La settimana sui mercati: Francia sotto pressione e nodi IA
Settimana del 10 ottobre 2026
L'articolo della settimana

La settimana sui mercati: Francia sotto pressione e nodi IA
In breve
- Trump esclude attacchi contro l’Iran prima delle elezioni di novembre, favorendo un calo del petrolio dopo che il Brent aveva superato 102 dollari. Restano il blocco navale USA e i rischi sulle rotte energetiche.
- Debito sovrano sotto pressione, con i timori di contagio dalla Francia e il posizionamento ribassista sui Treasury. I verbali Fed mostrano che a settembre la maggioranza dei partecipanti riteneva probabilmente appropriato un altro rialzo entro fine anno.
- L’IA sostiene i listini, ma aumenta la sensibilità a ricavi, valutazioni e finanziamenti. Secondo Bloomberg, OpenAI punta ad almeno 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine 2026, dai circa 50 miliardi di fine settembre.
- Proseguono i colloqui per finanziare gli acquisti di chip di OpenAI e SpaceX, mentre Firmus rinuncia all’IPO australiana per l’insufficiente sostegno degli investitori.
- Si rafforza il sostegno all’offerta di Intesa su MPS, con l’adesione annunciata da Delfin. Caltagirone intende invece opporsi ai progetti di acquisizione di Banco BPM e Banca Generali. Sale a 53 euro l’offerta su Recordati.
Il ridimensionamento dei timori di un attacco imminente degli USA contro l’Iran ha offerto sollievo ai mercati nella parte finale della settimana, dopo una nuova risalita del petrolio. Trump ha escluso operazioni prima delle elezioni di metà mandato di novembre, segnalando colloqui definiti produttivi senza fornire dettagli.
Il cambio di tono è arrivato dopo che il Brent aveva superato 102 dollari al barile in seguito alle indiscrezioni di The Atlantic sulla richiesta della Casa Bianca al Pentagono di preparare opzioni per attacchi prima del voto. Il New York Times aveva inoltre riferito di discussioni su un’intensa campagna di 3 giorni.
L’apertura diplomatica non risolve però i nodi del conflitto. Il blocco navale sulle esportazioni iraniane rimane in vigore e i negoziati restano bloccati anche sul controllo dello Stretto di Hormuz. In un’intervista a Time pubblicata all’inizio del mese, Trump aveva indicato come possibili attacchi più pesanti dopo le mid-term.
Sulle rotte energetiche, il recupero dei flussi attraverso Hormuz si è accompagnato all’aumento degli attacchi iraniani contro le navi. I combattimenti in Yemen hanno aggiunto rischi per le spedizioni attraverso Bab al-Mandeb.
Secondo Bloomberg, Washington è riluttante ad ampliare il coinvolgimento nell’offensiva saudita contro gli Houthi e ha cercato di dissuadere Riad dall’aprire un conflitto su larga scala. Gli USA forniscono già intelligence e assistenza operativa, senza affiancarle con attacchi offensivi.
Treasury e Fed: pressioni sul debito e attese sui tassi
Energia, inflazione e sostenibilità dei conti pubblici hanno mantenuto alta la pressione sul debito sovrano. Sui Treasury, dopo il breve recupero seguito ai deboli dati occupazionali, gli operatori hanno ripreso ad aumentare le posizioni ribassiste. Secondo lo strategist di Citigroup David Bieber, il movimento riflette sia nuove scommesse contro i titoli che la chiusura di posizioni rialziste.
Ray Dalio ha richiamato la vulnerabilità del mercato a una riduzione della domanda da Cina e Giappone, prospettando una possibile crisi del debito USA entro 3 anni. Il Segretario al Tesoro, Scott Bessent, sostiene invece che una crescita del 3% e il contenimento della spesa possano modificare rapidamente la traiettoria dell’indebitamento.
I verbali della riunione Fed del 15-16 settembre hanno confermato la priorità attribuita al contrasto dell’inflazione. Tutti i partecipanti avevano sostenuto il rialzo di 25 punti base, che aveva portato i tassi al 3,75%-4%, mentre la maggioranza giudicava probabilmente appropriato un ulteriore aumento entro fine anno.
Per molti funzionari, le condizioni finanziarie continuavano a sostenere la crescita nonostante l’aumento dei rendimenti a lungo termine, grazie al rialzo delle azioni e agli spread contenuti delle obbligazioni societarie.
Debito francese: spread, rischio contagio e attese sulla BCE
In Europa, la Francia è rimasta il principale punto di fragilità, con il differenziale decennale rispetto alla Germania arrivato a 140 punti base. Le tensioni hanno alimentato l’attenzione sul possibile contagio ad altri emittenti e pesato sull’euro, sceso contro le principali valute fino ai minimi da maggio 2025 sul dollaro.
Secondo il Co-responsabile del Fixed Income di Morgan Stanley IM Jeff Mueller, erano emersi i primi segnali di contagio, mentre il Governatore della Banca di Francia Emmanuel Moulin ha avvertito del rischio che il costo degli interessi soffochi il Paese in assenza di interventi sui conti pubblici.
Il Ministero delle Finanze francese ha escluso cambiamenti nella strategia di emissione, dopo le notizie del Wall Street Journal su un possibile maggiore ricorso alle scadenze brevi. Ha spiegato che le minori emissioni sui titoli a 30 anni e oltre riflettono la domanda più debole degli investitori.
Un’ulteriore pressione potrebbe arrivare dal rientro dei capitali giapponesi, favorito dai rendimenti domestici più elevati. Le tensioni hanno inoltre contribuito a ridimensionare le attese sulla BCE, con gli swap passati a scontare 3 rialzi entro fine 2027, rispetto ai 4 indicati in precedenza.
Azioni e IA: concentrazione del rally e ricavi di OpenAI
Sull’azionario, il sostegno degli utili tecnologici e degli investimenti nell’IA si è confrontato con crescenti dubbi sulla concentrazione del rally. Dopo i record di Wall Street, gli strategist di Bank of America hanno richiamato la scarsa partecipazione del resto del mercato, considerandola una caratteristica delle fasi di eccesso. Dalio ha indicato nell’enorme ricorso al debito per finanziare l’IA, in presenza di tassi in aumento, uno dei possibili fattori di rottura.
Nella parte finale della settimana, l’attenzione si è spostata sulla lettura dei ricavi di OpenAI. Secondo Bloomberg, la società prevede di raggiungere o superare 70 miliardi di dollari di ricavi annualizzati entro fine 2026, soprattutto grazie al segmento aziendale, dai circa 50 miliardi di fine settembre.
Il dato annualizzato non coincide con il fatturato effettivamente realizzato nell’intero anno. Secondo il Financial Times, lo scarto rispetto alle indicazioni di quasi 70 miliardi già circolate derivava dal tentativo degli investitori di applicare la metodologia di Anthropic, che contabilizza diversamente le vendite tramite i fornitori cloud. Questi elementi hanno contribuito ad attenuare i timori dopo le vendite sui tecnologici di giovedì.
Finanziamenti per l’IA: OpenAI, SpaceX e il passo indietro di Firmus
La crescita resta accompagnata da un ampio fabbisogno di capitale. Secondo Bloomberg, OpenAI tratta una raccolta di almeno 30 miliardi di dollari a una valutazione di 1.400 miliardi prima del nuovo capitale, con discussioni che coinvolgono fondi degli Emirati Arabi Uniti e BlackRock.
Separatamente, Broadcom avrebbe avviato colloqui preliminari per organizzare circa 30 miliardi di finanziamento a debito destinati agli acquisti dei chip sviluppati con OpenAI. Non è iniziato un processo formale e i piani potrebbero cambiare. L’iniziativa segue l’avvio di un finanziamento da 60 miliardi sostenuto da Broadcom per le infrastrutture di Anthropic.
Anche SpaceX, secondo Bloomberg, è in trattativa per raccogliere 40 miliardi di dollari destinati ai chip Nvidia. I colloqui sono preliminari e potrebbero non portare a un accordo. Il Financial Times indica una possibile struttura composta da 10 miliardi di prestiti bancari e 30 miliardi di debito investment grade, con una chiusura attesa nel 2027.
Intanto, Firmus ha rinunciato all’IPO australiana da circa 5,5 miliardi di dollari per l’insufficiente sostegno degli investitori e valuterà fonti alternative di capitale, inclusa, secondo Bloomberg, una quotazione negli USA nel più lungo periodo.
Intesa-MPS e Recordati: le novità sulle offerte
In Italia, Delfin ha deciso di aderire con l’intera quota del 17,6% in MPS all’offerta migliorata di Intesa Sanpaolo, che prevede 1,6 azioni Intesa e 1,25 euro per ogni azione della banca senese. Caltagirone intende invece votare contro le acquisizioni di Banco BPM e Banca Generali promosse da MPS.
L’assemblea del 29 ottobre resta centrale, perché Intesa ha dichiarato che ritirerà l’offerta se gli azionisti approveranno le 2 operazioni alternative. Su Recordati, CVC e Groupe Bruxelles Lambert hanno alzato il prezzo a 53 euro per azione, da 51,29 euro, valutando il gruppo circa 10,5 miliardi e definendo il rilancio definitivo.
Guggenheim: deflussi dai fondi per 2,4 miliardi di dollari
Nel risparmio gestito, le stime Morningstar hanno mostrato deflussi per 2,4 miliardi di dollari dai 4 maggiori fondi comuni di Guggenheim a settembre, dopo le notizie sulle indagini federali relative agli affari dell’Amministratore Delegato di Guggenheim Partners Mark Walter.
Il Total Return Bond Fund ha registrato riscatti per 1,8 miliardi, pari al 6,1% del patrimonio, mentre la categoria di riferimento ha raccolto 4,6 miliardi. Guggenheim ha sottolineato che proseguono gli investimenti nelle strategie istituzionali e retail e che i fondi interessati mantengono risultati competitivi.
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