La settimana sui mercati: trimestrali, BCE e AI alla prova dei fatti
Settimana del 25 luglio 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: trimestrali, BCE e AI alla prova dei fatti
Dopo mesi dominati dalla narrativa sull'intelligenza artificiale, questa settimana i mercati hanno iniziato a chiedere qualcosa di più delle aspettative. L'avvio della stagione delle trimestrali statunitensi, la riunione della BCE e il ritorno delle tensioni commerciali hanno riportato l'attenzione sui fondamentali, mentre gli investitori hanno continuato a monitorare l'evoluzione geopolitica e il mercato energetico.
Le trimestrali diventano il vero banco di prova
L'attenzione degli investitori si è progressivamente spostata dalla narrativa AI ai numeri.
Ad aprire la settimana sono stati Alphabet, Tesla e IBM, mentre il mercato ha già iniziato a guardare ai risultati di Microsoft, Meta, Amazon e Apple previsti nei prossimi giorni.
Più dei risultati del trimestre appena concluso, gli operatori hanno osservato tre elementi:
- le guidance per la seconda parte dell'anno;
- la sostenibilità della crescita degli utili;
- soprattutto i nuovi investimenti in infrastrutture AI e data center.
Dopo l'espansione dei multipli registrata negli ultimi mesi, sarà infatti la crescita degli utili a dover giustificare valutazioni che rimangono storicamente elevate.
BCE: tassi invariati ma nessun impegno per settembre
La riunione della Banca Centrale Europea non ha prodotto sorprese.
L'istituto guidato da Christine Lagarde ha mantenuto invariati i tassi d'interesse, preferendo attendere nuovi dati macroeconomici prima di fornire indicazioni sul prossimo ciclo di politica monetaria.
Nel corso della conferenza stampa la presidente della BCE ha sottolineato come gli sviluppi geopolitici nel Golfo rappresentino ancora un fattore di rischio e ha confermato che lo staff sta elaborando diversi scenari sull'evoluzione dei prezzi di petrolio e gas in vista della riunione di settembre.
Il messaggio resta prudente: nessuna forward guidance, ma decisioni che continueranno a dipendere dai dati macroeconomici.
Dazi e commercio internazionale tornano protagonisti
Sul fronte commerciale è tornata ad aumentare l'incertezza.
L'amministrazione Trump ha annunciato un nuovo pacchetto di dazi destinato a circa sessanta economie, con aliquote comprese tra il 10% e il 12,5%.
L'obiettivo dichiarato è contrastare il ricorso al lavoro forzato nelle catene di fornitura globali, ma il provvedimento rischia di riaccendere le tensioni commerciali in un momento particolarmente delicato per la crescita mondiale.
L'Unione Europea dovrebbe essere soggetta all'aliquota minima, mentre Giappone, Corea del Sud e Svizzera potrebbero affrontare tariffe leggermente superiori.
Il petrolio rimane un osservato speciale
Nonostante la volatilità delle ultime settimane, il mercato energetico continua a rappresentare uno dei principali fattori di rischio.
Le tensioni in Medio Oriente non si sono completamente attenuate e gli operatori continuano a monitorare lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita una parte significativa delle esportazioni mondiali di greggio.
L'eventuale peggioramento dello scenario geopolitico potrebbe avere effetti immediati sia sull'inflazione sia sulle future decisioni delle banche centrali.
L'AI resta il tema dominante, ma cambia la narrativa
Il settore dell'intelligenza artificiale continua a guidare l'interesse degli investitori, ma il mercato appare più selettivo rispetto ai mesi precedenti.
Dopo il rally dei semiconduttori, gli operatori stanno valutando quali società saranno realmente in grado di trasformare gli enormi investimenti in AI in crescita degli utili.
Prosegue inoltre il progressivo allargamento del tema oltre Nvidia, con crescente attenzione verso produttori di memorie HBM, hyperscaler e infrastrutture necessarie allo sviluppo dei modelli di intelligenza artificiale.
I mercati guardano oltre il breve termine
La settimana si è chiusa con mercati che continuano a mostrare una discreta tenuta, ma con un equilibrio più fragile rispetto ai mesi scorsi.
L'entusiasmo per l'intelligenza artificiale rimane il principale motore di Wall Street, ma da ora in avanti saranno soprattutto gli utili societari a determinare la direzione del mercato.
Parallelamente, BCE, geopolitica e nuove tensioni commerciali continueranno a rappresentare variabili fondamentali nella costruzione delle aspettative degli investitori per la seconda parte dell'anno.
Le trimestrali entrano nel vivo
Se la settimana appena conclusa ha inaugurato la stagione delle trimestrali delle Big Tech, la prossima rappresenterà il vero momento decisivo. Tra il 27 e il 31 luglio saranno infatti pubblicati i risultati di Microsoft, Meta, Amazon e Apple, quattro società che da sole rappresentano una quota significativa della capitalizzazione dell'S&P 500 e del Nasdaq. Gli investitori cercheranno conferme non solo sulla crescita dei ricavi e degli utili, ma soprattutto sull'evoluzione della spesa in infrastrutture AI, sulla redditività dei servizi cloud e sulle prospettive per la seconda metà dell'anno. Saranno inoltre diffuse numerose trimestrali di altri colossi statunitensi, tra cui Visa, Mastercard, Boeing, Exxon Mobil, Chevron, Procter & Gamble, Qualcomm, AMD, Starbucks, Merck e Pfizer, offrendo un quadro molto ampio sullo stato di salute dell'economia americana. Dopo un rally sostenuto soprattutto dall'espansione dei multipli, sarà proprio questa intensa settimana di conti a determinare se i fondamentali saranno in grado di sostenere le attuali valutazioni dei mercati azionari.
I tre della settimana
La settimana in 3 articoli
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