il termine il Pentagono potrebbe distruggere ponti e centrali elettriche .
Interrogato sull'eventualità che tali attacchi a infrastrutture civili costituiscano un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, Trump ha risposto di non esserne "per niente preoccupato".
Sul fronte negoziale, l'Iran ha respinto lunedì la proposta di cessate il fuoco trasmessa tramite il Pakistan , chiedendo invece la fine permanente della guerra, la ricostruzione del Paese, la revoca delle sanzioni e protocolli per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha inoltre ribadito che le operazioni nel corridoio marittimo riprenderanno soltanto a fronte di un risarcimento per i danni di guerra, e ha avvertito che eventuali attacchi ai civili scateneranno ritorsioni sulle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo, con il rischio di amplificare ulteriormente lo shock di offerta globale.
Stando ad Axios, Pakistan, Egitto e Turchia starebbero premendo per un cessate il fuoco temporaneo di 45 giorni che scongiuri le minacce USA.
Le dichiarazioni di Trump hanno riaperto anche un fronte di contraddizioni interne all'Amministrazione: il Segretario alla Difesa Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllano i cieli iraniani, mentre Trump e il Capo di Stato Maggiore Dan Caine hanno ammesso che velivoli USA coinvolti nell’operazione di soccorso del fine settimana sono stati colpiti dal fuoco nemico e che il jet dei due piloti recuperati è stato abbattuto da un missile.
Sul piano dei mercati, il WTI è salito del 2,2% a quasi 115 dollari al barile e il Brent ha guadagnato l'1,2% sopra i 111 dollari.
I rendimenti del Treasury decennale sono avanzati di due punti base al 4,35%, il dollaro è rimasto sostanzialmente invariato e l'oro ha ceduto lo 0,3% a 4.638 dollari l'oncia.
Per quanto concerne i dati macro, l'indice ISM dei servizi di marzo è risultato sotto le attese , con l'occupazione del settore in calo al livello più marcato dal 2023 e i prezzi degli input in accelerazione.
Questa settimana i mercati attendono le letture chiave sull'inflazione.
Lato corporate, il fondo di private credit di Goldman Sachs ha registrato richieste di rimborso vicine al 5% del patrimonio nel primo trimestre , sfiorando la soglia che avrebbe imposto limitazioni ai riscatti in linea con quanto già avvenuto presso i principali concorrenti.
Neurocrine Biosciences ha annunciato l'acquisizione di Soleno Therapeutics per 2,9 miliardi di dollari per ottenere l'accesso a un farmaco per una rara sindrome caratterizzata da iperfagia compulsiva.
Madison Air Solutions punta a raccogliere fino a 2,23 miliardi di dollari nella propria IPO, che sarebbe la più grande quotazione di un'azienda industriale americana negli ultimi trent'anni.
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USA: NFP oltre le attese a marzo

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USA: NFP oltre le attese a marzo

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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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