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Ultime notizie

Verbali dell'ultima riunione della Fed

Dai verbali dell’ultima riunione della Fed emerge come la grande maggioranza dei funzionari ha riconosciuto che i rischi al rialzo sull'inflazione e al ribasso sull'occupazione sono aumentati per effetto degli sviluppi in Medio Oriente , ma all'interno del board si sono delineate due letture distinte sulle implicazioni per il costo del denaro.
Da un lato, la maggioranza teme che una guerra prolungata possa danneggiare il mercato del lavoro e rendere opportuno un allentamento monetario; dall'altro, una fazione sempre più ampia ha spinto per inserire nel comunicato post-riunione un riferimento esplicito alla possibilità di rialzare i tassi qualora l'inflazione si mantenesse al di sopra dell'obiettivo .
Tra le preoccupazioni principali figura la possibilità che, con le pressioni sui prezzi già al di sopra del target da cinque anni, le aspettative a lungo termine possano diventare più sensibili agli aumenti dell’energia.
Sul fronte del lavoro, molti partecipanti hanno segnalato che, in un contesto di creazione netta di posti di impiego già contenuta, il mercato occupazionale appare vulnerabile a shock avversi.
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Verbali dell'ultima riunione della Fed

Dai verbali dell’ultima riunione della Fed emerge come la grande maggioranza dei funzionari ha riconosciuto che i rischi al rialzo sull'inflazione e al ribasso sull'occupazione sono aumentati per effetto degli sviluppi in Medio Oriente , ma all'interno del board si sono delineate due letture distinte sulle implicazioni per il costo del denaro.
Da un lato, la maggioranza teme che una guerra prolungata possa danneggiare il mercato del lavoro e rendere opportuno un allentamento monetario; dall'altro, una fazione sempre più ampia ha spinto per inserire nel comunicato post-riunione un riferimento esplicito alla possibilità di rialzare i tassi qualora l'inflazione si mantenesse al di sopra dell'obiettivo .
Tra le preoccupazioni principali figura la possibilità che, con le pressioni sui prezzi già al di sopra del target da cinque anni, le aspettative a lungo termine possano diventare più sensibili agli aumenti dell’energia.
Sul fronte del lavoro, molti partecipanti hanno segnalato che, in un contesto di creazione netta di posti di impiego già contenuta, il mercato occupazionale appare vulnerabile a shock avversi.
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Iran: pedaggi in criptovalute per attraversare lo Stretto

Durante le prime ore successive all'annuncio della tregua, l'attenzione si è concentrata sulle condizioni concrete poste da Teheran per il transito attraverso lo Stretto.
Stando a quanto riporta il Financial Times, l'Iran intende imporre pedaggi in criptovaluta alle petroliere che vorranno attraversare il canale : Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di prodotti petroliferi, ha dichiarato al quotidiano britannico che ogni nave dovrà inviare via e-mail alle autorità iraniane i dettagli del carico, ricevere l'indicazione del pedaggio (1 dollaro per barile di petrolio trasportato, con esenzione per le navi in zavorra) e versare il corrispettivo in bitcoin nel giro di pochi secondi, “per evitare che i pagamenti possano essere tracciati o sequestrati a causa delle sanzioni”.
Hosseini ha aggiunto che Teheran “non è di fretta” nell'espletare le verifiche su ciascun vascello, sollevando dubbi concreti sulla fluidità del traffico: secondo Martin Kelly di EOS Risk, la capacità di transito sarebbe scesa a 10-15 navi al giorno, contro le 135 operative prima del conflitto, rendendo di fatto impossibile smaltire l'arretrato in due settimane.
Nelle ore successive, le navi nel Golfo hanno ricevuto una trasmissione radio che avvertiva: “se qualsiasi vascello tenterà il transito senza autorizzazione, sarà distrutto”.
Maersk, seconda compagnia di navigazione al mondo, ha dichiarato di star lavorando con urgenza per chiarire i termini, pur confermando un approccio cauto e nessuna modifica ai servizi in corso.
La prospettiva di un controllo iraniano permanente sullo Stretto appare inaccettabile per i Paesi del Golfo.
Secondo i dati di Kpler, circa 175 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati sono attualmente a bordo di 187 petroliere ancorate nel Golfo, in attesa di conoscere le sorti dello Stretto.
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Iran: pedaggi in criptovalute per attraversare lo Stretto

Durante le prime ore successive all'annuncio della tregua, l'attenzione si è concentrata sulle condizioni concrete poste da Teheran per il transito attraverso lo Stretto.
Stando a quanto riporta il Financial Times, l'Iran intende imporre pedaggi in criptovaluta alle petroliere che vorranno attraversare il canale : Hamid Hosseini, portavoce dell'Unione degli esportatori iraniani di prodotti petroliferi, ha dichiarato al quotidiano britannico che ogni nave dovrà inviare via e-mail alle autorità iraniane i dettagli del carico, ricevere l'indicazione del pedaggio (1 dollaro per barile di petrolio trasportato, con esenzione per le navi in zavorra) e versare il corrispettivo in bitcoin nel giro di pochi secondi, “per evitare che i pagamenti possano essere tracciati o sequestrati a causa delle sanzioni”.
Hosseini ha aggiunto che Teheran “non è di fretta” nell'espletare le verifiche su ciascun vascello, sollevando dubbi concreti sulla fluidità del traffico: secondo Martin Kelly di EOS Risk, la capacità di transito sarebbe scesa a 10-15 navi al giorno, contro le 135 operative prima del conflitto, rendendo di fatto impossibile smaltire l'arretrato in due settimane.
Nelle ore successive, le navi nel Golfo hanno ricevuto una trasmissione radio che avvertiva: “se qualsiasi vascello tenterà il transito senza autorizzazione, sarà distrutto”.
Maersk, seconda compagnia di navigazione al mondo, ha dichiarato di star lavorando con urgenza per chiarire i termini, pur confermando un approccio cauto e nessuna modifica ai servizi in corso.
La prospettiva di un controllo iraniano permanente sullo Stretto appare inaccettabile per i Paesi del Golfo.
Secondo i dati di Kpler, circa 175 milioni di barili di greggio e prodotti raffinati sono attualmente a bordo di 187 petroliere ancorate nel Golfo, in attesa di conoscere le sorti dello Stretto.
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Trimestrale Delta Air Lines

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Iran, tregua di due settimane: mercati in rally, petrolio giù

I mercati globali hanno accolto con forti rialzi la tregua di due settimane annunciata da Washington per quanto riguarda la guerra in Iran , dopo settimane di tensioni crescenti.
I future sugli indici azionari europei sono balzati del 5%, quelli di Wall Street di oltre il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato il 4,1%, tornando ai massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio ha subito l’escursione più violenta: il Brent, che prima dell'annuncio aveva raggiunto il massimo storico di 144,42 dollari al barile, è crollato fino al 16%, scivolando a 91,70 dollari.
È la flessione più brusca in quasi sei anni, stando a quanto riporta Bloomberg.
Il catalizzatore è l’intesa trovata martedì sera tra Stati Uniti e Iran, circa novanta minuti prima della scadenza imposta da Trump, dopo settimane di tensioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente USA ha annunciato la sospensione dei bombardamenti per due settimane, a condizione che Teheran garantisca la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il transito sicuro attraverso il canale sarà possibile, ma con coordinamento con le Forze Armate di Teheran: una clausola che secondo Mona Yacoubian, senior adviser del programma Medio Oriente del Center for Strategic and International Studies, rappresenterebbe una “enorme concessione” agli iraniani .
Israele ha aderito alla tregua, secondo quanto riferisce un funzionario della Casa Bianca, sebbene il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia precisato che l'accordo non si estende al Libano, dove Tel Aviv conduce operazioni parallele contro Hezbollah.
Sul piano diplomatico, il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione: il primo ministro Shehbaz Sharif aveva esortato Washington a ritirare le proprie minacce prima della scadenza.
Trump ha poi dichiarato ad AFP di ritenere che la Cina abbia contribuito a spingere Teheran al tavolo delle trattative e che le scorte di uranio iraniano saranno “perfettamente gestite”, senza tuttavia specificare come.
La tregua lascia però irrisolte le questioni fondamentali.
Teheran non ha assunto impegni pubblici sul programma nucleare, sull'arsenale missilistico né sulla riduzione delle sanzioni, tutte rivendicazioni inserite nella proposta in dieci punti presentata dall'Iran, che include anche il ritiro delle forze americane dalla regione e lo scongelamento degli asset iraniani.
Dal punto di vista energetico, gli analisti avvertono che la pausa nei combattimenti è destinata a riportare il Brent intorno ai 100 dollari al barile, consolidatosi come nuovo livello di equilibrio durante il conflitto .
Lo Stretto resta il nodo centrale : secondo l'Associated Press, la proposta includerebbe anche l'introduzione di pedaggi per il transito delle petroliere, con i proventi destinati alla ricostruzione iraniana.
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Iran, tregua di due settimane: mercati in rally, petrolio giù

I mercati globali hanno accolto con forti rialzi la tregua di due settimane annunciata da Washington per quanto riguarda la guerra in Iran , dopo settimane di tensioni crescenti.
I future sugli indici azionari europei sono balzati del 5%, quelli di Wall Street di oltre il 2%, mentre l'indice MSCI Asia Pacific ha guadagnato il 4,1%, tornando ai massimi delle ultime tre settimane.
Il petrolio ha subito l’escursione più violenta: il Brent, che prima dell'annuncio aveva raggiunto il massimo storico di 144,42 dollari al barile, è crollato fino al 16%, scivolando a 91,70 dollari.
È la flessione più brusca in quasi sei anni, stando a quanto riporta Bloomberg.
Il catalizzatore è l’intesa trovata martedì sera tra Stati Uniti e Iran, circa novanta minuti prima della scadenza imposta da Trump, dopo settimane di tensioni sulla chiusura dello Stretto di Hormuz.
Il Presidente USA ha annunciato la sospensione dei bombardamenti per due settimane, a condizione che Teheran garantisca la riapertura “completa, immediata e sicura” dello Stretto di Hormuz.
Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha confermato che il transito sicuro attraverso il canale sarà possibile, ma con coordinamento con le Forze Armate di Teheran: una clausola che secondo Mona Yacoubian, senior adviser del programma Medio Oriente del Center for Strategic and International Studies, rappresenterebbe una “enorme concessione” agli iraniani .
Israele ha aderito alla tregua, secondo quanto riferisce un funzionario della Casa Bianca, sebbene il primo ministro Benjamin Netanyahu abbia precisato che l'accordo non si estende al Libano, dove Tel Aviv conduce operazioni parallele contro Hezbollah.
Sul piano diplomatico, il Pakistan ha svolto un ruolo chiave di mediazione: il primo ministro Shehbaz Sharif aveva esortato Washington a ritirare le proprie minacce prima della scadenza.
Trump ha poi dichiarato ad AFP di ritenere che la Cina abbia contribuito a spingere Teheran al tavolo delle trattative e che le scorte di uranio iraniano saranno “perfettamente gestite”, senza tuttavia specificare come.
La tregua lascia però irrisolte le questioni fondamentali.
Teheran non ha assunto impegni pubblici sul programma nucleare, sull'arsenale missilistico né sulla riduzione delle sanzioni, tutte rivendicazioni inserite nella proposta in dieci punti presentata dall'Iran, che include anche il ritiro delle forze americane dalla regione e lo scongelamento degli asset iraniani.
Dal punto di vista energetico, gli analisti avvertono che la pausa nei combattimenti è destinata a riportare il Brent intorno ai 100 dollari al barile, consolidatosi come nuovo livello di equilibrio durante il conflitto .
Lo Stretto resta il nodo centrale : secondo l'Associated Press, la proposta includerebbe anche l'introduzione di pedaggi per il transito delle petroliere, con i proventi destinati alla ricostruzione iraniana.
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Williams (Fed): inflazione core dovrebbe restare stabile

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che le sue previsioni sull’inflazione core sono invariate a dispetto delle attese di aumento del dato headline per l’incremento dei prezzi dell’energia.
In particolare, le previsioni sono per una crescita di uno o due decimi di punto.
Williams ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026, portandole dal 2,5% al 2%.
L’esponente del board della Federal Reserve ritiene che la politica monetaria è ben posizionata.
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Williams (Fed): inflazione core dovrebbe restare stabile

John Williams, Presidente della Fed di New York, ha detto che le sue previsioni sull’inflazione core sono invariate a dispetto delle attese di aumento del dato headline per l’incremento dei prezzi dell’energia.
In particolare, le previsioni sono per una crescita di uno o due decimi di punto.
Williams ha anche rivisto al ribasso le previsioni di crescita per il 2026, portandole dal 2,5% al 2%.
L’esponente del board della Federal Reserve ritiene che la politica monetaria è ben posizionata.
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Wunsch (BCE): se la guerra prosegue, necessari aumenti dei tassi

Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale belga, ha detto che la BCE potrebbe essere costretta a dover aumentare i tassi più volte se la guerra in Iran dovesse continuare.
Per aprile, la posizione sarà invece aperta per entrambe le direzioni.
Se ci dovesse essere, un incremento potrebbe essere deciso a giugno, senza escludere a priori questo mese.
Intanto Dimitar Radev, Presidente della Banca centrale della Bulgaria, ha detto che l’impatto della guerra potrebbe essere peggiore di quanto l’Eurotower ha descritot nello scenario più probabile.
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Wunsch (BCE): se la guerra prosegue, necessari aumenti dei tassi

Pierre Wunsch, Presidente della Banca centrale belga, ha detto che la BCE potrebbe essere costretta a dover aumentare i tassi più volte se la guerra in Iran dovesse continuare.
Per aprile, la posizione sarà invece aperta per entrambe le direzioni.
Se ci dovesse essere, un incremento potrebbe essere deciso a giugno, senza escludere a priori questo mese.
Intanto Dimitar Radev, Presidente della Banca centrale della Bulgaria, ha detto che l’impatto della guerra potrebbe essere peggiore di quanto l’Eurotower ha descritot nello scenario più probabile.
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Mercati cauti in vista della scadenza di Trump sull’Iran

Il Brent si trova sopra i 111 dollari al barile e i futures sull'S&P 500 sono in calo dello 0,5%, mentre l'attenzione è interamente concentrata sulla scadenza delle 20:00 ora di Washington fissata da Trump per un accordo con l'Iran .
Lunedì il Presidente ha tenuto una conferenza stampa in cui ha mescolato toni distensivi e minacce esplicite: i colloqui procedono "molto bene" e JD Vance è coinvolto nelle trattative insieme all'inviato speciale Steve Witkoff, ma in assenza di un'intesa entro il termine il Pentagono potrebbe distruggere ponti e centrali elettriche .
Interrogato sull'eventualità che tali attacchi a infrastrutture civili costituiscano un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, Trump ha risposto di non esserne "per niente preoccupato".
Sul fronte negoziale, l'Iran ha respinto lunedì la proposta di cessate il fuoco trasmessa tramite il Pakistan , chiedendo invece la fine permanente della guerra, la ricostruzione del Paese, la revoca delle sanzioni e protocolli per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha inoltre ribadito che le operazioni nel corridoio marittimo riprenderanno soltanto a fronte di un risarcimento per i danni di guerra, e ha avvertito che eventuali attacchi ai civili scateneranno ritorsioni sulle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo, con il rischio di amplificare ulteriormente lo shock di offerta globale.
Stando ad Axios, Pakistan, Egitto e Turchia starebbero premendo per un cessate il fuoco temporaneo di 45 giorni che scongiuri le minacce USA.
Le dichiarazioni di Trump hanno riaperto anche un fronte di contraddizioni interne all'Amministrazione: il Segretario alla Difesa Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllano i cieli iraniani, mentre Trump e il Capo di Stato Maggiore Dan Caine hanno ammesso che velivoli USA coinvolti nell’operazione di soccorso del fine settimana sono stati colpiti dal fuoco nemico e che il jet dei due piloti recuperati è stato abbattuto da un missile.
Sul piano dei mercati, il WTI è salito del 2,2% a quasi 115 dollari al barile e il Brent ha guadagnato l'1,2% sopra i 111 dollari.
I rendimenti del Treasury decennale sono avanzati di due punti base al 4,35%, il dollaro è rimasto sostanzialmente invariato e l'oro ha ceduto lo 0,3% a 4.638 dollari l'oncia.
Per quanto concerne i dati macro, l'indice ISM dei servizi di marzo è risultato sotto le attese , con l'occupazione del settore in calo al livello più marcato dal 2023 e i prezzi degli input in accelerazione.
Questa settimana i mercati attendono le letture chiave sull'inflazione.
Lato corporate, il fondo di private credit di Goldman Sachs ha registrato richieste di rimborso vicine al 5% del patrimonio nel primo trimestre , sfiorando la soglia che avrebbe imposto limitazioni ai riscatti in linea con quanto già avvenuto presso i principali concorrenti.
Neurocrine Biosciences ha annunciato l'acquisizione di Soleno Therapeutics per 2,9 miliardi di dollari per ottenere l'accesso a un farmaco per una rara sindrome caratterizzata da iperfagia compulsiva.
Madison Air Solutions punta a raccogliere fino a 2,23 miliardi di dollari nella propria IPO, che sarebbe la più grande quotazione di un'azienda industriale americana negli ultimi trent'anni.
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Mercati cauti in vista della scadenza di Trump sull’Iran

Il Brent si trova sopra i 111 dollari al barile e i futures sull'S&P 500 sono in calo dello 0,5%, mentre l'attenzione è interamente concentrata sulla scadenza delle 20:00 ora di Washington fissata da Trump per un accordo con l'Iran .
Lunedì il Presidente ha tenuto una conferenza stampa in cui ha mescolato toni distensivi e minacce esplicite: i colloqui procedono "molto bene" e JD Vance è coinvolto nelle trattative insieme all'inviato speciale Steve Witkoff, ma in assenza di un'intesa entro il termine il Pentagono potrebbe distruggere ponti e centrali elettriche .
Interrogato sull'eventualità che tali attacchi a infrastrutture civili costituiscano un crimine di guerra ai sensi delle Convenzioni di Ginevra, Trump ha risposto di non esserne "per niente preoccupato".
Sul fronte negoziale, l'Iran ha respinto lunedì la proposta di cessate il fuoco trasmessa tramite il Pakistan , chiedendo invece la fine permanente della guerra, la ricostruzione del Paese, la revoca delle sanzioni e protocolli per la libertà di navigazione nello Stretto di Hormuz.
Teheran ha inoltre ribadito che le operazioni nel corridoio marittimo riprenderanno soltanto a fronte di un risarcimento per i danni di guerra, e ha avvertito che eventuali attacchi ai civili scateneranno ritorsioni sulle infrastrutture energetiche dei Paesi del Golfo, con il rischio di amplificare ulteriormente lo shock di offerta globale.
Stando ad Axios, Pakistan, Egitto e Turchia starebbero premendo per un cessate il fuoco temporaneo di 45 giorni che scongiuri le minacce USA.
Le dichiarazioni di Trump hanno riaperto anche un fronte di contraddizioni interne all'Amministrazione: il Segretario alla Difesa Hegseth ha sostenuto che gli Stati Uniti controllano i cieli iraniani, mentre Trump e il Capo di Stato Maggiore Dan Caine hanno ammesso che velivoli USA coinvolti nell’operazione di soccorso del fine settimana sono stati colpiti dal fuoco nemico e che il jet dei due piloti recuperati è stato abbattuto da un missile.
Sul piano dei mercati, il WTI è salito del 2,2% a quasi 115 dollari al barile e il Brent ha guadagnato l'1,2% sopra i 111 dollari.
I rendimenti del Treasury decennale sono avanzati di due punti base al 4,35%, il dollaro è rimasto sostanzialmente invariato e l'oro ha ceduto lo 0,3% a 4.638 dollari l'oncia.
Per quanto concerne i dati macro, l'indice ISM dei servizi di marzo è risultato sotto le attese , con l'occupazione del settore in calo al livello più marcato dal 2023 e i prezzi degli input in accelerazione.
Questa settimana i mercati attendono le letture chiave sull'inflazione.
Lato corporate, il fondo di private credit di Goldman Sachs ha registrato richieste di rimborso vicine al 5% del patrimonio nel primo trimestre , sfiorando la soglia che avrebbe imposto limitazioni ai riscatti in linea con quanto già avvenuto presso i principali concorrenti.
Neurocrine Biosciences ha annunciato l'acquisizione di Soleno Therapeutics per 2,9 miliardi di dollari per ottenere l'accesso a un farmaco per una rara sindrome caratterizzata da iperfagia compulsiva.
Madison Air Solutions punta a raccogliere fino a 2,23 miliardi di dollari nella propria IPO, che sarebbe la più grande quotazione di un'azienda industriale americana negli ultimi trent'anni.
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USA: NFP oltre le attese a marzo

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USA: NFP oltre le attese a marzo

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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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Hormuz al centro: mercati in recupero tra tensioni e diplomazia

I listini azionari sono riusciti a rialzare la testa dopo la notizia dell'agenzia di Stato iraniana IRNA: Teheran starebbe definendo con l'Oman un protocollo per monitorare il traffico nello Stretto di Hormuz , con Teheran che richiederebbe ai vettori il pagamento di pedaggi per il transito.
L’ipotesi verrebbe contestata dalle potenze occidentali, trattandosi di acque internazionali.
L'S&P 500, che aveva aperto in calo di oltre l'1%, ha chiuso la seduta in lieve rialzo dello 0,1%.
Oggi i mercati resteranno chiusi per il Venerdì Santo.
Sul piano militare e diplomatico, Trump ha intensificato le minacce su Truth Social pubblicando un video della demolizione del principale ponte iraniano accompagnato dal messaggio “è ora che l’Iran faccia un accordo prima che sia troppo tardi”, mentre i raid aerei hanno colpito numerosi obiettivi compreso un viadotto che collega Teheran a Karaj.
Il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi ha risposto che "colpire strutture civili non costringerà gli iraniani ad arrendersi", e le forze armate di Teheran hanno dichiarato che lo Stretto resterà chiuso a lungo termine per Stati Uniti e Israele.
Secondo un'analisi dell'intelligence americana citata dalla CNN, circa la metà dei lanciatori missilistici iraniani e migliaia di droni kamikaze sarebbero ancora intatti.
Il fronte diplomatico si è invece animato su più tavoli.
Il Regno Unito ha convocato una riunione virtuale con oltre 40 alleati per valutare un'apertura diplomatica verso Teheran e potenziali sanzioni in caso di mancata riapertura dello Stretto.
I pianificatori militari del gruppo si incontreranno la prossima settimana per coordinare il dispiegamento di assetti navali.
Gli Emirati Arabi Uniti hanno chiesto all'ONU di autorizzare misure per riaprire il passaggio , incluso l'uso della forza e il Bahrein ha annunciato che il Consiglio di Sicurezza potrebbe votare già oggi una risoluzione in tal senso.
Emmanuel Macron ha definito "irrealistico" il tentativo di riaprire il corridoio marittimo con mezzi militari, riflettendo un crescente disagio europeo verso una gestione del conflitto già giudicata da alcuni un disastro diplomatico: la guerra ha logorato i rapporti con i principali alleati del Vecchio Continente, esposto le monarchie del Golfo agli attacchi di droni e missili iraniani e fatto salire i prezzi di energia, fertilizzanti e derrate alimentari in Europa e nei Paesi più poveri dell'Asia.
Intanto, l'Amministrazione Trump si prepara a introdurre un sistema a più livelli per i dazi su acciaio e alluminio, con l'obiettivo di semplificare un meccanismo che ha creato significativi problemi operativi alle aziende americane.
Stando a quanto riporta Bloomberg, i prodotti inclusi nei capitoli 72 e 73 della tariffa doganale armonizzata resteranno soggetti a un'aliquota del 50%, calcolata sull'intero valore del bene importato, mentre la maggior parte degli altri articoli contenenti i due metalli scenderà al 25%.
Per i prodotti con un contenuto di acciaio o alluminio inferiore al 15% del totale, il dazio sarà azzerato.
L'amministrazione starebbe inoltre valutando tariffe del 100% su alcuni medicinali, stando a quanto riporta il Financial Times.
Lato private credit, Blue Owl Capital ha annunciato la limitazione dei rimborsi da due dei suoi fondi di credito privato dopo aver ricevuto richieste di uscita per il 41% e il 22% del patrimonio rispettivamente, unendosi ad Apollo, Ares e BlackRock nel contingentare i riscatti dai propri BDC non quotati.
Il titolo Blue Owl ha ceduto fino al 7% toccando un nuovo minimo storico, mentre i principali asset manager quotati, Blackstone, Apollo, KKR e Ares, hanno perso attorno al 3% in risposta a preoccupazioni crescenti sull'esposizione del settore a società vulnerabili alla disruption dell'intelligenza artificiale.
Sul fronte corporate, Tesla ha mancato le attese per il secondo trimestre consecutivo, consegnando 358.023 veicoli nel primo trimestre contro una stima media Bloomberg di 372.160.
Le consegne sono comunque cresciute del 6,3% su base annua.
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Logan (Fed): guerra in Iran complica il lavoro della Banca centrale

Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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Logan (Fed): guerra in Iran complica il lavoro della Banca centrale

Lorie Logan, Presidente della Fed di Dallas, ha detto che la guerra in Iran sta aumentando i rischi di un aumento dell’inflazione e del mercato del lavoro .
Tutto questo ha reso il lavoro della Banca centrale più complesso, aumentando i rischi per entrambi i lati del mandato.
Gli effetti potrebbero essere moderati nel caso in cui il conflitto si risolvesse e se lo Stretto di Hormuz venisse riaperto.
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USA: richieste di sussidi verso i minimi a 2 anni

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Dichiarazioni Panetta e Simkus (BCE) su guerra in Iran e politica monetaria

Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Dichiarazioni Panetta e Simkus (BCE) su guerra in Iran e politica monetaria

Fabio Panetta, Presidente di Bankitalia, ha detto che i danni causati dalla guerra in Iran continueranno ad avere un impatto negativo sull’economia anche se le ostilità dovessero cessare a breve .
Per come stanno le cose, lo scenario base della BCE per l’Eurozona potrebbe non essere più valido.
Gediminas Simkus, Presidente della Banca centrale lituana, ritiene che sia ancora troppo presto per sapere cosa farà l’Eurotower nel meeting di aprile .
Si sta notando un aumento delle aspettative di inflazione, anche se non si dovrebbe dare troppo peso al dato per ora.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Iran: Trump non rassicura, mercati in risk-off

I mercati hanno reagito con nervosismo al discorso in prima serata di Trump, che ha tentato di vendere all'opinione pubblica americana le ragioni del conflitto in Iran senza tuttavia offrire alcuna novità concreta.
Il Presidente ha ribadito che le operazioni militari sono "molto vicine" al completamento, rivendicando la distruzione delle capacità missilistiche, navali e nucleari di Teheran, ma ha al contempo annunciato nuovi attacchi nelle prossime due o tre settimane e minacciato di "colpire con durezza, probabilmente simultaneamente, ciascuna delle centrali elettriche iraniane" in assenza di un accordo.
I futures azionari USA hanno ceduto terreno, il Brent è balzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti durante il discorso, segnalando che gli investitori stanno prezzando più l’escalation implicita che la narrativa di chiusura del conflitto .
Come ha sintetizzato Marc Short, ex funzionario della prima amministrazione Trump su X: "Se gli Stati Uniti non intendono garantire la sicurezza dello Stretto di Hormuz, chi lo farà?" Sul piano politico, l'intervento ha fotografato la crescente postura difensiva del Presidente a cinque settimane dall'inizio delle ostilità.
Il discorso non ha presentato argomenti nuovi né un piano concreto per riaprire lo Stretto di Hormuz , limitandosi a esortare i Paesi alleati dipendenti dall'energia mediorientale a "prendersi cura di quel passaggio".
L'iraniano Pezeshkian aveva nel frattempo compiuto il passo insolito di indirizzare una lettera aperta agli americani, avvertendo che "proseguire sulla strada dello scontro è più costoso e inutile che mai".
Un sondaggio CNN diffuso questa settimana colloca il tasso di approvazione di Trump al 35% e il gradimento sulla gestione dell'economia al 31%, con il 63% degli intervistati che lamenta un disagio finanziario legato all'aumento dei prezzi.
Sul fronte dell'analisi di mercato, Bloomberg Markets Live avverte che è prematuro dichiarare il floor per i listini azionari statunitensi .
Fondamentali, posizionamento e sentiment convergono su un messaggio univoco: non siamo ancora ai minimi.
Il rapporto bull-bear dell'AAII è in calo ma lontano dagli estremi storici, il sondaggio mensile di Bank of America sui gestori globali mostra un sentiment ai minimi degli ultimi sei mesi ma ancora ben al di sopra dei livelli registrati durante la turbolenza tariffaria del 2025, la crisi del 2022 o il Covid.
Elemento cruciale, le stime sugli utili non hanno ancora subito revisioni al ribasso : secondo i dati di Bloomberg Intelligence, le proiezioni sugli EPS sono addirittura salite dall'inizio della guerra, pur lasciando l'indice esposto a rischi significativi.
Jefferies stima che con il greggio mediamente a 90 dollari al barile nel 2026, la crescita degli utili per le società dell'S&P 500 si ridurrebbe di 5 punti percentuali, e di 10 punti in uno scenario a 120 dollari.
Sul fronte M&A, Estée Lauder e Puig sono in fase avanzata di trattativa per una fusione prevalentemente in azioni che potrebbe essere annunciata nelle prossime settimane, stando a quanto riporta Bloomberg.
L'operazione darebbe vita a uno dei più grandi gruppi del lusso beauty al mondo, creando un concorrente di peso per L'Oréal, leader globale di settore: Puig vale circa 9,8 miliardi di euro in Borsa, Estée Lauder circa 27 miliardi di dollari.
Stando a quanto riferisce il Financial Times, Amazon sarebbe invece in trattativa per acquisire Globalstar, operatore di telecomunicazioni satellitari, in una mossa che la porrebbe in competizione diretta con Starlink di Elon Musk.
Infine, la FDA ha approvato la pillola dimagrante di Eli Lilly , intensificando la competizione con l'analoga molecola di Novo Nordisk lanciata in precedenza nel corso dell'anno.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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Musalem (Fed): tassi a livelli appropriati, per ora

Il presidente della Fed di St.
Louis, Alberto Musalem, ha dichiarato che i rischi stanno aumentando per l’inflazione e per il mercato del lavoro , sottolineando come la politica monetaria sia attualmente ben posizionata ma pronta ad adattarsi in entrambe le direzioni.
Il riferimento è in particolare allo shock energetico legato al conflitto in Iran, che sta complicando il quadro macro.
Lo scenario base resta quello di una crescita prossima al potenziale, con un mercato del lavoro stabile e un’inflazione in graduale rientro verso il 2% entro fine anno.
Tuttavia, Musalem ha riconosciuto che la probabilità che ciò avvenga si è ridotta dall’inizio del conflitto , con una revisione al ribasso delle stime di crescita e un leggero aumento delle aspettative sull’inflazione.
Un indebolimento del mercato del lavoro o un calo dell’inflazione potrebbero giustificare un allentamento, mentre un rialzo persistente dei prezzi o delle aspettative a medio-lungo termine potrebbe richiedere un inasprimento.
Per il componente del board della Fed, mantenere le aspettative ancorate richiedeuno sforzo continuo, soprattutto in un contesto segnato da ripetuti shock di offerta negli ultimi anni.
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USA: ISM manifatturiero supera le attese a marzo

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