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Ultime notizie

Logan (Fed): guerra in Iran complica il lavoro della Banca centrale

Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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Logan (Fed): guerra in Iran complica il lavoro della Banca centrale

Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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USA: richieste di sussidi verso i minimi a 2 anni

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Dichiarazioni Panetta e Simkus (BCE) su guerra in Iran e politica monetaria

Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Dichiarazioni Panetta e Simkus (BCE) su guerra in Iran e politica monetaria

Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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USA: ISM manifatturiero supera le attese a marzo

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USA: occupazione ADP sopra le stime a marzo

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USA: vendite al dettaglio sopra le attese

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Trimestrale Beyond Meat

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I mercati puntano alla fine del conflitto in Iran

Continua il rialzo dei mercati azionari, spinto dalle dichiarazioni di Trump che prevede la conclusione delle operazioni militari in Iran "entro due, forse tre settimane", suggerendo che gli Stati Uniti abbiano largamente raggiunto i propri obiettivi militari e lasciando alle altre nazioni la questione dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente ha precisato che un accordo con Teheran sarebbe possibile ma non necessario per porre fine al conflitto , rivendicando il risultato sulla proliferazione nucleare: "Non avranno armi nucleari, e quell'obiettivo è stato raggiunto".
La Casa Bianca ha nel frattempo annunciato che Trump parlerà alla Nazione mercoledì sera (orario di Washington) per fornire "un aggiornamento importante sull'Iran".
Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, segnalando un repricing dello scenario geopolitico più che un miglioramento delle condizioni fisiche del mercato.
Sul fronte diplomatico, gli Emirati Arabi Uniti starebbero premendo per la costituzione di una coalizione militare che cerchi di riaprire lo Stretto con la forza , stando a quanto riferisce il Wall Street Journal.
Abu Dhabi è al momento l'unico componente del Golfo ad aver dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a partecipare a una forza navale congiunta o a fornire scorte.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Fox News che l'amministrazione "vede il traguardo" in Iran, pur precisando che gli obiettivi non saranno raggiunti nell'arco di pochi giorni.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera, ha confermato contatti diretti con l'inviato speciale Steve Witkoff, ma ha aggiunto che ciò "non significa che siamo in trattativa", ribadendo una sfiducia totale nei confronti di Washington .
Bloomberg Economics ha avvertito che lo shock petrolifero difficilmente si attenuerà rapidamente , dato che lo Stretto è ancora effettivamente chiuso.
Dall'inizio del conflitto il Brent ha guadagnato circa il 60% e la benzina alla pompa negli Stati Uniti ha superato per la prima volta dal 2022 i 4 dollari al gallone.
Sul fronte corporate, OpenAI ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia della Silicon Valley , raccogliendo 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi.
I principali sottoscrittori sono Amazon, con un impegno da 50 miliardi (di cui 35 condizionati alla quotazione in Borsa o al raggiungimento della soglia di AGI), Nvidia e SoftBank, ciascuna per 30 miliardi.
La società ha dichiarato di generare attualmente 2 miliardi di dollari di ricavi mensili , con le vendite enterprise al 40% del totale e un obiettivo del 50% entro fine anno.
OpenAI ha inoltre annunciato il lancio di un'applicazione desktop integrata che riunirà chatbot, strumento di coding e browser, e ha già avviato un programma pubblicitario su ChatGPT che in sei settimane ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati.
La CFO Sarah Friar ha definito il round "al di là di qualsiasi IPO mai realizzata".
Nike ha invece deluso le aspettative , cedendo oltre il 9% in after-hours dopo aver comunicato agli investitori un calo atteso dei ricavi del 2-4% nel trimestre in corso e una flessione a una cifra bassa per il resto dell'anno: le stime di consenso Bloomberg indicavano una crescita del 2%.
Il CEO Elliott Hill ha citato le pressioni del conflitto in Iran, le scorte elevate in Europa e Medio Oriente, il calo a doppia cifra dello sportswear e una debolezza persistente in Cina, dove le vendite sono attese in flessione di circa il 20% nel trimestre.
Tra le poche note positive, il Nord America mostra segnali di tenuta e i libri ordini per l'estate sono solidi.
Infine, stando a quanto riporta Bloomberg, Microsoft sarebbe in trattative con Chevron e Engine No.
1 per la realizzazione di un impianto a gas naturale da 7 miliardi di dollari in Texas occidentale, nell'ambito della corsa all'energia per alimentare i data center legati all'AI.
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I mercati puntano alla fine del conflitto in Iran

Continua il rialzo dei mercati azionari, spinto dalle dichiarazioni di Trump che prevede la conclusione delle operazioni militari in Iran "entro due, forse tre settimane", suggerendo che gli Stati Uniti abbiano largamente raggiunto i propri obiettivi militari e lasciando alle altre nazioni la questione dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente ha precisato che un accordo con Teheran sarebbe possibile ma non necessario per porre fine al conflitto , rivendicando il risultato sulla proliferazione nucleare: "Non avranno armi nucleari, e quell'obiettivo è stato raggiunto".
La Casa Bianca ha nel frattempo annunciato che Trump parlerà alla Nazione mercoledì sera (orario di Washington) per fornire "un aggiornamento importante sull'Iran".
Il Brent è sceso sotto i 100 dollari al barile, segnalando un repricing dello scenario geopolitico più che un miglioramento delle condizioni fisiche del mercato.
Sul fronte diplomatico, gli Emirati Arabi Uniti starebbero premendo per la costituzione di una coalizione militare che cerchi di riaprire lo Stretto con la forza , stando a quanto riferisce il Wall Street Journal.
Abu Dhabi è al momento l'unico componente del Golfo ad aver dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a partecipare a una forza navale congiunta o a fornire scorte.
Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato a Fox News che l'amministrazione "vede il traguardo" in Iran, pur precisando che gli obiettivi non saranno raggiunti nell'arco di pochi giorni.
Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, in un'intervista ad Al Jazeera, ha confermato contatti diretti con l'inviato speciale Steve Witkoff, ma ha aggiunto che ciò "non significa che siamo in trattativa", ribadendo una sfiducia totale nei confronti di Washington .
Bloomberg Economics ha avvertito che lo shock petrolifero difficilmente si attenuerà rapidamente , dato che lo Stretto è ancora effettivamente chiuso.
Dall'inizio del conflitto il Brent ha guadagnato circa il 60% e la benzina alla pompa negli Stati Uniti ha superato per la prima volta dal 2022 i 4 dollari al gallone.
Sul fronte corporate, OpenAI ha chiuso il più grande round di finanziamento della storia della Silicon Valley , raccogliendo 122 miliardi di dollari a una valutazione di 852 miliardi.
I principali sottoscrittori sono Amazon, con un impegno da 50 miliardi (di cui 35 condizionati alla quotazione in Borsa o al raggiungimento della soglia di AGI), Nvidia e SoftBank, ciascuna per 30 miliardi.
La società ha dichiarato di generare attualmente 2 miliardi di dollari di ricavi mensili , con le vendite enterprise al 40% del totale e un obiettivo del 50% entro fine anno.
OpenAI ha inoltre annunciato il lancio di un'applicazione desktop integrata che riunirà chatbot, strumento di coding e browser, e ha già avviato un programma pubblicitario su ChatGPT che in sei settimane ha raggiunto 100 milioni di dollari di ricavi annualizzati.
La CFO Sarah Friar ha definito il round "al di là di qualsiasi IPO mai realizzata".
Nike ha invece deluso le aspettative , cedendo oltre il 9% in after-hours dopo aver comunicato agli investitori un calo atteso dei ricavi del 2-4% nel trimestre in corso e una flessione a una cifra bassa per il resto dell'anno: le stime di consenso Bloomberg indicavano una crescita del 2%.
Il CEO Elliott Hill ha citato le pressioni del conflitto in Iran, le scorte elevate in Europa e Medio Oriente, il calo a doppia cifra dello sportswear e una debolezza persistente in Cina, dove le vendite sono attese in flessione di circa il 20% nel trimestre.
Tra le poche note positive, il Nord America mostra segnali di tenuta e i libri ordini per l'estate sono solidi.
Infine, stando a quanto riporta Bloomberg, Microsoft sarebbe in trattative con Chevron e Engine No.
1 per la realizzazione di un impianto a gas naturale da 7 miliardi di dollari in Texas occidentale, nell'ambito della corsa all'energia per alimentare i data center legati all'AI.
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USA: aperture di lavori JOLTS sotto le attese

A febbraio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,882 milioni , sotto le attese Bloomberg a 6,89 milioni di unità e le precedenti 7,24 milioni (rivisto da 6,946 milioni).
Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,1%, minimi da aprile 2020.
Il rallentamento di assunzioni e offerte di lavoro indica una certa cautela da parte dei datori di lavoro.
Bloomberg nota che in prospettiva la situazione non è così rosea: l’aumento dei prezzi del petrolio rischia di aumentare i costi operativi per le aziende, mettendo in ulteriore difficoltà le assunzioni.
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USA: aperture di lavori JOLTS sotto le attese

A febbraio, le aperture di lavori JOLTS sono state 6,882 milioni , sotto le attese Bloomberg a 6,89 milioni di unità e le precedenti 7,24 milioni (rivisto da 6,946 milioni).
Il tasso di assunzione è sceso dal 3,4% al 3,1%, minimi da aprile 2020.
Il rallentamento di assunzioni e offerte di lavoro indica una certa cautela da parte dei datori di lavoro.
Bloomberg nota che in prospettiva la situazione non è così rosea: l’aumento dei prezzi del petrolio rischia di aumentare i costi operativi per le aziende, mettendo in ulteriore difficoltà le assunzioni.
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USA: fiducia dei consumatori sopra le attese a marzo

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Eurozona: inflazione sotto le attese a marzo

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Williams (Fed): privilegiare l'attesa sulla politica monetaria

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che la politica monetaria è ben posizionata per far fronte agli effetti negativi della guerra in Medio Oriente .
Per ora, la mossa migliore che può fare la Banca centrale è quella di aspettare per vedere gli effetti su economia e inflazione.
L’incertezza sul percorso dei prezzi è comunque elevata .
Il dato headline dovrebbe salire al nei prossimi mesi trainato dalla componente energetica.
Se però la guerra si fermasse, allora questa dinamica dovrebbe invertirsi parzialmente nel corso dell’anno.
La rilevazione dovrebbe arrivare al 2,75% a fine 2026.
Williams ritiene che la crescita economica sarà del 2,5% nel corso dell’anno grazie al sostegno della politica fiscale, agli investimenti in IA e alle condizioni finanziarie favorevoli.
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Williams (Fed): privilegiare l'attesa sulla politica monetaria

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che la politica monetaria è ben posizionata per far fronte agli effetti negativi della guerra in Medio Oriente .
Per ora, la mossa migliore che può fare la Banca centrale è quella di aspettare per vedere gli effetti su economia e inflazione.
L’incertezza sul percorso dei prezzi è comunque elevata .
Il dato headline dovrebbe salire al nei prossimi mesi trainato dalla componente energetica.
Se però la guerra si fermasse, allora questa dinamica dovrebbe invertirsi parzialmente nel corso dell’anno.
La rilevazione dovrebbe arrivare al 2,75% a fine 2026.
Williams ritiene che la crescita economica sarà del 2,5% nel corso dell’anno grazie al sostegno della politica fiscale, agli investimenti in IA e alle condizioni finanziarie favorevoli.
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Guerra Iran: possibile stop senza riapertura di Hormuz

La giornata si è aperta all’insegna della positività per i mercati azionari.
Il Wall Street Journal riferisce che Trump avrebbe comunicato ai suoi collaboratori di essere disposto a concludere le operazioni militari contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in larga parte chiuso.
Secondo i funzionari dell'amministrazione, il Presidente ha valutato che forzare la riapertura del passaggio richiederebbe un'estensione della missione oltre la finestra temporale di 4-6 settimane che si è dato.
La strategia sarebbe quella di raggiungere gli obiettivi primari (riduzione della capacità navale e missilistica iraniana) e poi affidare la gestione dello Stretto alla diplomazia o a un'eventuale coalizione di alleati.
Questa impostazione implica che una piena normalizzazione dei flussi energetici non è una priorità immediata , aumentando il rischio che il premio geopolitico sul petrolio resti elevato Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato lunedì che la campagna militare si concluderà entro settimane, dopodiché "spetterà all'Iran o a una coalizione di Nazioni decidere".
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha invece ipotizzato un sistema di scorte navali USA o di più Paesi per garantire la libertà di navigazione.
Nel frattempo, il prezzo del WTI ha chiuso per la prima volta sopra 100 dollari al barile dal 2022.
L'escalation nel Golfo Persico ha raggiunto un nuovo livello critico con l'attacco iraniano a una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai .
La Al-Salmi è stata colpita da un drone iraniano nell'area di ancoraggio a 31 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, riportando danni allo scafo e un incendio a bordo successivamente domato.
Stando a quanto comunicato dalla Kuwait Petroleum Corp, l'attacco è avvenuto poco dopo la mezzanotte ora locale e potrebbe aver causato uno sversamento di petrolio nelle acque circostanti.
Il rischio di un'ulteriore spirale è amplificato dalla pressione che Teheran starebbe esercitando sugli Houthi yemeniti affinché si preparino a una nuova campagna contro le spedizioni nel Mar Rosso.
Secondo funzionari europei citati da Bloomberg, la scelta degli Houthi dipenderà dall'evoluzione della guerra e dalle divisioni interne alla leadership del gruppo.
L'eventuale riapertura di un secondo fronte marittimo avrebbe conseguenze pesanti per i mercati energetici: Bloomberg Economics stima che il Brent potrebbe spingersi verso 140 dollari al barile, mentre Fereidun Fesharaki di FGE NexantECA ha avvertito che i prezzi potrebbero raggiungere 150-200 dollari con perdite sempre più ampie di settimana in settimana.
Per ora, l'Arabia Saudita ha incrementato le esportazioni di greggio dal porto di Yanbu sul Mar Rosso per aggirare la chiusura di Hormuz, ma quella rotta dipende a sua volta dal passaggio attraverso il Bab el-Mandeb.
Sul fronte corporate, Unilever è in trattative avanzate con McCormick & Company per la cessione del proprio ramo alimentare.
Stando a quanto riportato da Bloomberg, l'operazione prevederebbe un componente cash iniziale di 15,7 miliardi di dollari e il trasferimento della maggioranza del corrispettivo in azioni McCormick, con gli azionisti di Unilever destinati a detenere il 65% della società combinata.
La struttura sarebbe quella di un Reverse Morris Trust, che consente di separare un'attività in modo fiscalmente efficiente fondendola con un'altra società e il perimetro escluderebbe alcune attività come il business indiano.
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Guerra Iran: possibile stop senza riapertura di Hormuz

La giornata si è aperta all’insegna della positività per i mercati azionari.
Il Wall Street Journal riferisce che Trump avrebbe comunicato ai suoi collaboratori di essere disposto a concludere le operazioni militari contro l'Iran anche se lo Stretto di Hormuz dovesse rimanere in larga parte chiuso.
Secondo i funzionari dell'amministrazione, il Presidente ha valutato che forzare la riapertura del passaggio richiederebbe un'estensione della missione oltre la finestra temporale di 4-6 settimane che si è dato.
La strategia sarebbe quella di raggiungere gli obiettivi primari (riduzione della capacità navale e missilistica iraniana) e poi affidare la gestione dello Stretto alla diplomazia o a un'eventuale coalizione di alleati.
Questa impostazione implica che una piena normalizzazione dei flussi energetici non è una priorità immediata , aumentando il rischio che il premio geopolitico sul petrolio resti elevato Il Segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato lunedì che la campagna militare si concluderà entro settimane, dopodiché "spetterà all'Iran o a una coalizione di Nazioni decidere".
Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha invece ipotizzato un sistema di scorte navali USA o di più Paesi per garantire la libertà di navigazione.
Nel frattempo, il prezzo del WTI ha chiuso per la prima volta sopra 100 dollari al barile dal 2022.
L'escalation nel Golfo Persico ha raggiunto un nuovo livello critico con l'attacco iraniano a una petroliera kuwaitiana nel porto di Dubai .
La Al-Salmi è stata colpita da un drone iraniano nell'area di ancoraggio a 31 miglia nautiche a nord-ovest di Dubai, riportando danni allo scafo e un incendio a bordo successivamente domato.
Stando a quanto comunicato dalla Kuwait Petroleum Corp, l'attacco è avvenuto poco dopo la mezzanotte ora locale e potrebbe aver causato uno sversamento di petrolio nelle acque circostanti.
Il rischio di un'ulteriore spirale è amplificato dalla pressione che Teheran starebbe esercitando sugli Houthi yemeniti affinché si preparino a una nuova campagna contro le spedizioni nel Mar Rosso.
Secondo funzionari europei citati da Bloomberg, la scelta degli Houthi dipenderà dall'evoluzione della guerra e dalle divisioni interne alla leadership del gruppo.
L'eventuale riapertura di un secondo fronte marittimo avrebbe conseguenze pesanti per i mercati energetici: Bloomberg Economics stima che il Brent potrebbe spingersi verso 140 dollari al barile, mentre Fereidun Fesharaki di FGE NexantECA ha avvertito che i prezzi potrebbero raggiungere 150-200 dollari con perdite sempre più ampie di settimana in settimana.
Per ora, l'Arabia Saudita ha incrementato le esportazioni di greggio dal porto di Yanbu sul Mar Rosso per aggirare la chiusura di Hormuz, ma quella rotta dipende a sua volta dal passaggio attraverso il Bab el-Mandeb.
Sul fronte corporate, Unilever è in trattative avanzate con McCormick & Company per la cessione del proprio ramo alimentare.
Stando a quanto riportato da Bloomberg, l'operazione prevederebbe un componente cash iniziale di 15,7 miliardi di dollari e il trasferimento della maggioranza del corrispettivo in azioni McCormick, con gli azionisti di Unilever destinati a detenere il 65% della società combinata.
La struttura sarebbe quella di un Reverse Morris Trust, che consente di separare un'attività in modo fiscalmente efficiente fondendola con un'altra società e il perimetro escluderebbe alcune attività come il business indiano.
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