La settimana sui mercati: PCE, Nvidia e Warsh
Settimana del 29 agosto 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: PCE, Nvidia e Warsh
Nel fine settimana gli Stati Uniti hanno fatto scattare un dazio del 50% su centinaia di prodotti canadesi, tra cui mobili, plastica, compensato e componentistica elettrica, ricorrendo per la prima volta a disposizioni del Tariff Act del 1930 e non riconoscendo più l'esenzione finora garantita ai beni conformi all'USMCA.
Il Primo Ministro Mark Carney ha risposto annunciando un pacchetto di aiuti per le imprese colpite e con tariffe di ritorsione su 20 miliardi di dollari di prodotti statunitensi in vigore dall'8 settembre. Si tratta di un'inversione netta rispetto all'approccio più conciliante tenuto finora dal Canada, che aveva rimosso gran parte dei contro-dazi ereditati dal predecessore Trudeau e ritirato la tassa sui servizi digitali nel tentativo di ricucire i rapporti con Washington.
Iran: l’offensiva finanziaria annunciata da Bessent
Sul dossier Iran, il Segretario al Tesoro Scott Bessent ha scritto che Teheran affronta un “D-Day economico” e ha annunciato quella che ha definito la più grande offensiva finanziaria mai lanciata contro un avversario, minacciando ritorsioni economiche contro qualsiasi Paese continui a fare affari con l’Iran nel tentativo di chiudere quasi sei mesi di conflitto.
Trump starebbe chiamando personalmente i leader mondiali con richieste specifiche di interrompere i rapporti con Teheran, concedendo alle varie nazioni un termine preciso prima di incorrere in sanzioni unilaterali statunitensi, mentre il Tesoro ha annunciato sanzioni contro oltre 60 soggetti, concentrate sui 5 canali che Bessent ha definito vitali per l’Iran: asset digitali, tecnologia, oro, aviazione e trasporti marittimi. Bessent ha inoltre minacciato di sanzionare entro la fine della settimana un grande istituto finanziario legato all’Iran, senza indicarne il nome.
Resta da capire se le misure basteranno ad allentare la presa di Teheran sullo Stretto di Hormuz. Gli analisti di Bloomberg Economics hanno osservato che l'annuncio lascia aperti interrogativi importanti, incluso se Washington sia disposta a rischiare la fragile tregua commerciale con Pechino, dato che una campagna che escluda la Cina difficilmente avrebbe un impatto sostanziale sull'Iran mentre colpire le aziende cinesi potrebbe innescare ritorsioni e aggiungere un altro peso all'economia globale a poche settimane dall'incontro tra Trump e il Presidente cinese Xi Jinping.
Il capo negoziatore iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha replicato sui social che Washington non sarebbe nella posizione economica per restringere ulteriormente i rapporti con altri Paesi, e lo scetticismo sulla reale portata dell'offensiva resta alimentato dai precedenti, dalla campagna Economic Fury annunciata da Bessent in aprile alle minacce mai attuate di Trump contro gli acquirenti di petrolio iraniano.
Il Venezuela valuta l’uscita dall’OPEC
Restando in tema geopolitico, il Venezuela starebbe valutando l'uscita dall'OPEC, ipotesi discussa nei colloqui con funzionari statunitensi anche se nessuna decisione sarebbe stata ancora presa.
PCE USA al 3,7% e prospettive per la Fed
Per quanto riguarda i dati macro, il PCE di luglio si è attestato al 3,7% su base annuale, sopra le attese Bloomberg al 3,6% e in linea con il precedente, mentre il dato core è rimasto stabile al 3,3% come previsto.
M/m l'indice si è attestato allo 0,2%, oltre i precedenti -0,1% e 0,1%, mentre consumi e redditi personali hanno segnato rispettivamente lo 0,2% e lo 0,4%, contro attese allo 0,1% e allo 0,2%.
Nel complesso le misurazioni hanno mostrato un leggero raffreddamento dell'economia accompagnato da un'inflazione stabile, fornendo alla Fed ulteriori argomenti per mantenere i tassi fermi a settembre.
Le dichiarazioni di Warsh a Jackson Hole
Venerdì si è tenuto il discorso di Warsh a Jackson Hole. Il Presidente della Fed ha detto che l’inflazione non sta rallentando in maniera significativa e la Banca centrale dovrà essere certa che avvenga. Il target delle pressioni sui prezzi è stato definito come “saldo e fisso”: se l’obiettivo non ci fossero progressi, ci sarebbe “del lavoro da fare”.
I dati di PCE e CPI dell’estate non hanno mostrato un miglioramento significativo della tendenza.
Warsh ha segnalato che al momento le condizioni finanziarie non sono restrittive e che il costo del denaro è lo strumento principale per adempiere al mandato.
Nvidia supera le attese tra ricavi, guidance e margini
In questo contesto si sono inserite diverse trimestrali di rilievo, in primis Nvidia. Il gruppo ha registrato ricavi per 96,221 miliardi di dollari contro i 92,377 miliardi stimati da Bloomberg ed un EPS adjusted di 2,22 dollari (2,09 attesi).
Il fatturato del segmento Data Center ha raggiunto 89,023 miliardi contro un consensus di 85,863 miliardi, mentre quello del segmento Edge Computing è arrivato a 7,198 miliardi (6,606 miliardi attesi). Il margine lordo è stato del 75% e l’EBIT adjusted a 63,956 miliardi.
Per il terzo trimestre dell'anno fiscale 2027 la società ha indicato ricavi a 108 miliardi di dollari con un margine di variazione del 2%, un margine lordo al 74% (+/- 50 punti base) e spese operative comprese tra 9 e 9,2 miliardi di dollari.
Il gruppo ha poi avvertito che l'aumento dei costi delle memorie peserà sui margini nei prossimi mesi. Per l'intero 2028 fiscale Nvidia si aspetta una crescita dei ricavi di circa il 70%, superiore in caso di maggiori forniture disponibili.
Trimestrali tecnologiche e dossier PayPal
Zoom Communications ha chiuso il secondo trimestre con ricavi per 1,28 miliardi di dollari, sopra la stima di 1,27 miliardi, e un EPS adjusted di 1,55 dollari contro attese per 1,48 dollari.
Per il terzo trimestre la società si aspetta un EPS adjusted tra 1,46 e 1,48 dollari, sotto la stima di 1,50 dollari, e per l'intero anno fiscale 2027 ha alzato la guidance, con ricavi visti tra 5,09 e 5,10 miliardi ed EPS adjusted tra 6,08 e 6,12 dollari, in miglioramento rispetto ai 5,96-6 dollari indicati in precedenza.
Salesforce ha invece riportato ricavi in salita dell'11% a 11,3 miliardi di dollari, in linea con le stime, e un utile per azione adjusted di 5,90 dollari. L'Amministratore Delegato Marc Benioff ha respinto lo scetticismo di chi teme che l'intelligenza artificiale possa spingere i clienti ad abbandonare Salesforce, sostenendo che il tasso di abbandono è vicino ai minimi storici.
CrowdStrike ha registrato ricavi per 1,47 miliardi di dollari, sopra la stima Bloomberg di 1,44 miliardi, e un EPS adjusted di 0,31 dollari contro attese per 0,29 dollari, segnalando una guidance per il terzo trimestre e per l’intero anno superiore alle attese degli analisti.
Infine, sul fronte M&A, il consorzio formato da Advent e Stripe avrebbe abbandonato la corsa per l'acquisizione di PayPal, rinunciando a un'operazione che sarebbe stata tra i più grandi leveraged buyout di sempre dopo un'offerta precedente superiore a 50 miliardi di dollari.
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