La settimana sui mercati: CoreWeave e l'aumento dell'inflazione USA
Settimana del 17 ottobre 2026
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La settimana sui mercati: CoreWeave e l'aumento dell'inflazione USA
In breve
- La sostenibilità finanziaria dell’IA ha dominato la settimana, con forti vendite sui semiconduttori e tensioni sul debito di CoreWeave. Giovedì il Kospi è arrivato a perdere l’8% nella seduta, mentre i CDS della società incorporano una probabilità implicita di insolvenza superiore al 60% nei prossimi 5 anni.
- L’inflazione USA di settembre ha superato le attese, con il CPI complessivo al 3,7% annuo e il core al 2,6%. I prezzi alla produzione aumentano dell’1,3% mensile, contro lo 0,6% previsto.
- Nel finale sono tornate a prevalere le attese di una pausa Fed a ottobre. Dopo l’intervento di Warsh, la probabilità di un rialzo scende da circa il 27% a meno del 15%, sostenendo un recupero dell’azionario.
- ASML e TSMC confermano la forza della domanda, senza dissipare i dubbi sui rendimenti degli investimenti. Secondo Bloomberg, Anthropic avrebbe raggiunto la redditività trimestrale su base rettificata e prosegue i preparativi per l’IPO.
- L’UE prepara ulteriori strumenti di difesa commerciale dopo l’intesa sulle auto ibride, mentre Taiwan annuncia nuovi controlli sulle esportazioni tecnologiche verso la Cina. Restano sullo sfondo le tensioni mediorientali e la fragilità fiscale francese.
La settimana è stata dominata dai dubbi sulla capacità del boom dell’intelligenza artificiale di sostenere costi di finanziamento più elevati, con vendite sui semiconduttori e crescenti tensioni sul credito. I risultati societari hanno confermato una domanda ancora forte, ma l’attenzione degli investitori si è spostata sui rendimenti degli investimenti e sulla leva finanziaria.
In questo quadro, la stagione delle trimestrali è ufficialmente iniziata. Stando ai dati Bloomberg sull’S&P 500, sono 46 le società ad aver pubblicato i conti del 3° trimestre. Di queste, il 54,35% ha fatto meglio delle attese sui ricavi, mentre il 78,26% lo ha fatto sugli utili.
Semiconduttori e CoreWeave: le tensioni sul debito IA
La Corea del Sud è stata tra i mercati più colpiti. Dopo le prime forti flessioni, giovedì il Kospi è arrivato a perdere l’8% nella seduta, con Samsung Electronics e SK Hynix in calo di oltre il 9% ciascuna. La Borsa ha sospeso gli scambi per 20 minuti e l’indice si è portato circa il 20% sotto il massimo di settembre.
L’Amministratore Delegato di Broadcom, Hock Tan, ha avvertito che finanziare l’espansione delle infrastrutture potrebbe diventare un problema più importante della disponibilità di chip. Sui produttori coreani hanno pesato anche le notizie su CXMT, che secondo il South China Morning Post prevede di introdurre entro fine 2026 un nuovo prodotto di memoria per server con maggiore densità di archiviazione.
CoreWeave è diventata il principale punto di attenzione sul credito legato all’IA. Mercoledì il titolo è arrivato a perdere il 17% e le obbligazioni in scadenza nel 2032 sono scese sotto 78 centesimi per dollaro, con rendimenti del debito intorno al 15%. Giovedì il costo della protezione a 5 anni contro l’insolvenza ha raggiunto un massimo intraday di 1.194,5 punti base.
I CDS incorporavano una probabilità implicita di default superiore al 60% nei successivi 5 anni, rispetto a oltre il 50% indicato in precedenza. Le tensioni hanno coinvolto anche emissioni destinate a finanziare data center collegati alla società.
Il titolo ha però recuperato dopo che l’AD di Nvidia, Jensen Huang, ha escluso la necessità di un sostegno finanziario da parte del produttore di chip e sostenuto che il costo del capitale di CoreWeave stia diminuendo.
L’Amministratore Delegato di CoreWeave, Michael Intrator, ha ribadito l’adeguatezza della posizione finanziaria agli obblighi di debito. Secondo la società, il portafoglio di contratti già sottoscritti sostiene i rimborsi senza richiedere rinnovi dei clienti o nuove locazioni delle attività date in garanzia.
La vulnerabilità al costo del capitale ha trovato riscontro nell’analisi del FMI. Secondo Athanasios Vamvakidis, l’aumento dei rendimenti sovrani è il rischio emergente più immediato per la stabilità finanziaria globale.
Debiti elevati, scadenze più brevi e maggiore presenza di investitori finanziati tramite leva possono amplificare gli shock. Il Fondo ha inoltre raccomandato di contenere l’indebitamento eccessivo nell’ecosistema dell’IA, considerando come finanziamenti circolari e interconnessi possano propagare le difficoltà.
USA: CPI e PPI superano le attese
Sul fronte macro, il CPI USA di settembre ha mostrato un’accelerazione superiore alle attese. L’inflazione headline è salita al 3,7% annuo, contro il 3,6% previsto e il 3,4% precedente, mentre quella core ha raggiunto il 2,6%, dal 2,4% di agosto.
Su base mensile, il dato complessivo è aumentato dello 0,6%, in linea con le stime e sopra lo 0,4% precedente. Il core ha registrato lo 0,3%, contro lo 0,2% atteso e lo 0,3% di agosto. Secondo il BLS, il rincaro del carburante ha spiegato metà dell’incremento mensile complessivo.
Anche i prezzi alla produzione hanno sorpreso al rialzo. Il PPI è aumentato dell’1,3% mensile, contro lo 0,6% atteso e lo 0,5% precedente, rivisto dallo 0,4%. Su base annua ha raggiunto il 6,3%, rispetto al 5,4% previsto e al 5,6% di agosto. Escludendo alimentari ed energia, gli incrementi sono stati dello 0,7% mensile e del 5% annuo, entrambi superiori alle stime.
Fed: dall’inflazione alle attese di una pausa a ottobre
La sequenza ha modificato più volte le aspettative sulla Fed. Dopo il CPI, la probabilità di un rialzo a ottobre è passata dal 22% al 49%. Il Presidente della Fed di Chicago, Austan Goolsbee, ha giudicato scoraggiante la persistenza dell’inflazione nei servizi, temendo un possibile surriscaldamento legato agli investimenti nell’IA.
Il Governatore della Fed di New York, John Williams, ha invece indicato come appropriato un altro rialzo entro fine anno, senza vedere al momento la necessità di ulteriori aumenti nel 2027, sulla base della propria previsione di rallentamento dell’inflazione.
L’intervento di Kevin Warsh ha poi rafforzato le attese di una pausa nella riunione del 27-28 ottobre. Il Presidente della Federal Reserve ha ribadito l’impegno sulla stabilità dei prezzi senza anticipare le decisioni. Dopo le sue parole, la probabilità di un rialzo è scesa da circa il 27% a meno del 15%.
Gli economisti di Goldman Sachs prevedono una pausa a ottobre e un ultimo aumento a dicembre. Warsh ha distinto i benefici dell’IA su offerta e produttività nel medio termine dalle pressioni sulla domanda già in corso, mantenendo incerto il giudizio sull’occupazione.
ASML, TSMC e Anthropic: risultati e prospettive dell’IA
I risultati dei produttori di semiconduttori hanno intanto confermato la tenuta degli investimenti. ASML ha alzato la previsione sui ricavi 2026 a 44-45 miliardi di euro, dai precedenti 43-45 miliardi, dopo vendite trimestrali di 11,66 miliardi, leggermente inferiori agli 11,7 miliardi attesi.
Il gruppo ha però avvertito che gli attuali piani di fornitura non copriranno tutta la domanda nel 2027 e nel 2028. TSMC ha previsto ricavi fino a 54,3 miliardi di dollari nel 4° trimestre, sopra le attese, dopo un aumento dell’utile del 69% e dei ricavi del 51% nel 3° trimestre. Gli investimenti previsti per quest’anno arrivano a 64 miliardi di dollari.
Secondo Bloomberg, Anthropic avrebbe comunicato ricavi trimestrali di 16,8 miliardi di dollari e il raggiungimento della redditività su base rettificata, con Free Cash Flows positivi, margine lordo adjusted dell’85% e margine operativo rettificato superiore all’11%.
La promozione formale dell’IPO potrebbe iniziare nella settimana del 9 novembre, con debutto atteso entro fine anno. Alcuni investitori indicavano una valutazione ritenuta equa tra 1.800 e 2.000 miliardi, ma i dettagli restano in discussione, mentre altri progetti di quotazione legati ai data center vengono rinviati.
Taiwan prepara nuovi controlli sulle esportazioni di chip
Sul commercio, Taiwan ha annunciato l’intenzione di aggiungere server per l’IA e semiconduttori avanzati ai prodotti soggetti a controllo, allineandosi agli impegni commerciali con gli USA. Quando le misure entreranno in vigore, le esportazioni non autorizzate verso la Cina costituiranno un reato. Non è stata indicata una data di attuazione.
Debito francese e BCE: restano i timori sulla stabilità
In Europa è rimasta alta anche l’attenzione sulla Francia. Il debito è atteso oltre il 120% del PIL nei prossimi 12 mesi e la spesa per interessi sopra 90 miliardi di euro nel 2027, mentre il governo cerca di contenere la spesa tra proteste e incertezza politica.
La BCE non ritiene attualmente necessari strumenti di emergenza. Lagarde ha ricordato la disponibilità di mezzi per stabilizzare i mercati, indicando però nella politica fiscale francese la prima risposta. Sull’inflazione dell’area euro, non rileva ancora effetti di secondo impatto dello shock energetico, pur richiamando la necessità di vigilare.
LVMH: la debolezza cinese pesa sulla ripresa del lusso
Nel lusso, LVMH ha segnalato un calo a doppia cifra delle vendite nella Cina continentale nel 3° trimestre e una contrazione degli acquisti dei clienti cinesi all’estero.
I ricavi organici dell’Asia escluso il Giappone sono diminuiti del 5%, mentre la spesa della clientela statunitense è aumentata. La CFO Cécile Cabanis ha indicato un miglioramento della domanda complessiva nella parte finale del periodo, ma la debolezza cinese continua a mettere alla prova la ripresa del settore.
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