La settimana sui mercati: tra rischio inflazione e rally dell’AI
Settimana del 23 maggio 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: tra rischio inflazione e rally dell’AI
Sul fronte del conflitto tra USA e Iran, la settimana si è aperta con le tensioni in piena accelerazione e si è poi articolata attorno a un delicato gioco diplomatico.
Trump ha annunciato il rinvio dell'attacco militare programmato dopo le pressioni di Arabia Saudita, Qatar ed Emirati, ma la tregua negoziale non ha prodotto progressi concreti: Teheran ha respinto le proposte americane come insufficienti, continuando a condizionare qualsiasi accordo alla restituzione degli asset congelati e al risarcimento dei danni bellici, mentre Washington ha ribadito come condizione non negoziabile che nessuna arma nucleare finisca nelle mani dell'Iran.
Trump ha mantenuto aperta la minaccia di riprendere i bombardamenti come leva negoziale, mentre sul piano multilaterale Xi Jinping, aprendo i colloqui con Putin a Pechino, ha dichiarato che serve “un cessate il fuoco completo è imperativo”, mentre la NATO ha iniziato a discutere l'ipotesi di scortare navi mercantili attraverso lo Stretto qualora non venisse riaperto entro luglio.
Bond, inflazione e rendimenti G7
La conseguenza più immediata e misurabile del conflitto si è manifestata sul mercato obbligazionario. Il rendimento del Treasury a 30 anni ha toccato il 5,20%, livello non visto dalla crisi finanziaria del 2008, mentre in Giappone il decennale è balzato ai livelli del 1996 e il trentennale ha raggiunto i massimi dal debutto del 1999.
I rendimenti a lungo termine del G7 nel loro complesso hanno superato per la prima volta i picchi post-Covid. Il meccanismo è quello di una seconda ondata inflazionistica che si abbatte su economie ancora convalescenti dalla prima, in un contesto aggravato da supply chain già frammentate e da una spesa militare in espansione su scala globale.
Fed: Warsh eredita un FOMC meno accomodante
In questo scenario si è insediato Kevin Warsh alla guida della Federal Reserve. I verbali della riunione FOMC del 28-29 aprile hanno fotografato un comitato in rapida evoluzione: la maggioranza dei funzionari ha avvertito che potrebbe essere necessario considerare un rialzo del costo del denaro se l'inflazione restasse persistentemente sopra il 2%, e "molti" partecipanti avrebbero voluto rimuovere già dal comunicato ufficiale il linguaggio accomodante.
Warsh eredita quindi una Federal Reserve che, a dispetto delle aspettative con cui Trump lo ha selezionato, sembra più orientata al rialzo che al taglio.
Commercio: Cina e UE offrono un contrappeso positivo
Sul fronte commerciale, la settimana ha invece portato due sviluppi positivi. Washington ha annunciato che Pechino si è impegnata ad acquistare almeno 17 miliardi di dollari l'anno di prodotti agricoli americani fino al 2028, con un'intesa su riduzioni tariffarie su alcune categorie di beni.
L'Unione Europea ha finalizzato il testo dell'accordo commerciale con gli Stati Uniti, superando le ultime divergenze prima della scadenza imposta da Trump: sul tavolo c’è l'eliminazione dei dazi europei sui beni industriali statunitensi in cambio di un tetto del 15% sulle tariffe americane alle esportazioni del blocco. Parlamento europeo e singoli Stati dovranno votarne la ratifica entro il 4 luglio, data fissata da Trump come deadline: in caso contrario, i dazi sulle automobili europee salirebbero dal 15% al 25%.
AI: IPO, Nvidia e valutazioni sotto esame
Il tema più strutturale della settimana, al di là della fiammata geopolitica, è probabilmente la corsa alle quotazioni nell'intelligenza artificiale, che ha assunto contorni concreti. OpenAI si prepara al debutto in Borsa previsto per l'autunno: i ricavi del primo trimestre sarebbero stati circa 5,7 miliardi di dollari, un miliardo sopra Anthropic nello stesso periodo.
SpaceX punterebbe invece al 12 giugno per la propria quotazione al Nasdaq, con un obiettivo di raccolta che potrebbe superare gli 80 miliardi di dollari.
Anthropic sarebbe sulla buona strada per il suo primo trimestre in utile con ricavi del 2° trimestre attesi a 10,9 miliardi e potrebbe anch'essa debuttare in Borsa in ottobre a una valutazione superiore ai 900 miliardi.
I risultati di Nvidia, attesi come banco di prova cruciale per l'intero AI trade, hanno battuto le stime con un aumento dei ricavi dell'80% su base annua e una guidance del 2° trimestre sopra le aspettative. La reazione del mercato è stata tiepida, segnale che gli investitori richiedono ormai sorprese di entità crescente per giustificare le valutazioni attuali.
Asia e corporate: Samsung ed Estée Lauder-Puig
In Asia, Samsung ha vissuto una settimana di alta tensione sindacale: i negoziati si sono conclusi senza accordo, la direzione ha rifiutato la proposta di mediazione accettata dal sindacato. La Banca di Corea ha stimato che un'interruzione significativa della produzione potrebbe erodere fino a mezzo punto percentuale di crescita del PIL. Nel tardo corso della settimana è poi emerso un accordo preliminare che ha scongiurato lo sciopero, consentendo un rimbalzo del titolo.
Tra le notizie di minore portata sistemica ma di rilievo settoriale, è saltata l'operazione tra Estée Lauder e la spagnola Puig Brands, che avrebbe creato uno dei maggiori gruppi beauty al mondo.
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