La settimana sui mercati: Iran, SpaceX e frenata del lavoro USA
Settimana del 8 agosto 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: Iran, SpaceX e frenata del lavoro USA
La settimana si è aperta con lo yen in forte rialzo a Tokyo, tra le speculazioni su un nuovo intervento delle autorità, prima che la valuta riducesse gran parte dei guadagni nel corso della mattinata.
Satsuki Katayama, Ministro delle Finanze giapponese, ha confermato la prima mossa congiunta sui cambi tra Tokyo e Washington in 15 anni, con entrambi i governi che hanno assicurato di non esitare a muoversi ancora.
Nel corso dell’ottava l’attenzione si è spostata sulla soglia di 155 yen per dollaro, considerata dagli strategist il vero banco di prova per la valuta nipponica. È rimasto comunque ampio lo scetticismo tra gli operatori USA sulla possibilità che il rally proseguisse.
Stretto di Hormuz, dalla schiarita al ritorno delle tensioni
Sul fronte mediorientale, la settimana si è aperta con una schiarita: il petrolio è crollato e i futures azionari USA sono avanzati dopo che Trump ha annullato gli attacchi pianificati contro l'Iran, annunciando l'avvio dei negoziati per un'intesa.
Il Presidente USA ha spiegato ai giornalisti che l'operazione annullata sarebbe stata il più grande attacco dalla Seconda guerra mondiale, aggiungendo di voler verificare la possibilità di un accordo sulla riapertura dello Stretto di Hormuz e ribadendo l'intenzione di proseguire il percorso per porre fine al programma nucleare iraniano.
Nei giorni successivi Trump ha definito la sua offerta di colloqui l'ultima possibilità per l'Iran, mentre Teheran ha negato di essere in trattativa diretta con Washington pur confermando i progressi con Mascate.
A metà settimana gli Stati Uniti sono apparsi vicini a un'intesa provvisoria di 60 giorni per la riapertura dello Stretto senza pedaggi, con Trump che ha parlato di colloqui in corso molto bene e di una risposta attesa nel giro di 48 ore.
In base alla bozza circolata, le navi in entrata avrebbero usato una corsia settentrionale vicino alle coste iraniane, quelle in uscita sarebbero transitate nelle acque omanite in coordinamento con Teheran, mentre Iran e Oman si sarebbero impegnati a bonificare dalle mine la corsia centrale per un transito a doppio senso, con l'Iran che secondo alcuni diplomatici starebbe valutando anche di consentire a Paesi europei di partecipare allo sminamento, un'apertura in contrasto con la posizione pubblica finora mantenuta da Teheran.
Venerdì il petrolio è tornato a salire mentre l'intesa definitiva restava lontana, con i media iraniani che riferivano l'intenzione di Teheran di escludere le navi USA e israeliane dal transito e di richiedere un compenso ai Paesi ostili prima di autorizzarne il passaggio. Secondo quanto riferito dall’agenzia semiufficiale Fars, il testo dell’intesa sarebbe ora all’esame del Parlamento iraniano.
Trump ha comunque ribadito di aspettarsi una fine del conflitto abbastanza a breve, pur restando improbabile una concessione di questa portata da parte sua dopo mesi passati a sostenere che le forze armate USA avessero sostanzialmente sconfitto l'Iran, tanto più a pochi mesi dalle elezioni di metà mandato con la guerra ormai impopolare secondo i sondaggi.
Washington continua a chiedere il libero transito nello Stretto e un ritorno allo status quo precedente al conflitto, con eventuali rotte temporanee esenti da autorizzazioni, permessi o pedaggi, mentre Teheran ribadisce che una riapertura piena richiederebbe la revoca del blocco navale statunitense.
Corea del Sud: le misure frenano gli ETF a leva
Per quanto riguarda l'Asia, gli scambi sugli ETF a leva legati a SK Hynix e Samsung si sono ridotti nettamente dopo le misure introdotte dalle autorità coreane. L'ETF Kodex su SK Hynix, il maggiore del suo genere nel Paese, ha visto i volumi scendere a 59 milioni di quote lunedì, il livello più basso dal 4 giugno, mentre il prodotto su Samsung ha registrato gli scambi più contenuti dal debutto di fine maggio.
Dal 31 luglio le autorità hanno alzato il deposito minimo richiesto a 30 milioni di won, pari a 21.065 dollari, dai precedenti 10 milioni, dopo aver già sospeso temporaneamente le nuove quotazioni di ETF a leva su singoli titoli in attesa di una stabilizzazione del mercato. Il saldo dei prestiti a margine usati per finanziare gli acquisti azionari è sceso a 28.900 miliardi di won al 31 luglio, minimo da gennaio.
SpaceX e Alphabet tra trimestrali e maxi emissioni
Capitolo corporate, SpaceX ha superato ampiamente le stime nella sua prima trimestrale da società quotata. Le azioni sono scese, penalizzate da una spesa in intelligenza artificiale superiore al previsto. Il gruppo ha riportato ricavi per 7,8 miliardi di dollari, sopra la stima di 6,81 miliardi, e una perdita per azione di 0,09 dollari, inferiore ai 0,24 dollari attesi, mentre la divisione AI ha registrato una perdita operativa di 1,26 miliardi, migliore dei 2,39 miliardi previsti.
Alphabet ha invece collocato obbligazioni investment grade per 25 miliardi di dollari, ottenendo una domanda di picco stimata in circa 115 miliardi, inferiore soltanto ai 129 miliardi raccolti dall’emissione record di Oracle a febbraio e ai circa 126 miliardi ottenuti da Amazon a marzo.
La forte accoglienza riflette un cambio di sentiment dopo che, a luglio, un’ondata di nuove emissioni e i timori per l’eccessiva spesa nelle infrastrutture AI avevano innescato vendite sui bond tecnologici. Il contesto è successivamente migliorato e premi più generosi del solito hanno sostenuto la domanda per l’operazione. Con il nuovo collocamento, le emissioni di Alphabet dall’inizio del 2025 hanno superato i 114 miliardi di dollari, confermando il gruppo come il maggiore emittente di bond legati all’intelligenza artificiale nel periodo.
Lavoro USA in calo, ma resta atteso un rialzo dei tassi
Chiude la settimana il report sul mercato del lavoro USA di luglio, atteso come banco di prova per il percorso dei tassi. I nuovi posti di lavoro non agricoli si sono fermati a -23mila unità, ben sotto le attese Bloomberg di 80mila e il dato precedente, rivisto da 57mila a 20mila. Il tasso di disoccupazione è sceso dal 4,2% al 4,1%, mentre il salario orario medio è rallentato dal 3,4% (rivisto dal 3,5%) al 3,2% su base annua.
Il tasso di partecipazione alla forza lavoro si è attestato al 61,4%, sotto le previsioni al 61,6% e il 61,5% di giugno. Tra i settori, l'istruzione pubblica ha perso 50mila posti, il commercio al dettaglio 19mila e le attività finanziarie 14mila, mentre la sanità ne ha aggiunti 22mila. Nonostante la debolezza del dato, i mercati continuano a scontare pienamente un rialzo del costo del denaro entro dicembre.
L'andamento della stagione delle trimestrali
Intanto è proseguita a pieno ritmo la stagione delle trimestrali, che si avvia alla sua conclusione. Delle 441 società dell'S&P 500 che hanno pubblicato i risultati del 2° trimestre, il 68,86% ha superato le attese sui ricavi, mentre l'87,44% lo ha fatto sugli utili.
Guardando all'Europa con lo STOXX 600, il 63,47% ha fatto meglio delle stime sulle vendite, con il 58,63% lo ha fatto sui profitti.
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L'indice di Filadelfia ha guadagnato l'8,19% in una sola seduta, chiudendo comunque il peggior mese dal 2008, e la Corea (indice KOSPI) ha messo a segno il rialzo giornaliero più ampio della sua storia. Nelle stesse ore un hedge fund da 45 miliardi ha finito di smontare il proprio portafoglio e Apple ha avvertito che le memorie stanno diventando introvabili. Sono tre notizie che vanno lette insieme.
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Guardando gli indici azionari sembrerebbe di vivere uno dei momenti più tranquilli degli ultimi anni. L'S&P 500 continua ad aggiornare i massimi storici, il Nasdaq rimane sostenuto dalla forza dell'intelligenza artificiale, il FTSE MIB ha superato quota 53.000 punti e il VIX oscilla nuovamente sotto quota 16, livelli che storicamente identificano una fase di risk-on. Eppure, osservando il mercato sotto la superficie, emerge una realtà molto diversa.
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